Cani da caccia

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Cani da caccia, ma che razza, e che razze, di cani sono? E che differenze esistono tra le varie sottocategorie? Andiamo a scoprirle buttandoci poi a rincorrere i cani da caccia più noti, ciascuno con le proprie abilità e peculiarità. E il suo musetto. I cani da caccia in generale, anche se il nome suona minaccioso, lo hanno proprio carino.



Tutte le razze di cani da caccia in giro oggi sono frutto di sudate selezioni per ottenere animali che potessero prestare i miglior servizio al fianco, o al servizio, dell’uomo cacciatore. Esistono vari tipi di caccia e di cacciatore, tante situazioni a cui dover far fronte durante una uscita, quindi esistono vari tipi di cani da caccia.

Nello specifico abbiamo i cani da ferma, i cani da riporto, i cani da seguita, i cani da tana e i cani da sangue o da traccia. Sono tutti cani da caccia, ma noterete le differenze, non sono affatto interscambiabili, non tutti per lo meno. E non osate dirglielo, sono anche orgogliosi.

Cani da caccia: da ferma

I cani da caccia della categoria da ferma sono animali che, individuata la preda, solitamente selvatica, si bloccano in punta o in ferma, indicandone la presenza al cacciatore. Il loro nome, quindi, sta a indicare che non si lanciano all’inseguimento come vedremo fanno invece altri loro colleghi cani da caccia: i cani da ferma si fermano e segnalano al loro padrone. Della serie: “ora tocca a te”.

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In passato questi cani si sedevano sulle zampe posteriori, ma oggi la segnalazione della preda avviene per lo più in posizione eretta, con una zampa anteriore sollevata e fremendo, quasi tremando. Se il Setter inglese deve il suo nome all’antica postura seduta – da “to sit” , sedersi – il Pointer è così chiamato perché i cani da ferma sono detti anche da punta.

I cani da caccia di questo sottogruppo sono utilizzati soprattutto per fagiani, pernici, starne, per questo spunta nella storia anche il termine ‘caccia da piuma’. Tra le razze ricordiamo il Bracco italiano, da cui sono derivati tutti i bracchi francesi e poi tutti i bracchi europei, e i già citati pointer e setter.

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Cani da caccia: da riporto

Se sono da riporto i cani da caccia di questa categoria è perché recuperano la selvaggina una volta abbattuta dal cacciatore. Un esempio è il Golden Retriever, un altro lo è il Labrador Retriever. Questi due sono i più noti dei 6 cani da caccia che formano il gruppetto dei “Retriever”, gli altri sono il Flat-Coated Retriever (anche riccio noto come Curly Coated Retriever), il Chesapeake Bay Retriever, il Curly Coated Retriever e il Nova Scotia Duck Tolling Retriever.

Noti e meno noti, non importa, tutti questi cani da caccia hanno un carattere meraviglioso, infatti spopolano parecchio anche come cani da compagnia anche se sono nati come Working Dog. Socievoli, non mordono mai, fanno la guardia solo abbaiando, i Retriever sono cani da caccia anomali perché sempre felici e disponibili, con occhi dolci e modi dolci.

Oltre ad essere cani da caccia, i cani da riporto sono usati per la pet-theraphy, per la ricerca di persone scomparse e anche per aiutate il Soccorso Alpino e la Protezione Civile nella ricerca dei dispersi. Molti ipovedenti e ciechi hanno cani da caccia di questo tipo come guida, ma se ne vedono anche di impegnati in operazioni anti-droga e anti-esplosivi.

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Cani da caccia: da seguito

Per scovare ed inseguire le prede, soprattutto la selvaggina da pelo, e spingerle verso i cacciatori, i cani da caccia perfetti sono i cani da seguito. I migliori inseguitori che fanno felici i loro padroni sono il Segugio Italiano, il Segugio italiano a pelo forte, il Segugio svizzero, il Segugio Posavatz, il Segugio Tedesco e il nostro amico Beagle, più precisamente il Beagle-Harrier.

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Cani da caccia: da tana

Lo dice il nome, fin troppo bene, i cani da caccia da tana stanano le prede, ma soprattutto e prima ancora si insinuano nelle tane anche più inaccessibili. Questi cani da caccia quindi sono stati selezionati di generazione in generazione per avere un fisico piccolo e forte e intrufolarsi nelle case di animali selvatici come il tasso o la volpe.

Stanate queste prede, poi lasciano la soddisfazione finale al cacciatore che può abbatterli. Tra le razze di cani da caccia con queste caratteristiche abbiamo il Fox Terrier e il bassotto, il loro fisico rientra in pieno nella descrizione che vi ho fatto.

Cani da caccia: da sangue o da traccia

Se devono seguire la traccia, quella di sangue, solitamente, i cani da caccia di questo sottogruppo devono avere un olfatto particolarmente sviluppato. Con loro la selvaggina ferita non ha scampo, può ben scappare e nascondersi ma arrivano questi campioni e li beccano subito. Nel bosco, tra cespugli e alberi, i cani da caccia da traccia, trovata la pista, iniziano un dialogo con il padrone cacciatore in cui danno indizi sugli spostamenti in modo che lui possa poi portare a casa la preda vittorioso.

Le razze più impegnate e conosciute sono il Bloodhound, il Segugio bavarese e il Segugio di Hannover. Sono tutte visibilmente tedesche, mostrano tutte passione, resistenza, pazienza, continuità, e soprattutto capacità di riflessione. Una preda che odia di certo questi cani da caccia è il cinghiale: spesso fugge ferito, loro lo ritrovano inesorabilmente.

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Cani da caccia: razze da conoscere

Tra i cani da caccia della categoria “da ferma” il Setter Inglese brilla e ne ha tutte le ragioni. I suoi antenati sono i cani chiamati in Francia “Chiens d’Oysels” (cani da volatili), ma sono fieri inglesi e anche un po’ difficili da addestrare: ci vuole finezza di spirito, fermezza di spirito, capacità di mettersi in discussone.

Fatica ripagata dal loro eccezionale fiuto, e dalle ineguagliabili doti di decisione e intraprendenza. Il Setter Inglese non è un cane da caccia che resta al nostro fianco: percorre Km e Km per cercare la preda, è anche un buon nuotatore di grande resistenza. Va veloce e lontano, punta e aspetta il padrone, tutto il tempo che il padrone ci mette. E’ perfetto anche per cacciatori non più giovanissimi o con andatura rilassata.

Un altro celebre protagonista della categoria cani da caccia è il Pointer Inglese, sempre cane da ferma è ed è ritenuto l’esteta della categoria, il “purosangue“. Ha velocità, resistenza sia in acqua che su terra, ha finezza di fiuto e movenze che lo rendono quasi aristocratico, perché corre a testa alta, sempre fiero. Eppure è molto sportivo e non ha intenzione di adattarsi a chi vede la caccia come un bighellonare campestre. Il Pointer si addestra velocemente, oltre al fiuto ha anche una straordinaria memoria.

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Meno noto, sempre da ferma, è il cane da caccia detto Épagneul Breton. Dalla Francia arriva in scena con fare sportivo, è il più veloce tra i “chiens” – tra i cani da ferma francesi – ed è anche il più piccolo, con i suoi 15 kg. Questa razza è declinabile per vari usi quindi perfetta per un cacciatore che non si può permettere cani da caccia diversi per ogni fase e per ogni tipo di terreno. Lui, l‘Epagneul Breton. È ottimo a infilarsi sotto i cespugli più folti nel bosco ma anche nella macchia mediterranea o in ambiente acquatico, come negli acquitrini.

Sempre in Francia andiamo a conoscere “le Grand Gascon Saintongeois” che è un cane da caccia stavolta da traccia. Segue il sangue e, rispetto alla gran parte degli altri cani da caccia, non può essere considerato anche un cane da compagnia. Ha un’andatura rapida e una grande finezza di naso, si presta alla caccia a cavallo di tutti gli animali, specialmente della lepre, del lupo e del capriolo.

E’ infatti una pratica in cui si richiedono cani perseveranti, testardi, capaci di trovare una traccia molto debole: proprio come il nostro cane da caccia francese, considerato un maestri nella caccia alla lepre e detentore di una voce molto bella, sui toni bassi, emozionante. Se non si è una sua preda.

L’addestramento dei cani da caccia

I cani da caccia sono addestrati dall’uomo a riportare la preda “intatta”, sfruttando il comportamento tipico del lupo con cui dopo aver catturato una preda la riporta ai suoi piccoli.

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Pubblicato da Marta Abbà il 16 agosto 2015