Filariosi nel cane: come prevenirla

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Filariosi nel cane. Da primavera se ne dovrebbe parlare ogni giorno, perché inizia lì il suo periodo pericoloso e, siccome esiste una prevenzione per la filariosi nel cane, è il caso che, seppur non obbligatoria, la si adotti. Dopo aver saputo cos’è e come si manifesta, sono certa che sboccerà la buona volontà di padroni fedeli e coscienziosi. Se già non lo siete.

La filariosi nel cane è veicolata dalle zanzare, a seconda del parassita veicolato, la filariosi può essere cardiopolmonare o cutanea. Quest’ultima è provocata dal parassita Dirofilaria repens, ha conseguenze solo sulla pelle e può essere contratta anche dall’uomo. La filariosi nel cane di tipo cardiopolmonare, causata dal parassita Dirofilaria immitis, non è pericolosa per l’uomo ma può essere letale per il cane e per altri animali domestici.

Dato che il Dirofilaria immitis, è un nematode parassita che necessita di diversi ospiti prima di completare il suo ciclo vitale, la filariosi nel cane può manifestarsi anche a distanza di mesi rispetto al momento del contagio. Ciò rende essenziali i controlli periodici.



Filariosi nel cane: trasmissione

Gli ospiti del parassita della filariosi nel cane sono almeno due: uno intermedio, le zanzare, e uno ospite definitivo, di solito il cane. Per poter trasmettere la malattia, deve esserci una temperatura ambientale media giornaliera di 19 gradi, altrimenti le microfilarie non sono attive. Le zanzare non sono da sole infette, ma vero è che si danno da fare per veicolare la filariosi nel cane: sono molto abili a trovare la pelle anche se il pelo è  lungo. Ecco perché si può dire che colpisce tutte le razze, a tutte le età e in tutte le dimensioni la filariosi nel cane, che vivano in giardino o in casa: le zanzare entrano ed escono come vogliono.

La filariosi nel cane a livello geografico è endemica in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria, Emilia Romagna, ma si sta diffondendo anche in Toscana, Umbria, Lazio e Marche. Oltre al cane, molto sensibile alla filariosi è anche il furetto, il gatto si ammala dove la malattia è estremamente diffusa, come nelle risaie del Piemonte o nel Veneto.

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Filariosi nel cane: ciclo vitale

Per comprendere come affrontare la filariosi nel cane è necessario conoscere il ciclo vitale di questo parassita tanto nemico dei nostri adorati animali. Partiamo dall’evidenza, dal cane infetto. Quando una zanzara lo punge e ne ingerisce il sangue, ricco di microfilarie, siamo allo stadio di larva L1 che, dopo sette giorni diventa L2, e dopo altri sette L3.

Queste ultime – siamo a due settimane dall’evidenza di filariosi nel cane – sono quelle infettanti: quando la zanzara punge un altro cane, entrano nel sottocute, arrivano ai capillari e dopo 6-12 giorni diventano L4. Dopo due mesi circa diventano lo stadio adulto L5, entro quattro mesi, giungono al cuore e nelle arterie polmonari danneggiandoli anche a distanza di 6 mesi: ecco perché spesso ci si accorge tardi della filariosi nel cane. A volte troppo tardi: un singolo animale ammalato può ospitare da 3 a 50 parassiti adulti che vivono fino a 7 anni, sempre che non ne provochino prima la morte.

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Filariosi nel cane: sintomi

Parlando di “accorgersi in tempo” della filariosi nel cane, ecco i segnali di cui insospettirsi: prurito, noduli sottocutanei, inappetenza, stanchezza, tosse secca, anemia. Se non curata bene, la filariosi nel cane può essere letale per l’animale e provocare embolia polmonare, insufficienza cardiaca, accumulo di liquidi a livello addominale e segni neurologici.

La filariosi nel cane divide gli infetti in 4 classi in ordine crescente di gravità: la prima è la meno grave. Classe 1 vuol dire che ci sono i parassiti ma che non hanno ancora causato gravi danni quindi il cane si mostra in un buono stato di salute anche se gli esami del sangue antigenici sono positivi.

La Classe 2 rappresenta la forma moderata: i parassiti adulti cominciano a causare danni al cuore e alle arterie polmonari, compaiono tosse, dispnea, affaticamento, soffi cardiaci, ma il cane presenta ancora un buon stato di nutrizione o solo un leggero dimagrimento a cui magari non si fa caso.

Per la filariosi nel cane la Classe 3 è già una forma grave: cuore e arterie sono estremamente danneggiate, il cane, fortemente dimagrito, ha dispnea, tosse, anemia, e potrebbero comparire epistassi, danni polmonari e trombi. La classe più grave è poi la Classe 4 della filariosi nel cane, detta sindrome della vena cava perché i parassiti hanno invaso il cuore destro, le arterie polmonari e risalendo dall’atrio destro sono arrivati ad ostruire la vena cava.

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Filariosi nel cane: diagnosi

La diagnosi di filariosi nel cane spesso è tardiva, arriva quando si è già in Classe 3 o 4. Da una goccia di sangue su vetrino, osservata bene, si capisce se si trovano le microfilarie in circolo. Anche se non ci sono resta il dubbio, però: i parassiti adulti potrebbero non aver ancora prodotto molte microfilarie o nel cuore del cane sono presenti solo maschi o solo femmine. Si parla di filariosi nel cane ma occulta: niente microfilarie in circolo, ma i danni al cuore ci sono lo stesso.

In caso di positività si prosegue di solito con esami ematologici completi, radiografie e una visita cardiologica accurata con ecocardiografia per stadiare il paziente. E’ sempre importante verificare che, con la filariosi nel cane, non ci siano anche leishmaniosi o malattie trasmesse da zecche.

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Filariosi nel cane: terapia

La terapia classica per la filariosi nel cane consiste nella somministrazione di anticoagulanti per minimizzare il rischio di emboli, va sempre decisa dal veterinario e attentamente monitorata perché potenzialmente fatale per il cane.

Per uccidere le filarie adulte c’è poi un derivato dell’arsenico, da iniettare nei muscoli lombari per due giorni di fila: provoca dolore e necrotizza il muscolo in cui viene fatto. A tutto ciò si affianca anche una terapia microfilaricida e un’altra per trattare la patologia cardiaca residuante.
Queste sono solo indicazioni sommarie ma il “fai da te” con la filariosi nel cane non esiste, c’è solo da andare dal veterinario e fidarsi di lui senza cercare auto medicazioni o alternative “illuminate”. Ciò vale anche per la prevenzione.

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Filariosi nel cane: prevenzione

La profilassi per la filaria non è obbligatoria, ma soprattutto nelle zone endemiche è caldamente consigliata. Per prevenire la filariosi nel cane ci sono tre possibilità, e anche semplici, il veterinario può aiutarci a scegliere la più adatta. Ci sono appositi spot on da applicare, ad esempio, oppure si può fare un’iniezione che dura sei mesi.

Terza via, spesso imboccata, è quella delle compresse che il cane ingerisce dalla tarda primavera all’autunno compresi, Attenzione che non tutte le compresse si possono dare a tutte le razze di cani, il veterinario lo sa e sa anche indicare il giusto periodo in cui prenderle perchè le compresse sono retroattive: uccidono le microfilarie inoculate il mese precedente, non proteggono da quelle del mese successivo. Rimedi fai-da-te, come non far uscire il cane di notte e al crepuscolo o trattarli con dei normali repellenti per zanzare, per la filariosi nel cane sono del tutto insicuri e sconsigliati.

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Pubblicato da Marta Abbà il 18 giugno 2015