Beagle nano: carattere e prezzo

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Il beagle nano è una taglia, non più standard né diffusa, del beagle. La razza è sempre la stessa ed appartiene alla categoria dei cani da caccia. Il beagle nano è nano, altrimenti è considerato di taglia media, è di origine inglese e anche se in origine era usato molto, in qualsiasi taglia, per cacciare conigli, fagiani, volpi e lepri, oggi è a caccia di compagnia e di coccole, spesso. Nei nostri appartamenti.



Spesso il beagle nano è usato per la sperimentazione, come animale di laboratorio, perchè ha un apparato cardiocircolatorio molto simile a quello umano, in generale è “ricercato” per le sue doti di segugio, grande annusatore e con lesto scatto pronto. E’ un cane, il beagle nano, ufficialmente da lavoro, non solo per definizione, perché questa razza anche nelle competizioni, deve gareggiare in vere e proprie prove “di lavoro”.

Beagle nano: aspetto

Il beagle nano e non, è un cane robusto, con un fisico armonioso ed elegante. La testa è piuttosto piccola rispetto al corpo e nella femmina lo è di più, il muso non è smussato e le labbra devono essere ben cascanti mentre il naso, nero, ammette anche sfumature, a seconda del mantello. Il pelo del beagle nano è corto, denso ed impermeabile, può mostrare qualsiasi colore escluso il color fegato.

Un’altra regola cromatica del beagle nano è quella della punta della coda che deve essere bianca, la coda nel frattempo deve mostrarsi robusta e mai arrotolata verso il dorso. Le orecchie del beagle nano sono lunghe fino a toccargli il naso, tondeggianti, gli occhi grandi e nocciola o marrone scuro mostrano una espressione dolce ma furbetta.

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Beagle nano: storia e origini

Il Beagle nano ha un’altezza di circa 18-25 cm, al confronto con i 33 del suo collega di taglia media. Questo formato di cane “mini” è detto anche beagle Elizabeth in onore della regina Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603) figlia di Enrico VIII che lo ha adorato. E lo ha reso parecchio celebre. Lei ha inizialmente ereditato una muta intera di beagle nano, tra i 18 e i 26 cm: vari esemplari tutti selezionati ad hoc dagli inglesi stessi che hanno creato così un beagle nano e anche con timbro di voce cristallino tanto da meritarsi l’appellativo di “singing”.

Altri appellativi del beagle nano nel tempo sono stati “rabbit beagle” (Beagle da coniglio), “pocket-beagle” (Beagle da tasca), “glove beagle” (Beagle da guanto). Oggi il beagle nano è da considerarsi fuori standard, in verità non ce ne sono mai stati molti e in generale in Italia zero. Hanno spopolato a loro tempo in Gran Bretagna a fine Ottocento.

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Grazie alla sua dimensione ridotta il beagle nano risultava “molto comodo”, anche da portare nelle battute di caccia nelle borse da sella o nelle paniere trasportate da un mulo. La sua taglia ridotta è stata anche la sua condanna perché ha reso difficile la riproduzione ed è sparito dalla circolazione nel XIX secolo. Ci sono stati tentativi di far tornare il beagle nano agli inizi del Novecento ma sono rovinosamente falliti.

Beagle nano: carattere

Il beagle nano non è certo meno allegro, curioso, intelligente del suo pari di media taglia. Non è affatto aggressivo, anzi, espansivo all’esagerazione, tutti interpella facendo sapere che è pieno di “gioia di vivere”. Abbaia parecchio, spesso sull’onda dell’emozione e dell’agitazione, non con fare minaccioso.

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E’ un cane molto dolce il beagle nano ma non è sempre facile da educare, è distratto dagli odori, dagli stimoli, essendo un cane da caccia, ed è un po’ frettoloso ma non testardo. In verità un po’ testardo lo è, il beagle nano, ma solo quando si tratta di seguire il suo padrone a cui si affeziona subito e in modo molto fisico, morboso, da meritarsi il soprannome di “cane-ombra”.

Beagle nano: padrone ideale

Il padrone ideale per un beagle nano è un bambino. Questo cane è perfetto per famiglie con prole, infatti, perché sempre disponibile al gioco e mai aggressivo. Va benissimo in appartamento, anche per le sue modeste dimensioni. Si adatta senza troppo abbaiare, nonostante gli piaccia farlo, a patto che lo si porti spesso a fare giri all’aria aperta. Al guinzaglio non sta in modo molto rigoroso e ubbidiente: sente odori e vede “cose”, tende a fare scatti. Per questo il beagle nano è sconsigliato alle persone anziane o pigre che vogliono un tranquillo cane da passeggio.

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Beagle nano: prezzo

Il prezzo medio di un cucciolo di beagle nano, o normale, va dai 700 e ai 1000 euro, in media, poi ci sono le spese per il cibo, accessori, giochi, toelettature, veterinario e lezioni di addestramento, eventualmente. Ma con il beagle nano spesso ci si ricorre. Per il prezzo di questa razza ci sono allevatori che propongono cifre diverse per maschi e femmine, oppure ne fanno un problema di colore. Una regola non c’è. Importante è chiedere sempre tutti i documenti e i certificati necessari senza fidarsi di prezzi scontati.

Se si vuole scegliere il sesso del cane al di là del prezzo è bene sapere, sempre parlando per stereotipi, che le femmine del beagle nano sono più dolci, più facili da addestrare e stabiliscono un legame più solido con il loro padrone. Sono quindi più adatte a chi è “al primo cane”: non sono neanche litigiose e non segnano il territorio. I maschi di beagle nano sì, eccome se lo segnano, sono più testardi ed irrequieti, hanno una mal celata natura dominante, vanno quindi meglio per chi sa imporsi e per chi ama fare e fargli fare tanta attività sportiva.

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Beagle nano: esemplari famosi

Tra beagle nano e beagle. La razza colleziona vari VIP tra cinema e mondo dello spettacolo se non letterario. Ne citio solo alcuni, noti, che vi strapperanno un sorriso facendovi subito venire voglia di beagle nano da adottare per tutta la vita. Ecco il primo, il mitico Snoopy: è un beagle anche se nella traduzione italiana viene erroneamente indicato come bracco. Altri beagle immaginari, ma nessuno di loro è un beagle nano, direi, sono i componenti della Banda Bassotti (Beagle Boys) della Disney.

Altri che non si possono non conoscere sono Bravo, il cane dell‘Ispettore Gadget, il beagle nano Buckley del film I Tenenbaum, e il Pokémon Smeargle che più che essere, deriva da un beagle nano. Non possiamo non citare tra i beagle, la nave che portò Charles Darwin nel viaggio durato cinque anni da cui partirono le sue deduzioni sull’evoluzionismo. Anche lì il beagle nano era idealmente al fianco dell’uomo.

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Pubblicato da Marta Abbà il 20 agosto 2018