Prezzemolo in cucina e come rimedio naturale

prezzemolo

Una spremuta d’arancia o un mazzetto di prezzemolo? Il prezzemolo è tra le erbe più ricche di vitamina C, più degli agrumi di cui è solo più difficile da consumare. Anche perché noi, non si sa bene perché, abbiamo relegato il prezzemolo al ruolo di comparsa, di insaporitore e molto spesso di semplice abbellitore delle pietanze.

Il prezzemolo andrebbe invece consumato in grande quantità perché ha tante proprietà salutari ed è un rimedio naturale a inappetenza e fiacchezza. Altro che abbellitore, il prezzemolo rende gustose le insalate, le frittate, le carni e il pesce. È anche un ottimo rimedio naturale contro l’alitosi e se avete esagerato con l’aglio (altra erba fantastica) masticate un po’ di prezzemolo per non turbare chi vi sta accanto.

La radice del prezzemolo è considerata una delle cinque radici aperitive maggiori, assieme a finocchio, asparago, sedano rapa e agrifoglio. In effetti il prezzemolo è un eccellente stimolante dell’appetito e fa particolarmente bene agli anemici, agli inappetenti, ai convalescenti e come rimedio naturale contro la fiacchezza.

Bene consumare prezzemolo, anche molto, ma fidatevi solo di quello coltivato. Il prezzemolo è infatti imparentato con la famigerata cicuta a cui somiglia anche parecchio, soprattutto per le foglie frastagliate e la disposizione dei fiori in piccoli ombrelli. Per distinguere il prezzemolo dalla cicuta allo stato selvatico bisogna essere dei veri esperti di botanica, chi non lo è punti sul prezzemolo coltivato.

Anche nell’orto però potrebbe insinuarsi la cicuta fra il prezzemolo. Una buona precauzione è quella di annusare la pianta dopo aver strofinato una foglia fra le dita: la cicuta si riconosce dallo sgradevole odore di pipì di gatto, mentre il prezzemolo vero ha un aroma inconfondibile.

Altri parenti del prezzemolo – che è detto anche petrosellino, petrosillo, persemolo – sono il finocchio e il sedano: il nome latino Petroselinum significa letteralmente sedano delle pietre. Il prezzemolo nell’orto si semina da febbraio ad agosto, a spaglio, su un terreno ricco di humus.

Dopo la semina è bene ricoprire i semi di prezzemolo con terriccio misto a segatura di legno (i semi non vanno interrati). Le foglie di prezzemolo si possono raccogliere mano a mano che crescono e usare per la cucina o per la farmacia naturale. Le radici è invece bene coglierle di un anno, in autunno. I semi vanno prelevati da piante di due anni.

Il prezzemolo come rimedio naturale (è anche diuretico e febbrifugo) può essere consumato in infuso (foglie fresche per agevolare la digestione), decotto (di radici o di semi come diuretico), in succo fresco (fino a un bicchiere al giorno), foglie secche (due pizzichi al giorno), tisana (foglie), bagni alle mani e pediluvi (foglie fresche) e cataplasmi (foglie tritate contro dolori e punture d’insetti).

Pubblicato da Michele Ciceri il 20 luglio 2013