Fiori da mangiare

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Fiori da mangiare. Esatto perchè mai limitarsi solo a guardarli, ad annusarli, a regalarli, a coltivarli: gustiamoli anche, condividiamo con loro la tavola, imparando assieme che ci sono fiori da mangiare e anche il come.



I fiori da mangiare non solo possono dare sapore ai nostri piatti, arricchendone il risultato finale a livello papillo-gustativo, ma danno anche un tocco estetico che non è affatto da trascurare. Una insalata cambia volto se tra il verde e gli altri ingredienti spunta un petalo.

Una frittata con ombre a forma di corolle, anche, e una minestra che alla seconda cucchiaiata ci regala un fiore nel cucchiaio se casualmente ne peschiamo una sorsata: sono sorprese apprezzate quanto un bouquet. Se non di più, perché questi fiori da mangiare oltre a sorprenderci, ci nutrono.

Lo fanno da sempre perché fin da tempi antichi l’uomo conosceva fiori da mangiare, anzi, lo sapeva molto più di noi uomini e donne moderne che ce ne siamo un po’ dimenticati. Ma non è troppo tardi per andare a fare un ripasso, magari rivisitando qualche ricetta alla moda del XXI secolo.

Partiamo dalle ricette con fiori da mangiare che già esistono, e dalle più note, così anche i più scettici abbasseranno le difese. I fiori di zucca sono i primi fiori da mangiare che mi vengono in mente: fritti o ripieni, sono molto gustosi e anche spesso presenti nei menu di ristoranti e case. Ripieni ne esistono versioni vegetariane non, quindi sono fiori da mangiare da tutti, senza preferenze, anzi, con l’imbarazzo della scelta tra fiori di zucca ripieni, anche con la ricotta, oppure in frittelle. Per sorprendere, se ne possono fare anche lasagne fiorite, con zucchine e besciamella.

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Prima di procedere precisiamo che i fiori da mangiare devono essere spontanei, oppure biologici, cioè coltivati senza l’ausilio di pesticidi. Ora andiamo a raccontare un fiore da mangiare che vuole essere citato assolutamente tra i primi, perché abituato ad essere la regina. Sto parlando della rosa.

Sì, anche la nobile rosa, che si fa elegante nei bouquet, si butta anche nei nostri piatti. La troviamo presente in marmellate, sciroppi, liquori e cocktail, ma anche tra gli ingredienti di insalate. E nel riso, per un buon risotto, ecco il segreto: i petali del nostro bel fiore da mangiare vanno lavati lessati per cinque minuti nel brodo, scolati e aggiunti al riso al momento di servire. L’ultima rimescolata, direttamente in tavola.

Al gusto un po’ acidulo sono i petali di un altro fiore da mangiare che la begonia. Questa sua caratteristica la rende ottima nei sorbetti, nelle macedonie e nei gelati. All’opposto c’è la bella di giorno che, dolce fiore da mangiare come si svela commestibile anche cruda, le sue radici a tubero, invece, una volta bollite diventano simili a patate.

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A dare sapore a pasta, risotti, minestroni, ma anche a frittate e insalate finiscono, ci sono fiori da mangiare come la calendula, in petali e anche con foglie. Questa specialità, famosa anche per essere ingrediente di creme per viso e corpo, regala anche una nota cromatica affatto sgradevole ai piatti in cui si inserisce.

E che dire dei garofani, cromaticamente superbi, ma fiori da mangiare come condimento per ottimi risotti e per guarnire biscotti e pasticcini. Fiori da mangiare e anche da bere in ottimi liquori.

Chi sul balcone non ha o non ha mai avuto i gerani? E lo sapevate che sono fiori da mangiare anche loro? Con i loro petali piccoli e colorati si preparano frittate, semifreddi, sorbetti, vini, liquori. Oppure li si può associare a formaggi dai sapore delicati come la ricotta e la crescenza. Possiamo gustare tutto ciò sul balcone, tra i nostri gerani, per una cenetta a tema con amici.

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I fiori da mangiare più profumati sono i lillà che si meritano un posto d’onore tra le ricette di pasticceria andando ad arricchire in modo sublime creme, yogurt, gelati e crostate. Anche le viole sono fiori da mangiare nei dolci e con dolcezza, tra cucchiaiate di gelati, o in gelatine e confetture. Oppure, ancora con la viola, usandone i petali, canditi o freschi, possiamo dare un tocco originale a macedonie ed insalate.

Abbiamo parlato di fiori spontanei, ecco la spontanea margherita che è uno di quei fiori da mangiare nella zuppa. Questi fiori vanno tritati, bolliti una decina di minuti nel brodo, aggiunti a del porro stufato in poco olio e purea di patate. Poi si mescola per un’altra decina di minuti e si ottiene un liquido a cui aggiungere dadini tostati di pane casareccio, olio, sale e pepe.

Restando sul fluido ma passando ad una salsa, ottima è quella con il gelsomino. Anche lui è tra i fiori da mangiare, accompagnando le carni lesse con una salsa da preparare con gelsomino unito a pistacchi pestati, aceto balsamico, fecola di patate e cannella.

Chi non è vegetariano può pensare anche a fiori da mangiare nel ragù. E’ il caso di girasole, rosa e garofano: i loro petali possono essere aggiunti una decina di minuti prima che la cottura sia ultimata ottenendo un ragù di carne e fiori da associare a pasta o riso.

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I fiori da mangiare sono anche tra quelli delle piante officinali e ce n’è ampia scelta: rosmarino, timo, salvia, issopo, santoreggia e borragine, e molti altri – sono tutti fiori da mangiare ad esempio con un buon formaggio fresco a cui, assieme o singolarmente, regalano una marcia, e un gusto, in più.

Per qualche consiglio o ricetta in più, ecco uno dei numerosi libri da sfogliare facendosi venire l’acquolina in bocca, ma anche la voglia di mettersi all’opera e “Cucinare con i fiori”. Appunto.

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Pubblicato da Marta Abbà il 20 ottobre 2015