Boxer tigrato: carattere e prezzo

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Boxer tigrato: è una delle due versioni del boxer, l’altra è il fulvo, sono entrambe apprezzate sia come cani da compagnia che da difesa. Il boxer tigrato rientra nel gruppo dei molossoidi e deve il suo nome al fatto che quando gioca sembra che muova le zampe come un pugili professionisti.



Già la parola “gioca” nel nome, deve sfarci capire con che razza di cane abbiamo a che fare. Io l’ho provato sulla mia pelle. E su vari vestiti e pantaloni: assicuro che la voglia di giocare e di contatto del boxer tigrato è straripante. Aggiungerei saltellante, incontenibile, zampettante. Ma prima di raccontare, o provare a rendere a parola, la sua esplosiva e contagiosa voglia di vivere, quasi disarmante, vediamo di razza di cane è questo boxer tigrato.

Tigrato o fulvo, tante cose coincidono, ma la varietà del boxer tigrato presenta strisce scure o nere nel senso delle costole. Lo sfondo è il mantello fulvo, le striature che fanno di un boxer un boxer tigrato devono staccarsi nettamente dal colore di base. Possono comparire delle macchie bianche, non sono a priori da escludere dallo standard del boxer tigrato, anzi! Dipende dalle loro dimensioni, non devono superare in superficie, un terzo del corpo. Il boxer fulvo, citiamolo per completezza, è a tinta unica, ma unica in varie sfumature, dal fulvo chiaro al rosso cervo scuro, con toni intermedi da spettacolo.

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Boxer tigrato: prezzo e allevamento

Il prezzo di un cucciolo di boxer tigrato parte dai 400-500 euro e arriva si 700-900. Raramente l’ho visto arrivare a mille euro. E’ poi vero che è una razza molto diffusa, questa del boxer tigrato e non, quindi c’è “concorrenza” e, la concorrenza, si sa, abbassa spesso i prezzi. Ma stiamo attenti alla qualità!

Se decidiamo di prendere un boxer tigrato, meglio cercare un allevatore scrupoloso. Si può infatti incappare in un soggetto poco attento, che non ha effettuato i controlli minimi, igienici, sanitari, e non sollo. Pur di vendere, veloce e a buon prezzo, potrebbe bypassare le regole e rifilarci un cane non ben curato, in cattivo stati di salute o con un carattere compromesso. Sarebbe un peccato, e il boxer tigrato ha un carattere così dolce, rovinarlo penso sia difficile, ma soprattutto, disumano.

Boxer tigrato: aspetto

Il boxer tigrato è un cane di razza grande, dai 25 ai 32 Kg, dai 53 ai 63 cm di altezza, con gli esemplari femmine sempre più minuti, come in tutte le razze o quasi. Una delle caratteristiche del boxer è la forma del muso: oltre ad una dentatura potente e sana, mostra anche il prognatismo (mandibola che sorpassa leggermente la mascella). Per molti è un difetto, per il boxer tigrato, affatto, anzi, è uno degli standard che lo distinguono.

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La testa del boxer tigrato è larga e corta, vi spuntano un naso nero, largo e rivolto verso l’alto, e due occhi marroni, non troppo infossati, con la vita dentro. Le orecchie e la coda del boxer tigrato dal 2007 non sono più soggette a taglio, grazie all’ordinanza Turco. Le prime hanno una posizione eretta, sono triangolari e rivolte in avanti, la coda è attaccata alta e diventa sottile.

Del colore del pelo del boxer tigrato abbiamo già parlato, ma senza precisare che è raso, corto, aderente e brillante. La muscolatura è atletica, asciutta e fortemente sviluppata: è un cane che va tenuto in linea, il boxer tigrato, perché faccia la sua figura e non abbia problemi di salute, e perché non perda la sua andatura sciolta, piena di forza e di nobiltà.

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Boxer tigrato: carattere

Molto affettuoso, leale, socievole e giocherellone soprattutto coi bambini: ecco chi è il boxer tigrato. E’ un cane sicuro ed è sicuro di sapere a chi rivolgersi: si affeziona molto al padrone alla famiglia e per difenderli è pronto a sacrificare persino la propria vita. Il boxer tigrato anche se con quell’aria da eterno bambinone, ha un indomito coraggio, è un ottimo difensore perché saldo di nervi, sicuro di sé, calmo ed equilibrato.

Non dissimula, non è un falso, resta leale e quasi ingenuo, in senso buono, fino a tarda età: invecchiando il boxer tigrato rimane bimbo dentro e bimbo coi bimbi, equilibrato ed affettuoso come una vera e propria baby sitter. Con i suoi occhioni e il muso un po’ rugoso e simpatico, il boxer tigrato osserva le persone con cui vive e sembra quasi capirne al volo lo stato d’animo.

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Boxer tigrato: cure e allevamento

Il carattere del boxer tigrato è un gran bel carattere ma va saputo addestrare subito perché resti tale e se ne possa godere. In generale è un cane facile da addestrare, perché docile, sicuro e coraggioso, ma la sua esuberanza può disturbare l’iter educativo. Per questo e per il suo carattere molto forte, bisogna “saperlo prendere” ma soprattutto saperlo educare fin dai primi momenti della sua vita. Solo così si può ottenere per la vita un boxer tigrato equilibrato ed educato. Per il resto il boxer tigrato, come il fulvo, è un cane pulito e di poche esigenze. Ha quella quasi impellente di muoversi molto e di giocare, basta dargli corda. E tante coccole.

Boxer tigrato: origini

Il boxer tigrato, e in generale il boxer, ha come avo il Bullenbeisser, che tradotto suona come azzanna tori, in particolare un cane meno tarchiato e più agile: il cane da toro del Brabante. Alla fine dell’Ottocento, a Monaco di Baviera alcuni cinofili hanno incrociato questi cani con i Bulldog inglesi ottenendo il boxer, così detto per la sua agilità da boxer.

Ecco il boxer – il primo registrato si chiamava Flocki – ed ecco il boxer tigrato. Sempre a Monaco di Baviera poco dopo è stato fondato il primo “Boxer club” ed è partita la moda che ha visto diffondere il boxer tigrato e il suo collega fulvo molto rapidamente in tanti paesi.

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Boxer tigrato: i miei 20 giorni con Tito

Chiamiamolo “dog-sitteraggio” volontario, o non saper dire di no all’idea di un cucciolo “fra i piedi”. O il voler fare un piacere ad un amico, ma mi sono trovata con un boxer tigrato di 8 mesi da gestire. E beato il bel tempo e lo spazio verde vicino, perché da gestire c’è stata, 24 ore su 24, la sua straripante voglia di vivere e di giocare con tutto e tutti.

E’ un cane molto reattivo, attento, docile, il boxer tigrato, sì, ma talmente entusiasta del mondo che lo circonda che è perennemente distratto e finisce per non ascoltare. Tito, questo boxer tigrato dal muso irresistibile nonostante la bava, è stato un continuo inseguire piccioni, annusare cartacce, chiedere la carezza della coppia seduta nell’intimità del tavolino di un bar. E voltare l’angolo, e passare davanti alla fotocellula del cancello altrui mentre si chiude.

E’ cucciolo, Tito, ma ho tutta l’impressione che questa sua indole sia legata alla razza e non all’età. Il boxer tigrato è contento di vivere, e me lo ha trasmesso per 20 giorni, 24 ore su 24. Non lo dimenticherò facilmente.

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Pubblicato da Marta Abbà il 18 luglio 2015