Mobilità sostenibile nelle città intelligenti

Mobilità sostenibile

Mobilità sostenibile nelle città intelligenti, o smart city, significa cambiare il modo di muoversi. Riducendo per esempio gli spostamenti individuali in auto e in moto, ma non di poco. I viaggi a bordo di mezzi inquinanti in città vanno portati sotto il 50% rispetto a oggi nei prossimi tre anni, e sotto il 35% entro il 2025.

Obiettivi ambiziosi, come raggiungerli? Con le App soprattutto, e con le altre tecnologie Ict che contribuiscono alla mobilità sostenibile intesa come condivisione dei mezzi di trasporto. Perché la mobilità urbana è destinata a esplodere nei prossimi anni e ridarà linfa ai PUMS, Piani Urbani della Mobilità Sostenibile, oggi volontari, dotandoli finalmente delle risorse adeguate.

Tanto che le città, dove vive il 50% della popolazione nazionale e in cui gravita il 75% dei city users, assorbiranno assieme alle aree metropolitane il 50% delle risorse nazionali destinate alle infrastrutture strategiche. A dirlo è il Gruppo di Lavoro Mobilità Sostenibile del Consiglio Nazionale della Green Economy, che nella sua previsione-auspicio (soprattutto auspicio) traccia un quadro molto diverso dalla realtà di oggi.

Perché oggi il quadro è il seguente. Solo il 12% circa delle risorse previste dalla legge obiettivo è dedicato alle  grandi opere infrastrutturali per la mobilità urbana (parliamo di circa 32 miliardi di euro) mentre il 50% è dedicato a strade e autostrade. Ciò significa che soltanto il 7% di quanto l’Italia investe in infrastrutture è destinato al riequilibrio modale in ambito urbano. E il complessivo degli investimenti in mobilità sostenibile è nettamente inferiore a quello di altri paesi europei.

Il che è paradossale. Perché è proprio nelle città che la mobilità sostenibile ha il maggior beneficio potenziale. Durante il convegno intitolato ‘Mobilità sostenibile, green economy e città intelligenti, una roadmap per l’Italia’, è emerso un dato che lo sottolinea bene: l’80% della riduzione di emissioni di CO2 al 2030 nel settore dei trasporti è realizzabile non lungo le autostrade, ma in ambito urbano.

Non costruendo nuove strade, ma implementando tecnologie. Di App per la mobilità sostenibile ce ne sono tante. Attualmente se ne contano 35 tra App per integrare la mobilità ferroviaria con quella urbana, App sul car sharing, car pooling, sul ride sharing, sul bike sharing, App per taxi e Noleggio con conducente (presente Uber?) o per smart parking e mobilità pedonale.

Ma la cosa più rivelatrice di tutte è il fatto che, nonostante la positiva ripresa del mercato nazionale dell’auto degli ultimi mesi, una ripresa legata soprattutto a un parco veicoli datato, oggi i diciottenni preferiscono in regalo l’ultimo modello di smartphone e un viaggio piuttosto che un’automobile. Forse anche perché lo smartphone è oggi, e sarà sempre più in futuro, lo strumento attraverso cui organizzano gli spostamenti fisici.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 18 settembre 2015