Bike-Sharing aggiornamenti dal mondo

Il bike-sharing milanese è un caso esemplare ma purtroppo raro in Italia. Il mondo è bello perché è vario usciamo dall’Italia e facciamo un viaggio intorno al globo per scoprire cosa combinano le altre città con i servizi di bike sharing.

Norvegia. Con il servizio bike-sharing di Bysykkel, un abbonamento in Norvegia costa circa 12 euro. Il servizio Bysykkel è stato tra i primi sistemi automatizzati di bike-sharing, lanciato nell’aprile 2001. Dato che in Norvegia hanno deciso di vietare le auto a benzina, la bicicletta potrebbe diventare un’alternativa più comoda del previsto!

Svizzera. Tra i servizi di bike-sharing più popolari della Svizzera, abbiamo il PostBus che oggi conta 80 stazioni con 800 biciclette in 20 città differenti. Chi usufruisce del servizio? Gli abituali che hanno sottoscritto un abbonamento sono oltre 11.000. PostBus, nell’agosto del 2011 ha iniziato a offrire un servizio alternativo ai mezzi pubblici installando le cosiddette “PubliBike” presso le stazioni ferroviarie. L’obiettivo dell’azienda è quello di istituire una rete nazionale che si spinga oltre le poche città in cui opera.

Parigi. Qui gli abitanti possono contare su un programma di bike sharing che conta su 10.000 biciclette dislocate in 750 stazioni, programma paragonabile alla “più piccola” città di New York.

Huangyan. Cina. Il distretto di Huangyan ha avviato solo da 5 mesi il suo programma di bike sharing e già conta fino a 2.500 biciclette. Il programma cinese integra i mezzi pubblici locali (bus, tram…) con le stazioni di bike sharing ed è l’unica città del globo a poter vantare un’organizzazione simile.

Sulla scia del distretto di Huangyan, la città cinese di Yinchuan, sta pianificando di lanciare un sistema di bike sharing che inizia con “solo” 4000 biciclette che si integrano con 200 bus! La Cina è da sempre alla ricerca di sistemi di trasporto totalmente integrati tra centri urbani e periferia, la soluzione sembra essere arrivata proprio dalle biciclette che si integrano totalmente con le linee dei pullman, treni ad alta velocità e metropolitane.

Houston, Texas. In questo paese si punta sul risparmio. Il sistema di bike sharing è molto giovane nella città di Houston ma entro la fine dell’anno conterà più di 200 biciclette. Perché si punta sul risparmio? Con 50 dollari è possibile sottoscrivere un abbonamento annuale che consente di prelevare quotidianamente la bicicletta. Un abbonamento settimanale è offerto per 15 dollari.

Chicago, Illinois. La città di Chicago ha firmato un contratto dal valore di 21 milioni di dollari, così, la compagnia Alta Bicycle Share  fornirà ai cittadini 3.000 biciclette con una rete di 300 stazioni.

Toronto, Canada. La compagnia Bixi ha celebrato il suo primo anniversario con oltre 550.000 “corse”. Bixi è il sistema di bike-sharing più costoso perché offre un abbonamento annuale di 95 dollari. La compagnia Bixi ha prestato soccorso alla città di Montreal dove la settimana scorsa, a causa di un guasto, la metropolitana ha dovuto interrompere il servizio per 8 ore, così 200.000 pendolari hanno sfruttato le stazioni di Bixi. In poco tempo, oltre 4.500 biciclette sono state noleggiate dai pendolari.

New York. USA. Come tappa finale, arriviamo a New York dove i cittadini possono contare su un programma 10.000 biciclette dislocate in 600 stazioni. Il programma newyorkese ha bisogno ancora di crescere magari con un’organizzazione migliore delle stazioni di servizio, per esempio come quella di Parigi!

Pubblicato da Anna De Simone il 16 maggio 2012