Vivibilità delle città italiane

Vivibilità delle città italiane

Vivibilità delle città italiane, valutata anno per anno per capire quali salgono e quali scendono in classifica. Lo spirito di competizione, con le altre ma anche con sé stesse, può forse spingere gli amministratori locali e le intere comunità cittadine, a contribuire nel rendere il proprio ambiente migliore. Il bene comune a volte in Italia sembra che sia il bene di nessuno mentre la vivibilità delle città italiane dipende da noi, non sempre “dagli altri che….”



Vivibilità delle città italiane 

Prima di entrare nel merito delle migliori e delle peggiori vi invito a riflettere e ad approfondire il rapporto tra noi e il paesaggio e su ciò che noi intendiamo con la parola vivibilità. Non sarò io ad intrattenervi su questo tema a lungo ma un esperto come Ugo Morelli con il suo testo “Mente e paesaggio. Una teoria della vivibilità” acquistabile con una decina di euro su Amazon.

L’autore affronta in questo breve volume, il modo in cui la nostra mente e il nostro corpo reagiscono e interagiscono con l’ambiente e il paesaggio, quindi anche con la città in cui viviamo. Non si tratta di un manuale di psicologia o di urbanistica ma di un testo che spazia tra etica, politica, scienze cognitive, estetica e arte per raccontare il tormentato rapporto tra uomo e paesaggio e comprendere meglio cosa significa valutare con delle classifiche la vivibilità delle città italiane.

Vivibilità delle città italiane

Vivibilità delle città italiane: classifica

Ogni anno la classifica relativa alla vivibilità delle città italiane si modifica e ogni capoluogo e provincia rosica o gioisce a seconda della propria posizione. A stilare la classifica in Italia sono di solito Legambiente e Ambiente Italia che, osservando i dati del 2016, hanno eletto Mantova la più vivibile città, soprattutto dal punto di vista dell’ambiente, le altre premiate in tal senso sono Trento-Bolzano, e Parma.

Non si sono piazzate male nemmeno altre città che già gli scorsi anni erano state segnalate nella top ten. C’è invece chi è peggiorata, come Cuneo e Savona, e chi è migliorata conquistandosi un quinto posto, come Pordenone, e un nono, come Treviso che lo scorso anno era al 23esimo.

Vivibilità delle città italiane

Vivibilità delle città italiane: come valutarla

Elencare le prime classificate senza spiegare con che criterio sono state valutate non è serio e non è nemmeno utile a chi vuole nella prossima classifica scalzare le avversarie con uno scatto di orgoglio. Vediamo quindi i parametri di riferimento. Sono 16, in totale, divisi nelle macroaree Aria, Acqua, Rifiuti, Energie rinnovabili, Mobilità e Ambiente urbano.

Per ciascun parametro si ottiene un punteggio e ci sono anche dei bonus, solo da quest’anno, per chi ha messo in atto politiche innovative nel recupero e nella gestione delle acque, nella gestione dei rifiuti, nell’efficienza della gestione del trasporto pubblico e in quella che viene definita la mobilità nuova.

Vivibilità delle città europee

Stilata da Mercer valutando il contesto politico e sociale, e anche quello economico, come aspetti più culturali, considerando i servizi sanitari e di istruzione come quelli di pubblico trasporto, le offerte per sport e divertimento e l’aria che si respira per le strade, la classifica delle città europee più vivibili vede ben piazzate Vienna, Zurigo, Monaco di Baviera, Dusseldorf, Francoforte, Ginevra, Copenhagen e Basilea.

Vivibilità delle città italiane

Vivibilità delle città nel mondo

Se ampliamo gli orizzonti ancora un po’, uscendo dal nostro continente, andiamo ad incontrare delle realtà che possono ispirarci e da cui copiare idee per migliorare la vivibilità delle città italiane. Guardando alle classifiche più recenti sembrerebbe che abbiano molto da insegnarci le città canadesi come Vancouver, Toronto e Calgary, assieme all’australiana Adelaide, da quelle parti è stata ben valutata anche Auckland in Nuova Zelanda.

Pur essendo il Bel Paese, l’Italia non è ancora abbastanza vivibile per entrare con una sua città nella top ten ma alcune, come Milano, Trento, Bolzano e Torino, e Bologna, ci stanno lavorando.

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Pubblicato da Marta Abbà il 27 dicembre 2017