Incentivi per rinnovabili non fotovoltaiche

incentivi rinnovabili non fotovoltaiche

Incentivi per rinnovabili non fotovoltaiche: 5,8 miliardi di euro di incentivi all’anno per solare termodinamico, eolico, geotermico, ex zuccherifici e impianti a biomasse.

E’ stato firmato il decreto definitivo che detta le regole degli incentivi per rinnovabili non fotovoltaiche.

Con il nuovo decreto, sono cambiati gli incentivi alle fonti rinnovabili non fotovoltaiche puntando all’efficienza energetica mediante dei bonus economici previsti dalla Strategia energetica nazionale e dalle linee guida in materia di incentivi da parte dello Stato per l’energia e per l’ambiente.

Quali sono le energie rinnovabili non fotovoltaiche incentivabili? 

  • Energia eolica in mare o sulla terraferma
  • Solare termodinamico
  • Energia dal moto ondoso
  • Energia geotermica
  • Energia da biomasse/biogas
  • Energia idroelettrica
  • Riconversione degli ex zuccherifici in impianti a biomasse/biogas

Tutte le energie rinnovabili non fotovoltaiche appena elencate possono accedere agli incentivi anche se non tutti gli impianti in cantiere sono idonei. Non è tardato ad arrivare un taglio dei contingenti che lascia fuori dagli incentivi tutti gli impianti eolico offshore con una potenza superiore ai 5 mila kW, gli impianti a moto ondoso con una potenza superiore ai 5 mila kW e diversi impianti a biomasse e biogas.

Gli incentivi tagliano fuori la geotermia a bassa entalpia e propone un taglio fino al 40% per il mini-eolico.

A quanto ammontano gli incentivi alle rinnovabile non fotovoltaiche?

Il tetto massimo annuo di 5,8 miliardi di euro resta invariato: al raggiungimento di questa soglia il nuovo decreto sugli incentivi alle fonti rinnovabili non fotovoltaiche cesserà di essere. Anche se il tetto massimo non dovesse essere raggiunto, le regole sugli incentivi alle fonti rinnovabili non fotovoltaiche resteranno in vigore fino al 31 dicembre 2016.

Come si accede agli incentivi per le fonti rinnovabili non fotovoltaiche?

L’accesso agli aiuti economici avverrà mediante le aste e i registri. Per ciò che concerne le aste, i contingenti di potenza saranno così ripartiti:

  • 800 MW per l’energia eolica onshore
  • 30 MW per l’energia eolica offshore
  • 20 MW per gli impianti geotermici
  • 110 MW per il solare termodinamico

Dalla procedura di richiesta mediante asta, saranno escluse le offerte di riduzione inferiori al 2 per cento della base d’asta e quelle superiori al 40%.

I registri vedono contingenti di potenza così ripartiti per fonte rinnovabile non fotovoltaica:

  • 60 MW per l’eolico onshore
  • 80 MW per l’energia idroelettrica
  • 30 MW per l’energia geotermica
  • 90 MW per gli impianti a biomassa
  • 6 MW per gli impianti a moto ondoso
  • 10 MW per il solare termodinamico
  • 120,5 MW per gli ex zuccherifici

La ripartizione dei contingenti ha fatto molto discutere sollevando un forte dubbio: perché gli aiuti del Governo si spingono così oltre (ben 120,5 MW) quando si parla di riconversione degli ex zuccherifici in impianti a biomasse penalizzando fonti di energia rinnovabile più innovative come l’eolico offshore, l’energia da moto ondoso e la geotermia a bassa entalpia? Eppure gli investitori più innovativi puntavano in questa direzione, basterà pensare al piccoli impianto di energia da moto ondoso installato a Pantelleria proprio questa estate. L’ultima parola spetta alla Conferenza Unificata che potrebbe pronunciarsi durante la riunione del 7 ottobre.

Altre novità sull’energia rinnovabile: il fotovoltaico 
Si è snellita la possibilità di accedere ai permessi d’installazione e messa in opera di piccoli impianti fotovoltaici in ambito domestico. Per poter installare un tetto fotovoltaico, oggi, basta il cosiddetto modello unico. Per approfondimenti:

Pubblicato da Anna De Simone il 28 settembre 2015