Parquet flottante o parquet incollato

parquet flottante o incollato

Parquet flottante o parquet incollato, è questo il dilemma! Scopriamo insieme vantaggi e svantaggi del parquet a incastro o con posa incollata.

La posa del parquet flottante è ancora molto sottovalutata nel nostro paese: sette volte su dieci, il parquet viene incollato al pavimento e non posato a incastro. Eppure la posa a secco del parquet flottante è molto semplice e possiede molti vantaggi. In questa pagina analizzeremo vantaggi e svantaggi della parquet posato a incastro (o parquet flottante) e del parquet con posa a incollaggio.  Per aiutare la vostra scelta, vi invitiamo a leggere gli articoli:

Parquet flottante o incollato, vantaggi e svantaggi

Il parquet incollato ha il pregio di essere più silenzioso ma questo non è un vantaggio esclusivo del parquet incollato: il parquet flottante, se posato con appositi materassini, riesce a offrire gli stessi livelli di silenziosità del parquet incollato.

Se i vostri dubbi riguardano il rumore, sappiate che il parquet multistrato in legno assorbe molto più rumore rispetto al laminato. Il parquet laminato è più rumoroso al calpestio e scricchiolio.

Se avete il riscaldamento a pavimento, potete sfruttare sia il parquet flottante sia quello incollato. Sempre con i materassi che assorbono i rumori, si ottiene una buona efficienza termica tanto che non esiste alcun divario tra posa a secco o incollata. In realtà, il parquet è generalmente sconsigliato per chi ha un riscaldamento a pavimento ma l’unica accortezza è scegliere listelli di legno dallo spessore inferiore ai 15 – 16 mm.

I fogli di nylon necessari come barriera al vapore (soprattutto per chi posa il parquet a incastro a piano terra) non fungono da isolante termico quindi sono ininfluenti in caso di riscaldamento a pavimento.

Lo spessore richiesto dal parquet flottante è più elevato rispetto a quello richi

Parquet flottante o incollato, prezzi

La differenza dei costi tra il parquet a incastro e quello incollato sta nella manodopera: il parquet a incastro si posa molto più facilmente (anche con il fai da te) con tempi di manodopera inferiore. In caso di parquet incollato sarà necessario accollarsi i costi della colla mentre in caso di parquet flottante bisognerà acquistare un materassino fonoassorbente e che consente una buona trasmissione di calore in caso di riscaldamento a pavimento.  I costi di posa in opera sono equivalenti se ci affidiamo a un posatore professionista, tuttavia chi sceglie il fai da te potrà risparmiare molto acquistando un parquet flottante. Per capire come posare un parquet a secco con il fai da te vi invitiamo a leggere la nostra guida “posa del parquet flottante“.

Un aspetto da considerare nella scelta del parquet flottante è la presenza di giunti, che se la posa è fatta con un fai da te poco attento, potrebbe penalizzare l’effetto estetico finale; tuttavia se si scelgono listelli con aggancio dedicato (aggancio a incastro a clic e non incastro tipo maschio – femmina), non solo la posa è più semplice ma si riduce l’impiego dei giunti. Nell’immagine in basso si notano le tavole di un parquet flottante posate a secco con incastro intelligente in grado di ridurre l’uso di giunti e facilitare la posa fai da te. Questo sistema a incastro si chiama uniclic multifit.

posa parquet a secco

Tra i vantaggi del parquet flottante con incastro a secco ricordiamo che le operazioni di sostituzione dei listelli, in caso di eventuali guasti, sono più semplici e non solo:

  • si evita l’impiego di collanti chimici, riducendo l’inquinamento domestico e l’impatto sulla salute degli abitanti.
  • Il parquet flottante non danneggia il pavimento sottostante, comodo se abitate in un appartamento in affitto e in futuro siete costretti a ripristinare lo stato originale del pavimento. Utile anche per preservare un pavimento di pregio.
  • Il parquet flottante è particolarmente indicato in caso di massetti umidi.
  • Il parquet flottante non è molto esigente e con un’attenta posa può essere impiegato anche su massetti imperfetti.

 

Pubblicato da Anna De Simone il 29 settembre 2016