La cattiva “Economia Verde” italiana

I dati della green economy italiana sono spaventosi, basta pensare che sulla benzina, gli italiani pagano accise che risalgono a fatti accaduti 77 anni fa! Il settore energetico è in piena crescita, soprattutto quando si parla di rinnovabili. Le fonti a carbone dovrebbero essere destinate a scomparire nei prossimi decenni. Nonostante le premesse abbracciate da tutto il globo, l’Italia taglia gli incentivi sulle rinnovabili a discapito di cittadini e imprese.

La mancanza di un piano idustriale nel settore delle rinnovabili in Italia arreca danno alle imprese e ai cittadini, per non parlare dei danni all’ambiente. In Europa, come in Asia e negli USA, stiamo assistendo a una corsa verso le rinnovabili, così da spezzare la dipendenza dai combustibili fossili e quindi dai Paesi esportatori. In Italia questa corsa è lenta e timida, soprattutto in vista del 5° Conto energia, piano di incentivi in fase di definizione da parte del Governo.

Il WWF lancia un appello: “Gli incentivi per le rinnovabili vanno mantenuti e modulati sull’esigenza di tagliare (fino all’eliminazione completa) le emissioni di CO2 e di sviluppare l’economia del futuro, cioè la ‘Green Economy’, in Italia, non certo sulla necessità di tappare le falle di un sistema energetico distorto basato sui combustibili fossili”

Tra progettisti, tecnici e installatori di pannelli, il solare è un settore che garantisce alti tassi occupazionali, così come l’eolico. Il panorama delle rinnovabili in Germania conta cifre altissime, 340 mila impiegati nel settore rinnovabili contro i 50 mila addetti ai lavori del carbone e, in Germania, il carbone è la base tradizionale dell’economia e della produzione energetica.

Anche in Italia bisogna puntare sulla Green Economy ma sono troppe le incertezze su cui versa il campo delle rinnovabili in Italia: manca un piano energetico ben definito, lentezze burocratiche che in alcune località d’Italia toccano l’assurdo, basta pensare che in Puglia è dal 2006 che si tenta di costruire un parco Eolico.

La politica italiana dovrebbe fare la sua parte. Quando si parla di rinnovabili spesso i cittadini temono ulteriori rincari sulla bolletta, ma l’aumento è un falso problema, i benefici economici di piani energetici ben definiti che puntano sulla green economy e sull’efficienza energetica sono maggiori, soprattutto considerando le attuali accise sul petrolio. Ricorda il WWF che gli Italiani pagano ancora le compensazioni per il cucleare chiuso 25 anni fa e pagano anche le accise sulla benzina per la guerra di Abissinia del 1935!

Ora più che mai è importante favorire un vero sviluppo industriale legato alla Green Economy, modulare gli incentivi così da garantire le migliori tecnologie e gli impianti che possono rappresentare un vantaggio concreto per l’economia dei cittadini e del paese. Per non parlare dei benefici ambientali che ne conseguiranno.

a cura di Anna De Simone

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Pubblicato da Anna De Simone il 4 aprile 2012