Disoccupazione? Ci pensa il settore green

L’economia italiano potrebbe trovare un ottimo alleato nel settore sostenibile che, stando alle stime, potrebbe aiutare a sconfiggere il fenomeno della disoccupazione. Nel 2011, il 38% delle assunzioni previste riguardava figure professionali connesse al mondo green. L’anno lasciato alle spalle ha visto 600mila previsioni di assunzioni e di queste 227 mila erano rivolti a professionisti del settore sostenibile, a svelarlo è stata Unioncamere che riferisce la difficoltà delle aziende a reperire soggetti davvero qualificati. Il lavoro c’è ma i professionisti scarseggiano. Come si legge in un comunicato stampa curato dalle aziende Symbola e Unioncamera:

“I settori legati alla sostenibilità in senso stretto, ma anche una riconversione ecologica della nostra economia nazionale – svolta quanto mai necessaria e imprescindibile -, sembrano infatti leve importanti non soltanto per uscire dalla crisi e far ripartire la crescita economica, ma anche per generare occupazione”

Non si tratta solo di chiacchiere, il comunicato riprende i dati del Rapporto GreenItaly, infatti, secondo tale dati, circa il 24% delle imprese italiane ha già investito molto in tecnologie e prodotti green e gli investimenti non devono ancora finire. Continua il comunicato:

“Delle 227 mila assunzioni riconducibili alla sostenibilità ambientale previste per quest’anno dalle imprese in modo trasversale su tutta la nostra penisola, circa la metà, pari a 97.600 unità (il 16,4% del totale), sono legate alle “professioni verdi” in senso stretto, ossia quelle dei settori delle energie rinnovabili, della gestione delle acque e rifiuti, della tutela dell’ambiente, e ancora mobilità ed edilizia sostenibile, efficienza energetica”

Paradossalmente, le offerte di lavoro si concentrano al Sud, presso le piccole e le micro imprese ( da 1 a 49 dipendenti). Il settore con più offerta è quello edile seguito dall’industria manifatturiera. Inoltre, lavorare nel settore sostenibile significa instaurare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, a rivelarlo è lo stesso rapporto di GreenItaly.

“le imprese più ecocompatibilmente orientate tendono a consolidare il rapporto di lavoro, formalizzando con i lavoratori previsti in entrata nel 2011 in professioni riconducibili alla green economy contratti a tempo indeterminato in misura molto maggiore (nel 48% dei casi contro il 43% per quelli impiegati al fuori delle professioni green): come dire che all’attenzione ambientale spesso fa da pandant anche quella a valorizzare l’individuo e il suo lavoro”.

Trattandosi di un settore nuovo, le aziende segnalano una grossa difficoltà nel reperire figure professionali adeguate. L’offerta formativa del panorama italiano è adeguata, infatti, per l’anno accademico 2011/2012, sono attivi 193 corsi di laurea a tema di sostenibilità ambientale, anche in questo caso la gran parte dei corsi di laurea è dislocata a Sud.

Pubblicato da Anna De Simone il 15 gennaio 2012