Gelsomino: pianta e sue proprietà

gelsomino

Gelsomino, un nome solo per indicare circa 200 specie diverse, di fiori e di piante, ma tutti ubbidienti alla famiglia delle Oleaceae proprio come frassino, olivo e ligustro, strani da associare, per lo meno dal lato estetico. Si tratta di una pianta sempreverde con foglie piccole e fiori, bianchi ma non solo, sempre profumatissimi.



E’ proprio il potente odore che emanano una delle caratteristiche per cui il gelsomino non si dimentica facilmente. Nel mondo scientifico è noto come Jasminum, è rampicante fino a raggiungere i 4-6 metri, dipende anche dalla specie che ci troviamo di fronte, le più note e coltivate come piante ornamentali sono il gelsomino comune, quello di Spagna, il trifogliato e il marzolino.

Da questa pianta, si estrae l’olio essenziale spesso e volentieri utilizzato per la formulazione di creme ed essenze. Il tipico profumo è noto da tempi antichi, nella Persia, sua patria, ma anche tra gli antichi greci e romani. Il primo a coltivare il gelsomino in Italia fu Cosimo I de Medici, oggi nella nostra penisola trova spazio soprattutto, a livello industriale, in Calabria e Sicilia dove se ne ricavano profumi. Ovviamente in ogni dove, non c’è giardino che non desideri ospitarne uno.

Gelsomino: significato

Per gelsomino si intende di solito il fiore,chiamato anche jasmine o jessamine: è un nome di origine persiana (yasamin), proprio come tutta la pianta, e si confonde e sovrappone con la parola gelso. In botanica il nome è Jasminum officinale ma si riferisce alla varietà pendula, J. Grandiflorum.

gelsomino

Gelsomino: proprietà

Oggi il gelsomino è utilizzato soprattutto come pianta ornamentale, sia nei giardini sia come rivestimento di muri, recinzioni, pergolati. Oppure come estratto per prodotti di cosmetica, come vedremo. Le sue proprietà officinali erano più tenute da conto un tempo, oggi ce ne siamo un po’ scordati ma possiamo sempre rimediare.

Partiamo dal profumo, così forte che non è possibile ignorarlo, anzi, conosco persone che ne sono a tratti nauseate. Non certo io! E a ragione, perché l’aromaterapia al gelsomino sembrerebbe avere un effetto euforizzante, ponendoci in un anche immotivato stato di benessere e di felicità. Dissolve le paure e le tensioni, in particolare quelle legate alla sessualità: era usato per curare i disturbi uterini e per facilitare il parto.

In ambito erboristico-fitoterapico la varietà Gelsemium nitidum, tipica delle Americhe ha la sua fama come antispasmodico e antireumatico, oltre che come rimedio contro i malesseri del sistema respiratorio: tosse, raucedine, catarro e laringiti lievi. Inoltre, se ci procuriamo la tintura madre, dalle radici del fiore, ecco la cura possibile per insonnia, emicrania, perdita di memoria e raffreddore.

Nel campo della cosmesi, il gelsomino spopola a dir poco: essenza per realizzare profumi, acque profumate, lozioni e creme, shampoo… di tutto! Perfino i sali da bagno all’essenza di gelsomino ci sono, e non solo sono profumatissimi, quindi mettono buon umore, ma hanno anche un blando sedativo e rilassante andando ad agire a livello cerebrale e psichico. A fine bagno saremo rilassati e propositivi.

Un tempo, infine, ma chissà se qualcuno ancora oggi scaramanticamente un po’ ci vuole credere ancora, il gelsomino era ritenuto utile per estirpare invidia e gelosia alle persone, e per imparare ad assumersi le proprie responsabilità diventando consapevoli di come si agisce e ci si comporta. Se funziona, un bagno di gelsomino per grandi e piccini, dal tacco alla punta del nostro Stivale.

Gelsomino in vaso

Pur essendo una di quelle piante rustiche, di quelle che amano stare al sole, godendosi il clima fresco, il gelsomino quando il clima non è al top, preferisce essere coltivato in vaso. Non solo: vuole un terreno sciolto e ben concimato e dosi di fertilizzante liquido ogni mese. Con la storia del profumo, si è forse montato la testa.

Spesso, una volta sistemata in vaso, la pianta viene accompagnata con appositi sostegni circolari in modo da assumere la forma di un piccolo cespuglio, ottimo per decorare terrazzi o appartamenti. Di solito col passare del tempo bisogna rinvasare o re-interrare in primavera, portando il vaso in posizione esterna appena il tempo è bello, così che prenda il sole. Per maggiori informazioni potete leggere il nostro articolo: Come coltivare il gelsomino in vaso“.

Gelsomino giallo

Tra le specie più rustiche ne troviamo alcune come il Gelsomino di san Giuseppe e il J. Primulinum, con il fiore giallo: lo mostrano da fine inverno in poi sui rami ancora nudi di foglie. Sono della Cina, non profumati, con lunghe ramificazioni pendule. Non sono fiori inutili anche se non emanano grande odore: nell’omeopatia, il gelsomino giallo può infatti essere usato contro l’influenza, il raffreddore, la cefalea e gli stati di confusione mentale, di shock, di paura del pubblico.

Gelsomino bianco

In generale il gelsomino è bianco, il Jasminum polyanthum, però, è proprio noto e chiamato letteralmente ‘gelsomino bianco’ ed è come i suoi simili una pianta rampicante vigorosa e rustica alta fino a 6 metri. I suoi fiori, invernali, sono numerosi e a grappoli, esternamente rosati, potentemente profumati.

Sempre bianco è anche il tipo “comune”, originario dell’Iran, della Cina e dell’India, molto resistente al gelo e presente in Sicilia, anche rinselvatichito allo stato spontaneo. Il Jasminum grandiflorum,in arrivo dal Nepal ma chiamato ‘gelsomino di Spagna‘ o ‘di Sicilia’, ha grandi fiori che sbocciano dalla primavera all’autunno e si adatta solo a climi miti dove è utilizzata per ricoprire pergole, muri, recinzioni.

Tra i citati in precedenti paragrafi tra i più gettonati, il Jasminum azoricum noto come ‘trifogliato’, anch’esso preferenzialmente destinato ad essere pianta ornamentale per muri e recinzioni come il Jasminum sambac, o ‘d’Arabia’, portatore da giugno e ottobre di numerosissimi fiori bianchi particolarmente profumati.

gelsomino

Gelsomino notturno

Non si può parlare di gelsomino senza citare Pascoli e la sua poesia “Il gelsomino notturno”, composta – così si dice – dopo lunga gestazione,dopo mille varianti, in occasione delle nozze dell’amico Raffaele Briganti. Tra i versi, in parte poi riportati, compare l’unione dei due sposi affiancata al germogliare di una nuova vita, e del gelsomino, appunto.

E s’aprono i fiori notturni/ nell’ora che penso a’ miei cari/Sono apparse in mezzo ai viburni le farfalle crepuscolari/ Da un pezzo si tacquero i gridi:/là sola una casa bisbiglia./Sotto l’ali dormono i nidi,/come gli occhi sotto le ciglia. E alla fine il fiore compare È l’alba: si chiudono i petali/ un poco gualciti; si cova,/dentro l’urna molle e segreta,/non so che felicità nuova”.

Se si vuol veramente rendere onore e memoria a questo poeta e al nostro fiore, ecco una confezione di semi di gelsomino notturno da piantare e coltivare per non dimenticarsi che, con un tocco di poesia, e aria profumata, la vita è molto più ricca. Questa specie di gelsomino, a fioritura notturna, è originaria dell’Asia del sud, del Pakistan e del Nepal. Se ci impegniamo con costanza, otterremo un arbusto o un piccolo albero di massimo 10 m di altezza.

Gelsomino primulino

E’ una delle specie di Gelsomino più spettacolari con fiori di color giallo brillante, inodori e ampi fino a 4 cm, e foglie lucide di colore verde. Il periodo di fioritura solitamente avviene tra la primavera e l’estate.

Essendo una specie rampicante, per assicurarne una crescita corretta necessita di un supporto dove “arrampicarsi”, soprattutto nei primi anni di vita. Nonostante si tratti di una pianta nata in un clima mediterraneo si adatta anche a zone meno calde, soprattutto se collocate in posizioni riparate. In ogni caso non sopravvive in climi troppo freddi.

Per quanto riguarda la potatura consigliamo di effettuarla 15 giorni dopo il termine della fioritura.

L’altezza media è di 1,5 metri ma se ben coltivato può arrivare a 5 metri!

Gelsomino: fioritura

A meno di eccezioni, dichiarate da particolari tipologie, i fiori del gelsomino sono comunemente piccoli e di colore bianco, o hanno sfumature di rosa sulla pagina inferiore dei petali. Sono splendidi e comprendo bene che, secondo una credenza araba, il paradiso era pervaso proprio da fiori di gelsomino, tuttora inteso come simbolo di amore divino. Sempre anticamente, era il fiore dell’immortalità, in Spagna anche della sensualità.

Di solito la fioritura avviene a fine inverno ma se ci mettiamo a spulciare tra le 200 differenti abitudini di tutti i gelsomini esistenti, di certo troviamo molte eccezioni, legate anche alle aree in cui crescono. Ovunque ci troviamo, però, di certo c’è da sperare che la fioritura sia abbondante dato che per ottenere 1 kg di essenza si devono utilizzare ben 8.000 fiori. Ecco perché molto spesso l’olio essenziale di gelsomino spesso non ha prezzi convenienti, se non è un prodotto sintetico che lo imita.

Olio di gelsomino

L’olio essenziale che si estrae dai petali dei fiori è il motivo per cui si coltiva tanto il gelsomino, bramando la fragranza profumatissima e raffinata che poi potremo avvertire, in casa, sul corpo, ovunque ne spargiamo un po’. Anche i Persiani ne andavano matti e lo offrivano agli invitati nei banchetti, consapevoli e convinti anche del suo potere terapeutico nel campo della sessualità.

Che si creda o no a certi effetti, di certo tra i costituenti principali ci sono acetato di linalile, linalolo, acetato di benzoile, acido fenilacetico, farne solo e, soprattutto jasmone, chetone caratterizzante l’estratto e responsabile della tipica profumazione. Questi e altri componenti chimici sono estratti mediante distillazione in corrente di vapore od enfleurage.

gelsomino olio

Per maggiori informazioni potete leggere il nostro articolo dedicato all’olio essenziale di gelsomino mentre per sperimentare i suoi effetti o semplicemente per profumarci, ecco una boccetta di olio di gelsomino descritto come essenza dall’effetto afrodisiaco.

Lo si può usare,nel dubbio, come cura per pelle sensibile e delicata, per irritazioni cutanee lievi. Se applicato nel massaggio, inoltre, oltre a profumarci, allevia dolori muscolari, articolari e tensione, se vaporizzato dona sollievo dai sintomi di stress, tensione, tosse e mal di gola. Non va ingerito e costa 20 euro.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Pinterest e…  altrove dovete scovarmi voi!

Vi potrebbero interessare anche i seguenti articoli:

Pubblicato da Marta Abbà il 11 marzo 2016