Barrette proteiche fatte in casa

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Barrette proteiche fatte in casa, utili se non le utilizziamo come pasti sostitutivi. Si tratta infatti di integratori alimentari: come suggerisce la parola devono integrare e non prendere il posto di una normale dieta equilibrata e sana. Questo perché non sono fatte per questo scopo, inoltre se abusiamo di Barrette proteiche fatte in casa o comprate, possiamo anche avvertire diarrea, dolori e crampi addominali e notare un incremento della massa grassa. Il rischio è anche quello di subire alterazioni metaboliche.



In generale le Barrette proteiche fatte in casa o acquistate, contengono macronutrienti energetici con almeno 20g di proteine, sali minerali e vitamine del gruppo B. Vediamo come prepararle in casa e soprattutto come utilizzarle in modo sano ed efficace.

Barrette proteiche fatte in casa

Una delle più comuni e pratiche barrette proteiche fatte in casa facile da preparare anche per chi non ha la vocazione da chef è quella con fiocchi d’avena e cacao. Consideriamo che un etto di barrette fornisce circa 300 Kcal. Per prepararle ci si impiegano 15 minuti, a cui poi aggiungere un’ora in cui riposano in frigorifero prima di poter essere consumate, anche dai vegetariani.

Per quattro persone servono 40 g di albume, una scorza grattugiata di arance non trattate, 20 g di cacao amaro, 90 g di fiocchi d’avena, 10 g di inulina e altrettanti di lecitina di soia, 50 g di miele e altri 50 g di proteine del siero del latte. Questo è per l’impasto, poi per la copertura possiamo usare 30 g di fiocchi d’avena. Muniti di una ciotola, di uno stampo da plum-cake, carta da forno, matterello e coltello, uniamo gli ingredienti dell’impasto cercando di amalgamare bene tutte le “polveri”, tranne un albume che va sbattuto in una ciotolina, e il miele.

Uniamo anche questi due ingredienti e continuiamo a mescolare aggiungendo un cucchiaio di latte di soia per ammorbidire il composto e trasferirlo su un foglio di pellicola. Qui lo avvolgiamo e ci passiamo più volte il mattarello fino ad ottenere un rettangolo spesso circa 1,5 cm. A questo punto possiamo tagliare con un coltello affilato per formare tante barrette lunghe 8 cm e larghe 2, da “infarinare” con fiocchi d’avena e conservare in frigorifero, in un contenitore ermetico. Dureranno anche 10 giorni.

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Barrette proteiche: quando mangiarle

Spesso troviamo barrette proteiche utilizzate dagli sportivi che necessitano degli integratori alimentari perché non riescono a coprire il fabbisogno proteico solo con una dieta adeguata, sedendosi a tavola. In questo caso le sgranocchiano dopo l’allenamento e sono ottime per contrastare il catabolismo muscolare. Non solo: le barrette proteiche riescono anche a dare il via al processo di ripristino delle riserve energetiche a fine allenamento e a meglio far distribuire agli sportivi la quota peptidica, nella giornata.

Non è il caso di consumare barrette proteiche al posto del pasto, non hanno lo stesso effetto sul corpo. Non vale l’idea che se le mangiano gli sportivi, allora possiamo prenderle anche noi se facciamo una corsetta per non tardare ad un appuntamento.

Quando si fa sport in modo continuativo e serio, infatti, il fabbisogno proteico aumenta notevolmente e per soddisfarlo senza cambiare dieta esagerando con la percentuale di grassi saturi e colesterolo, è necessario chiedere aiuto alle barrette proteiche. Ci sarebbero anche gli integratori in polvere ma nella pratica spesso risultano poco comodi da consumare appena terminato l’allenamento. Le nostre barrette proteiche sono invece tascabili, conservabili e monoporzione.

Abbiamo visto quando vanno consumate. Ora vediamo quando NON vanno consumate. Ad esempio non possono essere intesi come integratori proteici puri bensì misti. Rispetto alle “polveri pure” sono meno adatte per distribuire la quota proteica giornaliera in chi è sovrappeso, sono invece da preferire alle loro concorrenti pure post allenamento per il recupero muscolare.

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Barrette proteiche: fanno male?

La risposta è “dipende”. Agli sportivi che le usano in modo corretto, fanno bene, a chi le interpreta come un modo per dimagrire, per saltare i pasti o per avere migliori risultati in pratiche di fitness o a livello estetico, fanno invece male.

Questo perché se si consumano più proteine del necessario, ingerendo le barrette proteiche, si può arrivare ad alterare il proprio bilancio nutrizionale complessivo. Una scorpacciata di barrette proteiche può provocare stati di affaticamento renale e affaticamento epatico.

Altra perplessità legata a questi integratori, riguarda alcuni loro ingredienti che potrebbero risultare di scarsa qualità. Se sono barrette proteiche fatte in casa, il problema non sussiste, ma se le acquistiamo, allora è meglio esaminare l’etichetta per verificare che non contengano grassi vegetali di scarsa qualità o sostanze necessarie per dare gusto e sapidità al prodotto ma non del tutto sane.

On line possiamo trovare barrette proteiche utili se ci serve un apporto aggiuntivo di proteine dopo un’intensa attività muscolare e sportiva. Ciascuna costa 2,20 euro.

Barrette proteiche senza carboidrati

Esistono anche delle barrette proteiche senza carboidrati anche se non facili da trovare. In generale la frazione peptidica è composta da polimeri di alto valore biologico, tra i peptidi che più frequentemente possiamo trovare tra gli ingredienti ci sono le proteine del siero, a rapido assorbimento, e le proteine caseine, a lento assorbimento.

Le proteine contenute sono tutte ricche in amminoacidi a catena ramificata e altri amminoacidi essenziali ma hanno caratteristiche di digeribilità e assorbimento diverse tra loro, per questo anche nel scegliere quelle che fanno per noi, nel dubbio, possiamo chiedere il consiglio di un medico o di un esperto.

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Pubblicato da Marta Abbà il 2 febbraio 2017