PRG, piano regolatore generale: cosa è e normativa

PRG piano regolatore generale

PRG sta per piano regolatore generale ed è uno strumento molto importante soprattutto in un Paese come il nostro in cui viviamo tutti fitti negli stessi luoghi abbandonando la provincia, o la campagna, per andare a cercare lavoro in città. Sembra che i trend si stia invertendo ma il PRG piano regolatore generale resta prezioso, non scordiamo le tante volte in cui la natura e i siti di cultura sono stati soffocati da delle costruzioni…. sregolate! Leggendo il seguente articolo, o anche solo il titolo, a molti verrà in mente di chiedersi perché mai dovrebbe interessarci.



Il piano regolatore influisce in modo importante sul nostro modo di vivere e soprattutto sul contesto in cui viviamo, è da esso che molto dipende il grado di vivibilità della città in cui abitiamo o in cui siamo cresciuti e vorremo far crescere i nostri nipoti. Ecco perché, senza essere troppo cavillosi, vogliamo affrontare qui questo tema un po’ burocratico.

PRG piano regolatore generale

Siamo davvero in altre epoche quando viene istituito il piano regolatore, introdotto dal punto di vista normativo con la legge 25 giugno 1865. In quel caso, in quegli anni, si faceva una importante distinzione tra le sue due parti. Era infatti formato da un piano regolatore edilizio e da un piano di ampliamento. Il primo riguardava tutto ciò che accadeva nel perimetro della città esistente, il secondo invece andava ad esplorare territori non ancora cittadini ma nei pressi del perimetro urbano e quindi potenzialmente occupabili.

Quando di parla di PRG piano regolatore generale comunale (in sigla PRGC) si va ad indicare un ufficiale strumento urbanistico che serve per regolare l’attività edificatoria all’interno di un territorio comunale. Tutti i Comuni devono avere questo documento. Ai sensi di legge, ma ad oggi può essere adottato comunemente da più comuni, basta è poi chiamarlo invece che comunale, intercomunale.

PRG piano regolatore generale

PRG piano regolatore generale: cosa è

Vediamo meglio di cosa si tratta, cercando di non parlare in burocratese. Questo documento quando è stato inventato era obbligatorio solo per i comuni con popolazione superiore alle 10.000 unità e riguardava solo il territorio urbano perché, ai tempi, non si parlava di costruire in campagna. Oggi non si potrebbe certo fare lo stesso ragionamento.

Questo documento era descrittivo e attuativo, non aveva bisogno di un ulteriore livello di attuazione, durava 25 anni ed era ricco di dettaglio fino alla scala architettonica. Nel 1942 le cose sono cambiate, è arrivata una nuova legge, il 17 di agosto, che ha introdotto un nuovo concetto di PRG piano regolatore generale

La trasformazione è stata radicale e non siamo più di fronte allo stesso documento leggermente aggiornato ma nella pratica ad un altro tipo di strumento. Esteso all’intero territorio comunale è diventato un piano obbligatorio per comuni più importanti compresi in un elenco. Il grande cambiamento, il più impattante, sta nel fatto che una volta che veniva redatto non era direttamente attuativo. Era ed è necessario passare da un ulteriore livello di attuazione.

Se il precedente durava un quarto di secolo, questo non ha del tutto scadenza, una decisione dovuta all’esigenza di non lasciare vuoti normativi. Il PRG piano regolatore generale ha una veste simbolica e va un po’ interpretato e decriptato.

PRG piano regolatore generale: normativa

Leggendo la normativa urbanistica, quella del 1942, che ha trasformato il PRG piano regolatore generale in quello che oggi è, si nota una importante distinzione tra zonizzazioni e localizzazioni. Le prime dividono il territorio in aree di carattere omogeneo e che hanno in comune una serie di caratteristiche come regime di altezze, volumi massimi in relazione ai lotti edificabili, distanze tra costruzioni e rispetto ai confini ecc. Ci sono invece le localizzazioni che sono riferite alla rete di servizi ed infrastrutture destinate alla generalità dell’utenza.

PRG piano regolatore generale: normativa

PRG piano regolatore generale urbanistico

E’ chiaro che in un contesto così complesso è molto importante avere uno strumento come il PRG piano regolatore generale, anche oggi molto prezioso per chi desidera approfondire le città, piccole o grandi che siano, dal punto di vista urbanistico. Come sta scritto anche nella legge, il PRG piano regolatore generale serve per disegnare la crescita delle città e gestirne l’incremento urbano ed è obbligatorio per moltissimi comuni, dura all’infinito e indica, tra le altre cose, anche quali spazi sono d’uso pubblico e quali no.

PRG piano regolatore generale: procedimento di formazione

Sia le norme di indirizzo per la formazione dei piani regolatori e sia quelle relative alle norme procedurali sono dettate dalle leggi regionali. Di solito riguardano il territorio di un Comune ma, in particolari condizioni, si può redigere

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Pubblicato da Marta Abbà il 3 settembre 2018