Vipera Italiana: come riconoscerla

vipera italiana

Vipera Italiana, sapere come riconoscerla è utile se non necessario, non è frequente il morso mortale ma certo non è gradevole in ogni caso. Conoscere meglio questo serpente di casa nostra con la testa triangolare e a punta, il corpo tozzo ed una coda corta e rastremata, ci permetterà di goderci di più le nostre passeggiate nel verde.



Qualche informazione scientifica potrà così sfatare leggende metropolitane come quella che narra di vipere gettate dagli elicotteri per ripopolare zone boschive. Assurda, sì, ma la  Vipera Italiana grazie a questa credenza è nel titolo di uno dei volumi di Paolo Toselli: “La famosa invasione delle vipere volanti e altre leggende metropolitane dell’Italia d’oggi”.

Vipera Italiana: come riconoscerla

Le differenze tra la Vipera Italiana e altre specie meno insidiose, quelle più evidenti a noi camminatori della domenica, o comunque non esperti nello studio dei rettili, sono nella forma della testa e della coda. La vipera ha la testa triangolare e la coda che si restringe in modo brusco, gli altri la testa ovale e la coda che si restringe gradualmente.

Anche guardano negli occhi una Vipera Italiana possiamo capire se è una Vipera Italiana. Lo è se ha pupille verticali, simili a quelle dei gatti, se invece sono tonde, ci stiamo agitando per nulla. Con il loro corpo di lunghezza inferiore agli 80 cm, queste vipere di solito si posizionano creando una “S”, preferendo zone ben assolate e ricche di vegetazione, poi fuggono lente, senza farsi notare.

La Vipera Italiana appartiene alla famiglia dei Viperidi ed al Genere Vipera e non ci è molto simpatica perché ha una ghiandola, nella zona laterale del capo, che produce del veleno che contiene moltissima acqua, certo,ma anche albumine ad alta tossicità e altre proteine enzimatiche.

vipera italiana

Si tratta di sostanze che interagiscono con i tessuti, disturbano la coagulazione del sangue e, a volte, agiscono sul sistema nervoso. Per iniettare il veleno questo animale è appositamente dotato di zanne mobili che, quando apre la bocca, formano un angolo di 90° con la mascella. Quando morde, penetrano la nostra cute.

Vipera Italiana: video

Se abbiamo iniziato a farci una idea dell’aspetto e delle movenze della Vipera Italiana, ecco un video con utili informazioni e immagini che gradirei non vedere dal vivo, proprio perché non ci tengo a un tete à tete con una Vipera Italiana.
Clicca qui per vedere il video.

Vipera Italiana: dove si trova

Anche se il suo morso è mortale solo in rarissimi casi, meglio localizzare la Vipera Italiana. In Italia ce ne sono 4 specie e non tutte sono distribuite nelle stesse zona. La Vipera aspis preferisce le Alpi e gli Appennini, cerca luoghi caldi e asciutti e può considerarsi una di quelle più pacifiche e più che aggredire, fugge se molestata. Più pericolosa è la Vipera berus detta anche marasso palustre, diffusa nelle montagne del Nord Italia, vicino all’acqua o anche in acqua.

Piuttosto nota e riconoscibile è poi la Vipera Ammodytes più comunemente chiamata Vipera del corno. Abita nel Nord Est, la possiamo incontrare se passeggiamo sulle Dolomiti, ad esempio, e la riconosciamo quasi sicuramente per il suo piccolo corno sulla punta del muso. Non è il caso di spaventarsi con questa tipologia di Vipera Italiana perché è poco aggressiva, ma il suo veleno è il più pericoloso fra le specie presenti in Italia. L’ultima Vipera Italiana, la più piccola e la meno pericolosa, è la quella dell’Orsini, localizzata nell’Appennino Abruzzese ed Umbro-Marchigiano, soprattutto sul Gran Sasso.

Vipera Italiana: foto

vipera italiana

Vipera: riproduzione

In generale la Vipera Italiana abita aree planiziali fino ad oltre 2500 m di quota e questo grazie al fatto che è un animale ovoviviparo. Ciò significa che trattiene le proprie uova nel ventre fino alla schiusa quindi basta che la madre stia al sole per poter assicurare un po’ di calduccio alla futura Vipera Italiana ancora in uovo. Per quanto riguarda la fase di accoppiamento, le femmine si concedono ogni due anni, tra aprile e maggio, poi le nascite arrivano nel periodo che va da agosto a fine settembre. A uovo appena schiuso spuntano vipere di 15 – 20 cm.

Vipera Italiana: primi soccorsi

Mentre attendiamo l’arrivo dell’ambulanza, da chiamare in caso di morso di Vipera Italiana, ci sono alcuni accorgimenti che è utile conoscere e applicare perché tutto vada per il meglio. Sempre premettendo che è molto raramente letale. Per prima cosa meglio far calmare la persona morsa facendo attenzione a non farla muovere ma a lasciarla supina, monitorando le funzioni vitali.

Chiamato il 118 possiamo lavare con una soluzione fisiologica e disinfettare con acqua ossigenata il morso per poi procedere con un bendaggio immobilizzando l’arto con una stecca. Ovviamente se non si tratta di un arto ma la Vipera Italiana ha colpito su tronco, collo o testa va applicato un tampone rigido. Mentre arrivano i soccorsi la persona morsa è meglio sia coperta, in modo che resti al caldo, e badiamo anche che non vada in stato di shock.

vipera italiana

Ci sono cose da non fare in caso di morso di Vipera Italiana: non incidere, non succhiare il veleno, non applicare il laccio emostatico, ad esempio. E neanche somministrare del siero antivipera come neppure mettere il ghiaccio sulla zona morsa che può anzi peggiorare la situazione causando la necrosi.

Bene prepararsi ai morsi di Vipera Italiana, anche scaramanticamente, ma meglio ancora fare in modo che diventino il meno probabile possibile. Allora indossiamo calzature alte o calzettoni di lana pesante e facciamo caso di camminare con passo cadenzato e pesante, meglio se battendo erbe e pietre con un bastone.

Ovunque ci troviamo, limitiamo la nostra curiosità da giovani marmotte e non raccogliamo ogni cosa da terra e neanche mettiamo le mani sotto rocce, sassi o in fessure del terreno. Prima di sederci a riposare, cosa lecita, guardiamo dove ci stiamo per appoggiare evitando tronchi ricoperti di foglie, pagliai e fascine di legna.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Pinterest e…  altrove dovete scovarmi voi!

Ti potrebbero interessare anche i nostri articoli:

Pubblicato da Marta Abbà il 9 giugno 2016