Tablet solare

La Samsung sta già commercializzando notebook che integrano pannelli solari a film sottile, i ricercatori stanno sviluppano celle fotovoltaiche trasparenti sempre più efficienti, capaci di ricoprire l’intero display di un tablet o di uno smartphone senza compromettere l’agilità della tecnologia touch screen o l’alta risoluzione. L’azienda americana Pixel Qi propone di sostituire gli schermi di tablet e notebook con dispaly a energia solare capaci di trasformare un qualsiasi dispositivo portatile in un autentico tablet solare.

Al suo debutto, la società Pixel Qi proponeva di sostituire lo schermo dei tablet con una sorta di pannello solare capace di generare 1 watt di energia, sufficiente per alimentare sia il display che la scheda madre del tablet. Il risultato? L’iPad di ultima generazione è stato convertito in un tablet solare! Pixel Qi lavora su due fronti, da un lato sviluppa schermi che portano un supporto fotovoltaico capaci di produrre energia atta ad alimentare il tablet e dall’altro sviluppa display a basso consumo energetico e che sono a prova di esposizione solare, che mostrano immagini e testi leggibili anche quando il sole picchia forte.

Il mercato offre tablet che integrano la tecnologia sviluppata da Pixel Qi che rendono i display perfettamente visibile anche all’esposizione diretta dei raggi solari. E’ il caso di Yuma 2, più che a un tablet può essere paragonato a un piccolo netbook. Basato su sistema operativo Microsoft 7 Professional con un processore Intel Atom dual-core da 1,6 Ghz, 4 GB di ram e un HD che può arrivare fino a 128 GB. Yuma 2 integra un display touch-screen da 7 pollici. Offre tecnologia 3G e monta i display ad alta efficienza energetica di Pixel Qi.

In attesa che il mercato possa offrire veri e propri tablet solari, non sono da sottovalutare borse e cover solari, per esempio, la Logitech ha lanciato la Solar Keyboard Folio, la cover per iPad che integra tastiera e pannelli solari. La cover presenta due angolazioni regolabili e il prezzo di listino è di 129,99 euro, leggi tutto a questo indirizzo.

Pubblicato da Anna De Simone