L’importanza del ricambio d’aria

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Un frequente ricambio d’aria negli ambienti chiusi è necessario più che utile. Per avere una sensazione di comfort e di sufficiente energia, ogni persona necessita di almeno 25 mc/ora di aria vitale (tecnicamente: cubo d’aria individuale).

Non è un problema di cattivi odori, ma proprio di salute. Sotto la soglia che abbiamo detto cominciano infatti a manifestarsi sintomi che senza ricambio d’aria possono via via acutizzarsi: mal di testa, disturbi visivi, debolezza, affanno, deconcentrazione. Tutti effetti di un malessere da penuria d’aria che colpisce il sistema nervoso centrale.

Per cambiare aria basta aprire le finestre. È vero che l’aria interna agli edifici proviene naturalmente dall’esterno e che se si abita in città, magari al piano terreno con affaccio sulla strada, l’aria in genere non è delle migliori. Meglio tuttavia un’aria un po’ inquinata da traffico e smog di quella stagnante al chiuso.

L’aria delle stanze abitate va rinnovata di continuo, soprattutto se si tratta di locali frequentati da tante persone come aule scolastiche e uffici. I ricambi d’aria devono essere tanto più frequenti quanto più le stanze sono piccole e dotate di buoni serramenti.

La mancanza di spifferi (che dipende dalla qualità dei serramenti) è positiva per l’isolamento termico ma non aiuta il ricambio d’aria, che non è aiutato nemmeno dalle finestre poste su un solo lato: finestre aperte su due lati consentono una ventilazione rapida ed efficace. Se non ci sono finestre, o se non si possono aprire, diventano indispensabili dispositivi per purificare l’aria.

Negli ambienti chiusi è ancora più importante l’igiene personale, che però non va intesa solo con il lavarsi nel modo corretto. L’abuso di deodoranti e profumi può risultare altrettanto fastidioso e dannoso in mancanza di adeguati ricambi d’aria.

Oltre ad assicurarsi un frequente ricambio d’aria, la buona regola di igiene per una salutare convivenza in locali confinati prevede: astensione assoluta dal fumo di tabacco, abbondante uso di acqua per l’igiene quotidiana, lavaggio dei capelli ogni due giorni (tutti i giorni sarebbe un danno per i capelli), abiti freschi e in tessuti naturali (i sintetici ‘reagiscono’ peggio alla traspirazione), alimentazione adeguata alla stagione (aiuta l’organismo a sopportare meglio).

Per accorgersi che l’aria è viziata però non bisogna aspettare di sentirsi male. Basta un po’ di buon senso e, se si vuole fare i pignoli, si può anche misurare la qualità dell’aria istante per istante, dotandosi degli strumenti giusti. Per esempio, la lampada che misura l’aria pulita in casa.

E se vi interessa uno ionizzatore d’aria, un dispositivo che mi sento di consigliare per la casa perché ho avuto modo di testarlo (e il prezzo mi sembra buono) è Airfree AE60

Pubblicato da Michele Ciceri il 2 luglio 2014