Piralide del bosso: attenzione e prevenzione

bruco-defogliatore

Il bruco defogliatore del bosso è ricomparso. Come previsto, l’inverno mite e l’assenza di gelate prolungate hanno favorito lo svernamento della cydalima perspectalis, meglio conosciuta come piralide del bosso. A questo punto non resta che rimboccarsi le maniche e intervenire in modo tempestivo prima che rifaccia i danni dell’anno passato. Confermo per esperienza vissuta che il trattamento fogliare a base di deltrametrina uccide il bruco, ma gli interventi devono essere ripetuti.

Dopo essere andato in emergenza l’anno scorso, ho ri-constatato personalmente la presenza nella mia siepe della piralide del bosso già all’inizio di marzo. A metà mese, i piccoli favi lanuginosi (concentrati nei punti della siepe più esposti al sole) si sono ingrossati e si sono cominciate a vedere le tele. A inizio aprile ho rivisto i primi bruchi-larve, con il caratteristico colore nero-verde, e ho anche notato che il bosso stava tornando in sofferenza e le foglie a scomparire (letteralmente mangiate).

Nella prima settimana di aprile ho attuato il primo trattamento insetticida contro la piralide del bosso. Personalmente ho usato la soluzione Decis Evo della Bayer che ho trovato nel negozio di giardinaggio vicino a casa dopo aver chiesto un prodotto a base di deltametrina. È la stessa sostanza che ho usato l’anno scorso su consiglio di un fitopatologo, e che ha funzionato perché la siepe si è ripresa bene dopo un attacco che l’aveva completamente spogliata delle foglie.

Ecco l'aspetto della piralide del bosso

Ecco l’aspetto della piralide del bosso

Il primo trattamento l’anno scorso l’ho fatto a settembre, il secondo in ottobre. A quel punto l’arrivo del freddo ha mandato in ‘letargo’ invernale la piralide del bosso e non si sono resi necessari altri interventi con la siepe che è tornata a coprirsi di foglie. Ora però con l’arrivo della primavera siamo punto e a capo. La differenza è che stavolta me ne sono accorto prima e gli sto addosso. Il bruco defogliatore del bosso è molto resistente.

A soli quindici giorni dal primo trattamento a inizio aprile, che ho attuato in modo abbastanza intensivo devo dire, il bosso è tornato a buttare bene le nuove foglioline ma a un esame attento ho rinvenuto ancora alcuni bruchi (meno di 1 cm) che evidentemente sono sopravvissuti o sono nati nel frattempo. Quindi ho fatto un secondo trattamento di deltametrina contro la piralide del bosso, più leggero questa volta. Ora l’attacco sembra respinto, ma non abbasso la guardia: aprile e maggio, con la ripresa vegetativa, sono anche il periodo in cui gli attacchi fungini e parassitari sono più virulenti.

Ecco come si presentava la mia siepe di bosso dopo il primo attacco nell'estate del 2013

Ecco come si presentava la mia siepe di bosso dopo il primo attacco nell’estate del 2013

Per inquadrare la situazione, preciso che la siepe di bosso di cui sto parlando si trova in una località a 900 di altitudine nella provincia di Verbania, con vista sul Lago maggiore. È robusta e anche abbastanza antica, di preciso non so ma esiste da alcuni decenni, e mai prima del 2013 si era ammalata o aveva subito attacchi di questa gravità. Dalle ricerche ho appurato che la piralide del bosso è originaria della Cina e in Italia si è manifestata in Italia per la prima volta nel 2011, sul Lago di Como.

Ora ti consiglio di leggere: Bacillus thuringiensis efficace contro la piralide del bosso

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La cronistoria della mia battaglia contro il bruco defogliatore del bosso la trovate qui:

Bruco defogliatore: come curo il mio bosso

La cura del bosso contro il bruco defogliatore

Il bruco defogliatore del bosso: la mia storia

Lepidotteri: parassiti delle piante

Pubblicato da Michele Ciceri il 26 aprile 2014