Petauro dello zucchero o scoiattolo volante

Petauro dello zucchero

Goloso animaletto il petauro dello zucchero è simpatico da conoscere, non è propriamente il primo esserino che viene da adottare anche per via del fatto che non lo si trova dietro l’angolo e non sempre le sue abitudini sono compatibili con i ritmi che la nostra società ci impone, Andiamo a vedere, dalle sue parti, cosa fa e come è fatto.



Petauro dello zucchero o scoiattolo volante

Il nome scientifico del petauro Petaurus Breviceps in latino significa “acrobata dalla testa corta”, non era inizialmente prevista la citazione dello zucchero perché a tutti gli effetti è un modo più moderno e amichevole per definirlo. Come intuibile si spiega con il fatto che questo animaletto ama gli alimenti dolci.

Compresa la coda, lunga in molti esemplari quasi quanto il corpo, il petauro dello zucchero arriva anche a superare i 30 centimetri di lunghezza. Non è un animale massiccio visto che il suo peso massimo è 140-150 grammi, le femmine però pesano meno, circa 100-120 grammi.

Guardando bene il petauro si nota che è provvisto di 4 dita con pollice opposto nelle zampe anteriori e di 5 dita in quelle posteriori, cosa curiosa che non capita spesso di trovare e che può disorientarci visto che noi siamo abituati al nostro sistema decimale, facendo 5 + 5.

Il mantello ha di solito un colore che tende grigio e mostra delle strisce più scure, sul ventre però c’è il bianco. La caratteristica però più vistosa e particolare del petauro dello zucchero è sicuramente il patagio. Si tratta di una sorta di membrana che si estende dalle zampe posteriori a quelle anteriori e permette a questo piccolo animale di compiere lunghe planate di 40-50 metri. Qui si spiega il soprannome di scoiattolo volante: ci ricorda un po’ un supereroe ispirato a Cip & Ciop che non sembrerebbero portare alcun mantello ma forse la Disney non ci ha ancora pensato, non collegando le sue creature al petauro che a tutti gli effetti un po’ vola. Prima di eventualmente pensare di adottarne uno è bene conoscere questa sua capacità non banale e non ovvia per una sorta di scoiattolo.

Petauro dello zucchero: carattere

Simpatico, dolce e molto affettuoso il petauro ha un ottimo carattere, non è dispettoso e si mostra piuttosto devoto al suo padrone o a chi in sostanza gli da da mangiare ogni giorno e che lui identifica come tale.

Altra cosa da sapere prima di adottarlo è che esso emette un verso caratteristico e non tutti lo gradiscono, meglio ascoltarlo un paio di volte per appurare di non esserne irritati. In generale, al di là del verso che fa, il petauro dello zucchero non è un animale adatto ai bambini che potrebbero prenderlo per un giocattolo o un peluche maneggiandolo in modo poco delicato, cosa che potrebbe infastidire o ferire il nostro animale. Da tenere conto anche il fatto non ancora citato che si tratta di un marsupiale notturno. Quando lo si acquista, si sceglie di conviverci anche per dieci anni perché è questa la sua aspettativa di vita se ben curato in un ambiente domestico: meglio pensarci bene

Petauro dello zucchero: carattere

Se siete convinti di acquistare un petauro dello zucchero, anzi due, perché sono animali molto socievoli, allora meglio una coppia di maschi o di femmine ed è bene sapere che, se volete spingervi a tre, meglio due femmine e un maschio visto che i maschi, in presenza di femmine, diventano competitivi fra loro. Una volta a casa con i vostri esemplari di petauro vi accorgerete di quanto siano facili da far affezionare: basta abituarli a orari e gesti e vi faranno le feste quando rientrate dal lavoro e vi planeranno spesso addosso. Dato che sono piccoli, e marsupiali, non mancheranno di dormicchiare nel vostro taschino.

Come animali non richiedono vaccinazioni di alcun tipo, il problema sarà quello di trovare un veterinario specializzato in animali esotici di piccola taglia per effettuare almeno delle saltuarie visite di controllo anche se in generale si tratta di un animale che gode di una buona salute generale.

Petauro dello zucchero: prezzo

Avendo conquistato il cuore di molti, italiani ed europei, il petauro dello zucchero è uno dei piccoli marsupiali più costosi: si sa come funziona la legge del mercato, più piace più costa. Ecco perché è difficile indicarne il prezzo, la cosa migliore è chiedere direttamente a chi li vende cercando di informarsi presso più fonti riguardo al prezzo, anche contattando chi ne ha già uno.

Ne possiamo trovare in negozi per animali anche se ci sono anche migliaia di annunci per animali che lo riguardano, a cui è sempre bene approcciarsi con prudenza. il prezzo di un petauro dello zucchero che ho potuto in media osservare si aggira in media intorno ai 150 euro ma insieme ad esso va comprata anche la gabbia senza contare il fatto che ciò che tutti consigliano è di comprare una coppia essendo degli animaletti estremamente sociali. Tornando alla gabbia, non vanno bene quelle per conigli serve una sorta di voliera per uccelli con una altezza intorno ai due metri, munita di qualche nascondiglio e tutto quel che può servire ad un petauro dello zucchero: rami, ciotola del cibo e beverino, qualche gioco e vari accessori.

Petauro dello zucchero: cosa mangia

Nel suo habitat naturale, quello delle foreste pluviali e costiere di Nuova Guinea e Australia, il petauro è un veloce predatore che si nutre di piccoli roditori e altri animali di dimensioni simili, con l’aggiunta di frutta e altri vegetali.

La sua è quindi una dieta molto varia, ricca di alimenti che contengono proteine e vitamine, calcio per le sue ossa che noi dobbiamo cercare di replicare con quello che il nostro habitat offre. Diamo a questi animali tanta frutta e verdura, prima di tutto: carote, mele, insalata, zucchine, banane, pere, uva, cetrioli, pesche, albicocche e anche qualcosa di un po’ più esotico. Per fornirgli proteine ci vorrebbero le locuste e i grilli vivi ma si può ripiegare su altre soluzioni simili evitando camole, larve o lombrichi perché troppo grassi, da evitare anche i cibi ricchi di zucchero, la frutta conservata o essiccata, le miscele di semi per roditori e la frutta secca in generale. Il mix ideale è intorno al 70% di vitamine e 30% di proteine e due o tre volte alla settimana conviene somministrare un integratore di calcio.

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Pubblicato da Marta Abbà il 30 ottobre 2018