La Stampa 3D rivoluzionerà l’industria solare?

Le stampanti 3D sono sulla bocca di tutti, riempiono pagine di giornali e fanno apparizioni nei video musicali (vedi will.i.am – Scream & Shout ft. Britney Spears, foto in basso). Addirittura, anche il presidente Obama ne parla affermando che la stampa 3dha il potenziale per rivoluzionare la nostra routine quotidiana”.

Qualcuno, con la Stampante 3D, è riuscito a costruire un Robot; uno chef, invece, ci ha fatto i biscotti. Bene, in ambito ambientale, riuscirà la stampa 3D a rivoluzionare l’industria solare?

Le stampanti 3D sono definite come la normale evoluzione della stampa 2D. Tale evoluzione potrebbe giocare un ruolo cruciale quando si parla di stoccaggio energetico e tecnologia fotovoltaica. I tradizionali modelli fotovoltaici sono realizzati con materiali come rame, indio, gallio, silicio e seleniuro; nei processi produttivi ci sono fin troppi sprechi.

I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), ritengono che modelli fotovoltaici ottenuti con la stampa 3D potrebbero essere del 20 per cento più efficienti rispetto ai pannelli solari convenzionali. La stampa 3D potrebbe aprire ottime prospettive anche sul piano economico: si stima che la precisione della stampa 3D potrebbe abbattere i costi di produzione di circa il 50 per cento. La stampa 3D eliminerebbe molte delle inefficienze associate alle spreco dei materiali come vetro, polisilicio e indio.

Un altro vantaggio è la sede di produzione. Con la diffusione della tecnologia 3D, pannelli solari potrebbero essere prodotti nella medesima regione geografica in cui dovranno essere installati. Ciò taglierà i costi per i trasporti e risolverà il problema del basso costo della manodopera cinese.

 

Pubblicato da Anna De Simone il 26 febbraio 2013