Costruisci un Robot con la Stampa 3D

Si può realizzare davvero tutto con una stampante 3D. Oltre ai progetti pronti per la stampa, con un po’ di competenze tecniche si può arrivare a costruire un autentico Robot. L’inventore francese  Gael Langevin ha iniziato con la testa, il collo, il dorso, le braccia… fino a stampare (in 3D si intende!) tutte le componenti necessarie per assemblare un robot.

Il robot è stato chiamato InMoov, al termine della sua realizzazione sarà un autonoma a grandezza d’uomo. Fino a ora, il francese Langevin ha realizzato la testa, le spalle, le braccia e le mani. Per il tronco del corpo, l’inventore francese ha utilizzato un manico di scopa e la base di una sedia da scrivania che fungono da stand per il progetto. Nessuna attrezzatura sofisticata a parte… una stampante 3D e alcune parti meccaniche per assicurare al robot la capacità di movimento con un’intelligenza artificiale:

il Robot riuscirà a dare un feedback di risposta ai comandi vocali. Il Robot InMoov è già capace di effettuare vari movimenti con le braccia e con le mani: può afferrare una palla e passarla da una mano all’altra. Può sollevare le braccia sopra la testa o allargarle… A seguire un video di InMoov in azione:

L’inventore Gael Langevin sta documentando la realizzazionde del suo Robot, passo dopo passo. Ogni progresso è riportato sul suo blog dove inserisce spiegazioni, foto e video. Il progetto è open source, così, tutti i suoi file sono disponibili per il download gratuito. In altre parole, se siete interessati alla realizzazione di un Robot, approfittatene!  I più competenti potrebbero prendere solo parte del progetto e modificare le funzioni del robot in base alle esigenze personali.

La possibilità di costruire un robot con la stampante 3D, ci fa capire che questi dispositivi non sono solo un modo per consumare plastiche, realizzare oggettistica o accessori superflui… con la stampa 3D si può fare davvero tutto! Dalle forniture di laboratorio agli attrezzi da giardino… e in questo caso, anche un Robot!

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Pubblicato da Anna De Simone il 6 febbraio 2013