Kakapo: pappagallo

Kakapo

Kakapo è il nome dell‘unico pappagallo al mondo incapace di volare, perché troppo pesante, sarebbe una sfida alla Fisica, ma questo volatile è anche l’unico pappagallo che possiede un sistema riproduttivo poliginico basato sui lek e uno degli uccelli più longevi del mondo. Ne ha di primati ma sbandierare, oltre al piumaggio dai colori caratteristici, sgargianti e senza dubbio molto vivaci. Troviamo altri uccelli che non volano, ma non pappagalli.



 

 

 

Kakapo: pappagallo

In lingua māori kākāpō significa esattamente “pappagallo notturno” e lo è a tutti gli effetti, con le sue grosse dimensioni, le sue abitudini notturne e la totale incapacità di volare. I più esperti sapranno anche che si tratta dell’unica specie del genere Strigops Gray.

Il giallo e il verde sono i colori predominanti del piumaggio del Kakapo, piumaggio finemente screziato che lo caratterizza come lo caratterizza anche una sorta di “disco” di piume in viso, sensoriali, come fossero le vibrisse di un felino, che si accompagnano ad un grosso becco grigio. Le zampe di questo uccello sono molto corte come anche le ali e la cosa, i piedi hanno invece delle grosse dimensioni.

Abituato a non doversi andare a procacciare cibo, cibo per uccelli come lui, questo pappagallo ha con il tempo assunto una corporatura generalmente robusta, diventando sempre più impossibilitato a volare, con ali sempre meno muscolose e carena dello sterno di ridotte dimensioni.

Kakapo: pappagallo

Kakapo: Nuova Zelanda

Appartenente alla famiglia degli Strigopidi, il Kakapo è endemico della Nuova Zelanda e molti degli uccelli che vivono in questa regione, convivono con gli abitanti indigeni e diventano protagonisti di molte loro leggende.

Purtroppo i Maori oltre a favoleggiare su questo animale, lo cacciavano anche, per mangiarne la carne ma anche per utilizzarne le belle piume colorate nella produzione di abiti pregiati. Meno diffusa l’abitudine di catturare questi uccelli perché diventino animali da compagnia, non essendo nemmeno parlanti.

Kakapo: Nuova Zelanda

Kakapo: National Geographic

Il National Geographic ha dedicato e probabilmente dedicherà ancora spazio a questo pappagallo, visto che le sue sorti non vanno migliorando. Da anni è considerato una specie gravemente a grave rischio di estinzione e alla fine del 2017 il Kakapo Recovery Programme ne ha contati 154 esemplari adulti in totale, circolanti.

Kakapo: video

In video il Kakapo è ancora più sgargiante, sembra davvero uscito da una leggenda indigena. Vederlo di persona non è facile, anche recandosi nelle sue zone, visto che ha abitudini decisamente notturne. E’ un erbivoro e i maschi di questa specie non hanno alcuna intenzione di svolgere un particolare ruolo nelle cure parentali. Se la cavano le femmine, dall’inizio allo svezzamento.

Kakapo: riproduzione

Approfondiamo il sistema nuziale che solo i Kākāpō tra i pappagalli hanno, basato sui “lek” che non sono altro che raduni di maschi in luoghi che possiamo pensare come delle aree per la riproduzione. Qui, i contendenti prima mostrano le proprie piume per poi infilarsi in buche da cui emettono richiami detti booming. Questo termine serve ad indicare suoni a bassa frequenza che riescono a raggiungere potenziali partner anche a 5 km di distanza.

Il ritmo di riproduzione di questi pappagallini non è troppo frenetico, ogni 3 anni circa hanno dei piccoli, di solito in corrispondenza del periodo in cui la pianta della Rimu, conifera endemica della Nuova Zelanda, fa frutti in grande quantità.

Questo complesso processo che porta all’accoppiamento non aiutano il pappagallo a restare fuori pericolo di estinzione, anzi, lo rendono vulnerabile perché salta all’occhio dei predatori quando fa le sue sfilate nei lek. Se vedono avvicinarsi un mammifero con cattive intenzioni di solito sanno stare immobili, aspettando che se ne vada ma non sempre funziona.

Uno degli antichi nemici del Kakapo fin dall’antichità è l’aquila di Haast che cascava in pieno in questo trucco dell’immobilismo ma i predatori di nuova generazione più che sulla vista basano i propri attacchi sull’olfatto e in questo caso cercare di mimetizzarsi con le piume serve a poco. In questa categoria troviamo animali come ratti, ermellini, puzzole e gatti.

A dimostrazione che il kakapo non si sa difendere bene né proteggere, oggi lo troviamo confinato in una piccola area e con numeri esiguo di popolazione, meno di 200 esemplari secondo stime aggiornate al 2017.

Kakapo: zoo

Parlare di zoo sarebbe scorretto perché il Kakapo è più che altro stato inserito in programmi di conservazione, minacciato sia dai polinesiani e dagli europei, sia da predatori come gatti, ratti, furetti ed ermellini. L’attenzione alla sua sopravvivenza si è accesa già alla fine del XIX secolo ma negli anni Ottanta finalmente viene avviato un vero e proprio Kakapo Recovery Programme.

Oggi l’impegno è quello di monitorare i kakapo rimasti su tre isole “sicure”, Codfish (Whenua Hou), Anchor e Little Barrier, mentre sulle isola del Fiordland, Resolution e Secretary, sono stati avviati programmi di ripristino ecologico su vasta scala in modo che possano presto ospitare altri esemplari di questo bel pappagallo.

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Pubblicato da Marta Abbà il 11 giugno 2018