Ghiro: animale che dorme  

Ghiro

Ghiro, uguale letargo o animale dormiglione. Ormai si liquida così questo grazioso e interessante roditore appartenente alla famiglia dei Gliridi, conosciuto anche come Glis Glis e che merita più attenzione. Sparisce a volte dietro allo stereotipo del suo riposo invernale e pochi approfondiscono quelle che sono le sue caratteristiche reali, che lo rendono un essere vitale e attivo.



Ghiro: animale e sue caratteristiche

Non è grande come animale, può essere lungo massimo 30 centimetri, difficile che superi questa misura. Si presenta con la sua pelliccia folta, di colore grigio e marrone sul dorso mentre sul ventre è quasi bianco candido, a volte color crema.

Nel suo musino abbastanza affusolato, da roditore, sbucano due occhi molto grandi, soprattutto rispetto al suo corpo slanciato ed esile, e l’occhio cade anche sulle lunghe vibrisse che hanno non solo una funzione estetica, ma anche e soprattutto funzioni tattili. Al contrario degli occhi, le orecchie del ghiro sono piccole e dalla forma tondeggiante.

Ghiro che dorme

Ha la fama dell’animale dormiglione ma in verità non è che dorma così tanto di più di altri suoi simili. Il fatto è che è un animale notturno: esce dai propri nascondigli quando il sole è tramontato e fa le sue attività di notte, fino a quando non spunta di nuovo il sole. A quel punto lui fa ritorno nella sua tana e ci resta tutto il giorno.

Nascondigli e tane del ghiro sono accoglienti e ordinate, situate soprattutto nelle cavità degli alberi, arredate con foglie e muschio

Ghiro: cosa mangia

Il menu di questo roditore è principalmente a base di castagne, ghiande, nocciole, bacche e frutti di bosco. Ogni tanto ingerisce anche alcune porzioni di proteine animali, ingoiando insetti e invertebrati di piccole dimensioni ma certo non sono “piatti” che consuma tutti i giorni.

Per quanto riguarda invece il suo ciclo di crescita, in media possiamo dire che ogni ghiro raggiunge la maturità sessuale intorno ai dieci mesi di vita, a quel punto alla prima primavera che arriva, si riproduce. Le femmine partoriscono una sola volta all’anno, in estate, e ogni volta mettono alla luce dai 2 agli 8 cuccioli che vengono poi allevati nella tana in cui già viveva.

Nati nudi e ciechi, i piccoli ghiri aprono gli occhi dopo tre settimane e smettono di nutrirsi del latte materno nello stesso momento, pronti poi per scoprire il mondo, di notte, come i genitori.

Ghiro: letargo 

Pochi hanno forse il dubbio che questo animale non vada in letargo, è quasi il simbolo del letargo stesso e ha tutto il diritto di andare a riposare, vista la vita che conduce, le sue dimensioni e le temperature che si trova a sopportare. Va in letargo in inverno, ma già in autunno è impegnato ad accumulare riserve di grasso che utilizzerà nei mesi freddi.

Ghiro: immagini

Ghiro

Ghiro

Ghiro domestico

Il ghiro non nasce come animale domestico, va detto, perché vive principalmente nei boschi trai 600 e i 1500 metri di altezza e non nelle nostre abitazioni, al di là della quota in cui sono state costruite. Oggi lo si trova anche in parchi e giardini, nascosto in vecchi alberi dove si crea un nido dove poi rifugiarsi nel periodo di letargo.

L’Europa è patria del ghiro ma lo è anche l’Asia, nel nostro continente la sua presenza si concentra soprattutto in Spagna, al Nord, fino all’Ucraina, nel nostro Paese lo possiamo incontrare in Pianura Padana oppure al Sud, nella penisola salentina e nella Sicilia occidentale. 

Ghiro: disegno

Ci sono molti disegni di questi animale, con la sua aria “sonnacchiosa” che è perfetta per una tazza di caffé e latte appena svegli. Su Amazon a 8 euro se ne trovano di graziose e divertenti.

Ghiro

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Pubblicato da Marta Abbà il 11 agosto 2017