Gatto Orientale: allevamento e prezzo

gatto orientale

Gatto Orientale, dalla Thailandia, arriva in Europa passando per la Gran Bretagna, non è tra i più diffusi nel nostro continente ma ha i suoi fa. Certo in patria spopola, lì la maggior parte dei gatti, ovviamente orientali, è a tinta unica e con occhi verdi, da noi come vedremo ci possono essere altre colorazioni e, per quanto riguarda gli occhi, qualche sorpresa. Il Gatto Orientale può essere a pelo corto o a pelo lungo, inoltre, ed è il secondo ad essere arrivato per secondo.



Gatto Orientale: caratteristiche

Di taglia media – i maschi pesano 5 kg e le femmine 4 – il Gatto Orientale ha una corporatura robusta ma non tarchiata, resta un animale elegante e atletico, con grandi orecchie posizionate diagonalmente e occhi a mandorla dall’espressione vivace. A dargli un’aria molto sinuosa contribuisce anche a coda, lunga e affusolata.

Il carattere del Gatto Orientale è solitamente apprezzato, ben diverso dall’irrequieto Siamese, ad esempio, ma neanche troppo appiccicosa da sembrare un gatto – cane. Questa razza ha un’indole affettuosa e socievole, ama le coccole e non gradisce affatto essere lasciato solo.

La posizione ideale di un Gatto Orientale è sulle nostre gambe o in braccio a noi, se così non è, non mancherà di farci notare la sua delusione vendicandosi. Piccoli dispetti in casa, sguardo torvo e pipì in giro per casa. Non è una peste, se invece lo facciamo sentire accolto, voluto e coccolato, anzi, in questo caso si rivela un giocherellone sempre di buon umore. Anche a mezza età e i vecchiaia, non perde la voglia di muoversi, di partecipare alla vita di famiglia e … di starci in braccio.

C’è anche chi porta in giro al guinzaglio il Gatto Orientale: dipende molto dal carattere e dalla docilità di ogni esemplare e della nostra disponibilità. In casa, invece, possiamo contare sulla sua buona condotta anche in presenza di altri gatti o di cani, di bambini o di altri animali. Se non lo trascuriamo, lui non ci metterà i bastoni tra le ruote.

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Gatto Orientale: allevamento

Allevare un Gatto Orientale non è complesso, anche se il nome lascia intendere che si tratti di una razza esotica e con chissà quali pretese, in verità è piuttosto “basic”. Il pelo corto non richiede cure, di default, e quello lungo come vedremo, nel caso di questo Orientale, nemmeno. Una spazzolata alla settimana, circa, come molti altri gatti che arrivano da varie parti dell’emisfero.

E’ importante anche tenere pulite le orecchie, se serve anche usando prodotti specifici, e nel periodo della muta dare una passata con un panno al mantello anche per non avere in giro peli in ogni locale. Una spuntata alle unghie, alimentazione sana ed equilibrata, non solo secca, e il gioco è fatto. Non dimentichiamo una dose di coccole elevata.

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Gatto Orientale a pelo corto

Il Gatto Orientale a pelo corto è il risultato di alcuni incroci tra gatti in arrivo dalla Thailandia e altri comuni, con il contributo anche di esemplari Abissini. Tutto ciò avviene in Inghilterra, intorno alla metà del XX secolo, quando un gruppo di appassionati si era messo in mente di ottenere un felino domestico che fosse del tutto simile ai Siamesi ma con colori leggermente diversi. In particolar modo, alle estremità.

I primi tentativi hanno dato vita al Gatto Orientale marrone scuro, battezzato Havana Brown, a cui sono seguiti altri colori e probabilmente in futuro se ne aggiungeranno altri ancora. Il riconoscimento ufficiale di questa razza, nella sua versione a pelo corto, risale agli anni settanta, al 1976 in Usa dove è chiamato Foreign Shorthair (Straniero a pelo corto), e poi via di seguito nelle altre federazioni del mondo. Oggi non è affatto raro vedere il Gatto Orientale tra i partecipanti a mostre feline, anche in Italia. Quindi, occhi aperti!

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Gatto Orientale a pelo lungo

Come anticipato, c’è anche la versione a pelo lungo, definizione esagerata perché in verità di pelo semi lungo si tratta. Ad ogni modo, senza vole fare i pignoli, ecco questa variante ottenuta incrociando il Gatto Orientale a pelo corto con il Balinese. Senza accorgersi, o consapevoli ma comunque individualisti, non ci è dato sapere, sia gli inglesi sia gli americani hanno selezionato e allevato per conto proprio orientali con mantello lungo.

Il risultato come si poteva prevedere, non è poi così diverso: in entrambi i paesi il Gatto Orientale a pelo lungo non ha né la colorazione himalayana né quella Colourpoint a differenza del Siamese e del Balinese da cui ha ereditato il morbido pelo semi-lungo.

Come il suo amico a pelo corto, questo gatto è snello e muscoloso, elegante e aggraziato, con un carattere forte e volitivo. Ottimo compagno per le famiglie anche con bambini e nessuna preoccupazione per il pelo: anche se semilungo, non essendoci sottopelo, non crea più danni o spargimenti di ciuffi, dell’altro a pelo corto. Gli occhi di questa varietà sono verdi, meglio se senza traccia di giallo o ambra, e se il pelo è bianchi possiamo trovare anche esemplari con un occhio verde e uno blu.

Gatto Orientale nero

Il colore più frequente, per il Gatto Orientale, al di là della lunghezza del pelo, è il nero. Anche il blu, che poi nella pratica risulta un affascinante grigio tendente all’azzurro, è molti diffuso. In entrambi i casi gli occhi verdi sono tassativi e anche molto affascinanti.

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Gatto Orientale tabby

Non è comune come quello nero o blu, ma anche il Gatto Orientale tabby c’è ed è amato. Il suo mantello tigrato è molto particolare e nelle mostre come con gli ospiti del nostro appartamento, ci fa fare proprio una bella figura. Altre varietà di questa razza, per quel che riguarda la colorazione del pelo, sono quella Havana, già citata, con tinte marroni, e la Smoke, molto particolare e anche piuttosto rara, con sottopelo argentato. Non scordiamo il Gatto Orientale completamente bianco, con occhi o verdi o uno differente dall’altro, verde e blu.

Gatto Orientale siamese

Può capitare nel caso del Gatto Orientale a pelo corto, di confondere questa razza con quella Siamese. Effettivamente ci sono molte caratteristiche fisiche e caratteriali che li possono accomunare, per riconoscerli possiamo aguzzare gli occhi e guardare il colore del pelo e quello degli occhi. Nel Gatto Orientale le estremità non sono colorate, nel Siamese sì, e nel primo gli occhi sono quasi sempre verdi, non blu.

Gatto Orientale: prezzo

Al variare della colorazione del pelo e degli occhi, la cifra di acquisto di un esemplare di Gatto Orientale passa dagli 800 a 1.500 euro. Capisco che è un bel gap di prezzo ma come abbiamo potuto leggere ci sono molte caratteristiche che possono cambiare all’interno della stessa razza, e non possiamo fingere che non sia molto più semplice trovare e acquistare un Gatto Orientale a pelo corto nero rispetto a quello a pelo semilungo di altro colore.

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Pubblicato da Marta Abbà il 22 luglio 2016