Gatto persiano: carattere e prezzo

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Gatto persiano: il perfetto felino domestico, adatto per bambini, per anziani, per coccoloni. E’ frutto di un lavoro di selezione fatto dagli allevatori che hanno “costruito” il gatto persiano partendo addirittura dal gatto d’Angora, quasi l’opposto. Leggero,slanciato, con zampe lunghe ed eleganti ,dalle lunghe quest’ultimo è diventato quello che oggi conosciamo come gatto persiano. Massiccio, con zampe corte e tozze per trasportare un corpo muscoloso.



Gatto persiano: carattere

Il carattere del gatto persiano non è intuibile dal suo portamento che appare aristocratico e flemmatico. A conoscerlo, lui, è invece un animale docile e pacifico, per nulla con la puzza sotto il naso, anzi, è un eterno bambino. Il gatto persiano è uno di quelli più adatti per tenere compagnia, ad anziani e bambini, a quei padroni che vogliono sì l’indipendenza tipica del felino. Ma non troppo.

Affettuoso, equilibrato e tranquillo, il gatto persiano è difficilmente preda di stress o ansie, non ha bisogno neanche di grandi spazi e spesso passa le giornate dormendo tra divano e poltrona e letto, se glielo lasciate raggiungere e “occupare”. Ci sono giorni che ha voglia di giocare, e non mancherà di coinvolgervi perché è un gatto compagnone ed estroverso. Nessun pericolo di disastri, però, perché anche se vivace, non c’è gatto persiano che combina disastri enormi. Di solito non minaccia preziosi soprammobili esposti in salotto né tapezzerie e fodere di divani: gioca ma non è un uragano domestico.

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Gatto persiano: aspetto fisico

Pelo fluente e lungo, fino a 20 cm, coda folta, occhi grandi, una grande varietà di scelta nelle tinte: ecco il gatto persiano che da maschio arriva a pesare circa 7 kg mentre se femmina resta intorno ai+ 3,5. Come abbiamo anticipato, nella sua evoluzione storica il gatto persiano è arrivato a comparire come sodo e massiccio, corto e tozzo, con una ossatura possente e una muscolatura solida.

Le sue orecchie sono piccole e tonde, le zampe corte e tozze, i piedi arrotondati e larghi, con tanto di ciuffi di pelo tra le “dita”. Il suo muso è dalle linee morbide, un po’ schiacciato come anche il naso, così gli occhioni sembrano ancora più grandi, arancio, azzurri, verdi o blu che siano. Anche uno diverso dall’altro. Il pelo del gatto persiano è molto lungo rispetto alla media felina ed è ancora più fluente sul collo e sulle spalle, formando una criniera leonina, e sulle zampe che sembrano coperte da pantaloncini.

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La colorazione del mantello di un gatto persiano prevede circa duecento combinazioni ma le più diffuse sono quelle come il bianco, il crema, il nero, il blu, il cioccolato e poi anche lilla e rosso. Alcune sono nate prima di altre, e poi ci sono delle “fantasie” che rendono il gatto persiano ancora più coreografico. Ci sono esemplari a squama di tartaruga di colore nero o blu-crema, ma anche cioccolato o lilla. Oltre al gatto persiano “classico”, ne esistono altre due varianti: il gatto persiano himalayano, dalla colorazione “pointed”, simile al siamese, e il gatto persiano exotic shorthair dal pelo corto.

Gatto persiano: le cure

La maggior parte delle attenzioni del padrone di un gatto persiano si rivolgono al suo pelo che deve essere spazzolato tutti i giorni, anche contropelo, perché rimanga voluminoso, lucido e e vivacemente colorato. La questione pelo, per il gatto persiano, diventa ancora più importante nel periodo della muta e per il fatto che l’ ingestione del pelo porta alla formazione delle cosiddette palle di pelo. Questo accade spesso per il gatto persiano che rischia pericolose occlusioni intestinali, basta comunque utilizzare le speciali paste che, somministrate con frequenza bisettimanale, sciolgono gli eventuali boli di pelo che si formano nello stomaco.

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Anche gli occhi del gatto persiano hanno bisogno delle loro attenzioni, e delle nostre: vanno puliti tutti i giorni con un fazzoletto di carta o con delle salviettine. Quando il gatto persiano è a pelo chiaro e ha lacrimazione abbondante, può verificarsi un ingiallimento della zona sotto gli occhi ma ci sono detergenti facilmente reperibili che ‘smacchiano’ il pelo. Se ben tenuto un gatto persiano mediamente vive 15 anni, circa, ma ci sono quelli che sfiorano i 20.

Gatto persiano: l’alimentazione

Per campare 100 anni, o 20, è necessario anche mangiare bene, e in questo il gatto persiano si dimostra un gran capriccioso e schizzinoso. Non bisogna viziarlo o dargli corda troppo ma avere polso sulle scelte dei menu, altrimenti se ha carta bianca il gatto persiano diventa sofisticato più del necessario e si corre il rischio di dovere cambiare cibo continuamente.

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Il gatto persiano può mangiare sia cibo preparato in casa sia industriale. Nel secondo caso si ha la certezza o quasi che gli alimenti siano completi e a volte già in dosi consigliate. Se cuciniamo noi per il nostro gatto persiano allora ecco i cibi più consigliati: carne bianca o rossa, cotta, frattaglie fresche, riso e verdure, tonno al naturale, pesce fresco cotto e senza spine, formaggi magri e, ogni tanto, un tuorlo d’uovo che rende il pelo morbido e lucido. Evitare assolutamente di usare il gatto persiano come raccogli briciole o pulisci piatto, rimpinzandolo di avanzi: tende ad ingrassare facilmente con il rischio di soffrire poi di cuore.

Gatto persiano: origini e storia

Il gatto persiano arriva dall’Asia Minore: i primi esemplari arrivarono in Europa nel 1626 con Pietro Della Valle. Inizialmente il gatto persiano era chiamato gatto d’angora o gatto francese, ed era proprio diverso da ora, poi dall’Iran venne importata una varietà di gatti più piccoli e tarchiati e col pelo lungo ed è lì che è cominciato a comparire l’aspetto che oggi è quello del gatto persiano.

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Questa razza è stata molto apprezzata all’Epoca Vittoriana perché la Regina, Vittoria ovviamente, ne aveva degli esemplari di colore blu che poi tutti i sudditi vollero uguali. L’evoluzione del gatto persiano, come colori di pelo e occhi, è partita, Regina a parte, dal mantello bianco con gli occhi azzurri a occhi anche arancio e impari.

Dopo il bianco, è arrivato il gatto persiano nero, piuttosto ben voluto e diffuso, mentre il gatto persiano rosso si è verificato negli anni un problema nell’ottenere la tinta uniforme. Il crema è piaciuto molto da subito, tinte invece come chocolate e lilac, sono molto più recenti.

Data la varietà di colorazione a cui si è trovata davanti la FIFE, ha deciso di suddividere le tipologie di gatto persiano in 3 gruppi, per colore. Il gatto persiano bicolore, con due terzi di colore solido e un terzo di bianco, il gatto persiano arlecchino, con cinque sesti di mantello bianco e colore su un sesto della superficie, e poi il gatto persiano van, con chiazze di colore solo sulla testa e sulla coda.

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Gatto persiano: prezzo

Il prezzo di un cucciolo di gatto persiano è legato all’estetica, non tanto al colore in sé, ma all’insieme. Prima ancora di sparare cifre è necessario capire se si sta cercando, o vendendo, un gatto persiano da esposizione o da compagnia. Il primo deve essere pressoché perfetto, deve vincere, deve essere “più standard” possibile. Il gatto persiano da compagnia invece è meno perfetto, e costa ovviamente di meno, anche se non è detto che sia in sé per sé meno bello. Anzi.

Attualmente il prezzo varia da 500 euro fino a 3.000 euro, sempre parlando di un esemplare cucciolo di gatto persiano con pedigree, poi ogni allevatore si fa i suoi conti ed è anche vero che all’interno della stessa cucciolata possono spuntare soggetti di bellezza diversa. Quindi di prezzo diverso.

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Il prezzo del cucciolo è solo l’inizio, per una passione, quella per il gatto persiano, che non è affatto “scontata”. Comprato il nostro micio, dobbiamo poi provvedere al suo mantenimento, con visite dal veterinario, dichiarazioni di nascita, pedigree, vaccinazioni, eventuali sverminazioni e, non ultime, le quote di iscrizioni alle esposizioni, volendo.

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Pubblicato da Marta Abbà il 1 agosto 2015