Dai GAF ai Gruppi di Acquisto Efficienza Energetica

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Nei nuovi Gruppi di Acquisto si parla di efficienza energetica, non solo di fotovoltaico. Niente di strano, era normale che i GAF, Gruppi di Acquisto Fotovoltaico, fossero solo il primo passo verso l’acquisto condiviso di soluzioni ad ampio spettro che hanno come scopo l’efficienza energetica.

Il modello collaborativo dei nuovi Gruppi di Acquisto Efficienza Energetica che stanno nascendo resta lo stesso dei GAF (che poi è quello mutuato dai GAS, Gruppi di Acquisto Solidale) con la differenza che qui non ci si limita all’acquisto di un impianto fotovoltaico che produrrà energia per tutti, ma si considerano tutti i campi dell’efficienza energetica: pompe di calore, domotica (elettrica e termica), led e altro ancora che possa concretizzare, oltre a un risparmio, anche il desiderio di un ambiente più pulito.

Assomiglia a un Gruppo di Acquisto Efficienza Energetica il GAF nato in questi giorni di ottobre 2013 a Turano Lodigiano, in provincia di Lodi, con la spinta propulsiva di un’amministrazione comunale lungimirante. Primo passo, anche qui, l’acquisto di un impianto fotovoltaico di cui si è parlato in assemblee pubbliche e poi l’evoluzione – per chi lo desidera – verso forme più compiute e complete di efficienza energetica. Il Gruppo di Acquisto di Turano Lodigiano è aperto sia ai privati sia alle imprese.

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Cambia l’obiettivo, non il modello. Il principio che sta dietro un Gruppo di Acquisto Efficienza Energetica è lo stesso di GAF e GAS: quando si è in tanti si spunta un prezzo migliore. Se poi il fornitore-installatore è in grado di offrire anche altri servizi che incontrano la domanda dei consumatori, ecco che i vantaggi di far parte di un Gruppo di Acquisto vengono amplificati.

L’installazione di un impianto fotovoltaico è quasi sempre il punto di partenza di un Gruppo di Acquisto Efficienza Energetica anche perché un impianto fotovoltaico per la produzione di energia conviene anche senza incentivi statali. Il costo di installazione può essere recuperato tramite l’autoconsumo e lo scambio sul posto, che consente di immettere in rete l’energia elettrica prodotta ma non direttamente autoconsumata, per poi prelevarla in un momento differente.

Pubblicato da Michele Ciceri il 13 ottobre 2013