Fitofarmaci: cosa sono

Fitofarmaci

I fitofarmaci si utilizzano nel campo dell’agricoltura, non sono da assumere personalmente e non sono una nuova categoria di farmaci magari omeopatici o sperimentali. Questo non è un motivo per disinteressarcene perché sono sostanze che entrano in contatto con molti prodotti che poi noi mangiamo, in un certo senso, quindi, i fitofarmaci vengono assunti anche da noi.



Fitofarmaci: cosa sono

Questi “strani” farmaci che non si comprano in farmacia sono chiamati anche prodotti fitosanitari o agrofarmaci. Si tratta di prodotti, di sintesi o naturali, che servono per combattere tutto ciò che può minacciare la vita delle piante. Le malattie infettive, quindi, ma non solo, anche le fisiopatie, i parassiti e fitofagi animali e gli attacchi delle piante infestanti. Di volta in volta si avranno dei fitofarmaci più o meno adatti a risolvere la situazione o a prevenire il pericolo.

Il termine pesticidi viene a volte usato, tradotto dall’inglese pesticides, ma nella lingua italiana ha una valenza negativa mentre i fitofarmaci non sono dei nemici, anzi, se scelti con cura e usati correttamente, sono assolutamente necessari se vogliamo continuare a coltivare e mangiare ciò che coltiviamo. In teoria, infatti, sono prodotti non certo pensati per avvelenarci ma solo per proteggere la salute della coltura, garantendone la sopravvivenza.

Tra i fitofarmaci troviamo alcune essenziali categorie: antiparassitari, diserbanti, fitoregolatori, repellenti, modificatori del comportamento e fisiofarmaci. Ci sono gli anticrittogamici contro malattie e/o alterazioni da funghi e batteri, i nematocidi, insetticidi e acaricidi contro insetti e altri animali dannosi, i diserbanti ed erbicidi che eliminano le erbacce, i fitoregolatori che fanno da ormoni vegetali e i radicanti.

Fitofarmaci: cosa sono

Fitofarmacia

La fitofarmacia non è il negozio dove cercare questi prodotti ma la disciplina che li studia approfondendo gli aspetti farmacologici delle piante medicinali, i principi attivi contenuti in una pianta, isolati o nel loro complesso, per valutare l’attività terapeutica. La fitofarmacia si occupa anche di droghe vegetali e comprende quali utilizzare per una certa pianta in un certo momento.

Fitofarmaci: patentino

Non sono tutti uguali i fitofarmaci, variano nella loro funzione e nella composizione ma anche nella pericolosità che hanno nei confronti dell’uomo come anche degli animali e dell’ambiente. In tal senso sono classificati in: molto tossici- tossici; nocivi; irritanti; non classificati.

Per maneggiare quelli molto tossici è necessario saperlo fare e conoscere i rischi legati al loro uso, infatti serve un’autorizzazione che si traduce in un “patentino”. Questo riconoscimento ufficiale non serve se si devono usare i PPO, prodotti per la protezione di piante ornamentali, per fiori da balcone, da appartamento e da giardino domestico che possono essere acquistati con massima libertà.

Non è superfluo, o ridondante, il patentino, perché alcuni di questi fitofarmaci se mal utilizzati possono davvero danneggiarci ed è importante conoscere l’impatto che un nostro errore o una nostra leggerezza possono avere sull’ecosistema in cui viviamo, di cui facciamo parte.

Fitofarmaci: patentino

I rischi sanitari legati ai fitofarmaci riguardano sia l’operatore che esegue il trattamento sia noi consumatori che mangiano il cibo coltivato con queste sostanze. Ci sono anche rischi ambientali come la possibilità che avvenga una contaminazione delle acque superficiali e profonde. Non è l’unico danno possibile, esistono anche rischi che riguardano la fauna locale, soprattutto organismi acquatici ma anche mammiferi e uccelli.

Fitofarmaci: banca dati

Per i fitofarmaci come per molti altri prodotti di questo tipo esiste una banca dati con circa 15.000 nomi redatta dal Ministero della Salute e disponibile nel sito ufficiale.

Fitofarmaci: danni

Abbiamo accennato ai rischi inerenti l’uso dei fitofarmaci, vediamo che danni possono procurare a noi e alla natura. Non ci sono prodotti del tutto innocui, tutti hanno un impatto sull’ambiente e su chi ci vive ma certo emergono delle belle differenze tra prodotti prettamente tossici e altri più naturali.

Per l’uomo ci può essere il rischio di avere dei disturbi al sistema endocrino e le conseguenze le possono pagare anche i discendenti della persona “intossicata”. Effetti come questo possono emergere anche dopo anni e la loro intensità cambia al variare del tempo di esposizione al prodotto che c’è stato. I fitofarmaci sono particolarmente pericolosi in fasi delicate come la gravidanza, l’allattamento, l’infanzia e la fase di crescita e sviluppo corporei in cui i danni possono essere maggiori.

Fitofarmaci: danni

I fitofarmaci nell’uomo possono provocare una diminuzione della fertilità maschile; aborti spontanei, endometriosi, gravidanze extrauterine e parti pre termine, disturbi autoimmuni e tumori. Ci sono casi in cui l’esposizione a questi prodotti causa deficit cognitivi e disturbi comportamentali, patologie neurodegenerative o disfunzioni ormonali soprattutto alla tiroide.

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Pubblicato da Marta Abbà il 6 luglio 2018