Fitoregolatori: cosa sono

Fitoregolatori

Abbiamo parlato di fitofarmaci e di fitocosmesi, ora è tempo di scoprire cosa sono i fitoregolatori e se hanno dei legami con i concetti prima citati. Con il primo sì, con il secondo no.



Fitoregolatori: cosa sono

Si tratta di composti organici che possono modificare alcuni processi fisiologici che riguardano le piante. Ecco quindi in che modo i fitoregolatori hanno a che fare con i fitofarmaci mentre la fitocosmesi si occupa di altro. Queste sostanze sono sempre utilizzate in concentrazioni basse o anche bassissime, non è necessario effettuare trattamenti con massicce dosi per ottenere dei risultati soddisfacenti, anzi!

Ci sono varie tipologie di fitoregolatori , alcuni sono già presenti nelle piante, come ad esempio alcuni ormoni vegetali o fitormoni, altri invece sono prodotti con dei processi di sintesi e in qualche modo hanno un effetto molto simile agli altri.

Fitoregolatori: cosa sono

Fitoregolatori in agricoltura

E’ proprio nel settore agricolo che i fitoregolatori trovano vasto impiego perché ci aiutano a controllare alcuni processi che coinvolgono le piante. Mi riferisco soprattutto a quelli di sintesi che possono essere indicati anche come prodotti stimolanti, possono stimolare diversi processi come ad esempio la germinazione, la crescita, la radicazione e la fioritura ma anche l’allegagione dei frutti, la loro maturazione, la senescenza e la abscissione.

Fitoregolatori: prodotti

Ci sono numerosi prodotti tra cui scegliere e nella maggior parte dei casi possiamo trovarli anche on line, comodamente, con prezzi conveniente come ad esempio nel caso di questo fitoregolatore liquido anticascola che costa 20 euro in confezioni da 1 litro.

Fitoregolatori: prodotti  

Fitoregolatori: pomodoro

Una delle colture che più si presta ai trattamenti da fitoregolatori è il pomodoro anche perché molto comune e spesso vittima di attacchi esterni. Per la precisione sono i fitoregolatori dell’allegagione ad essere adatti al pomodoro quando è coltivato in serra. L’effetto che possiamo osservare sul pomodoro, lo fa anche su altre colture: peperone, melanzana, zucchine, melone, fragola e carciofo.

Gli alleganti più comuni sono gli acidi clorofenossipropionico (CPA), naftalenacetico (NAA), metetolilftalmico (MNTP) e betanaftossiacetico (NOA), paraclorofenossiacetico (PCPA). Per applicarli è necessario spruzzarli come spray sui fiori cercando di evitare gli effetti collaterali.

Sempre il pomodoro è spesso trattato con dei fitoregolatori, ma di altra categoria, quella della Maturazione. Assieme al pomodoro ne traggono beneficio anche altre colture come quella del melone e dei peperoni. Questa tipologia di fitoregolatori viene usata per anticipare la maturazione dei frutti e per aumentare la contemporaneità dei processi.

Si ottengono ad oggi dei buoni risultatati con anticipi anche di 2 settimane rispetto alla data prevista. Uno dei prodotti adatti a questo tipo di trattamento è lpethephon. Ci sono anche dei fitoregolatori che influiscono sulla colorazione dei frutti.

Fitoregolatori pomodoro

Fitoregolatori per vivaio

Nei vivai vengono spesso utilizzati dei fitoregolatori per la radicazione o per la fioritura, oppure per la crescita. Vediamo di cosa si tratta. Quelli per la radicazione servono per stimolare la radicazione delle talee, sono in molti casi delle auxine sintetiche come l’acido indolbutirrico (IBA) e l’acido naftalenacetico (NAA). I fitoregolatori della Fioritura è ciò che rende possibile ai fioristi il proporci delle piante belle e rigogliose anche fuori stagione.

Tra le sostanze utilizzate ci sono l’etilene, l’ethephon, le auxine e l’acido gibberellico. I prodotti brachizzanti sono quelli che servono per la crescita e, nei vivai, ci permettono di decidere la taglia delle piante. Spesso se ne fa suo per ottenere piante con un aspetto compatto, tra le sostanze di questa categoria più usate troviamo il cloruro di clorocolino e il paclobutrazolo

Fitoregolatori o biostimolanti

Parlare di fitoregolatori e parlare di biostimolanti non è la stessa cosa, questi ultimi sono sostanze biologiche che promuovono la crescita delle piante se applicate in piccole quantità, proprio come si è già detto per i nostri fitoregolatori. Il fatto di essere efficaci anche se impiegati in piccole dosi, è ciò che differenzia i biostimolanti dai fertilizzanti.

Fitoregolatori o biostimolanti

In questa categoria possiamo trovare sostanze ma anche microrganismi che, applicati alla pianta o alle radici, fanno migliorano l’efficienza di assorbimento e assimilazione dei nutrienti. I biostimolanti fanno aumentare anche il livello di tolleranza agli stress.

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Pubblicato da Marta Abbà il 9 agosto 2018