Dipladenia: pianta e sua coltivazione

dipladenia

Dipladenia, pianta sempreverde rampicante originaria dell’America centrale e meridionale che produce fiori colorati rallegrando con cascate variopinte sia i nostri giardini sia muri e muretti di cinta, luoghi pubblici e privati che la ospitano. Non è difficile da coltivare e con pochi accorgimenti e molto amore, otterremo fioritura abbondanti. E anche delicatamente profumate.



Dipladenia: pianta e coltivazione

Se coltivata in terreni sciolti, ben drenati e molto ricchi di materia organica la Dipladenia cresce e fiorisce serenamente e necessita di potature abbastanza frequentemente essendo una pianta rampicante con una crescita piuttosto rapida.

Dato che i fiori si formano sui rami nuovi il consiglio è di tagliarli in autunno, prima di ritirare la pianta, fiduciosi che la seguente primavera potremo vedere la nostra Dipladenia rigogliosa e fiorita di nuovo. Soprattutto d’estate dobbiamo stare attento che il terreno non si secchi, inoltre non vanno scordate le potature a inizio primavera oltre che in autunno per evitare che la pianta lignifichi troppo nella parte inferiore perdendo poi le foglie.

dipladenia

Va bagnata regolarmente, ma non troppo, soprattutto in inverno, e per migliore fioritura possiamo usare il concime per piante da fiore ogni 10 giorni da marzo a ottobre mentre nella stagione invernale va bene una volta al mese, non serve esagerare.

Dipladenia  Mandevilla

Proveniente dall’America meridionale la Dipladenia una volta faceva parte del genere Mandevilla e solo di recente ha cominciato a rappresentare un genere a sé soprattutto perché chi la coltivava aveva notato che c’erano delle differenti necessità climatiche tra le piante della stessa categoria.

E’ rimasto un misunderstanding quindi, e oggi la Dipladenia è conosciuta anche come mandevilla splendens appartiene alla famiglia delle Apocynaceae e riscuote successo al di là della confusione sul nome. I suoi punti forti sono il fatto che cresce velocemente e che è resistente, inoltre ha un periodo di fioritura esteso, dalla primavera all’autunno, quasi no stop in quei mesi.

Dipladenia  rampicante

Con i suoi fusti sottili e carnosi, la Dipladenia cresce rapidamente e di solito viene coltivata in vasi appesi o come rampicante. In questo secondo caso è necessario, o per lo meno è cosa gradita, fornire graticci o tutori, reti o accessori che aiutino questa pianta ad aggrapparsi con i suoi viticci ad un sostegno. Possiamo anche pensare ad un arco, molto artistico.

Quando è in vaso, invece, la Dipladenia forma cascate come se fosse una Surfinia. Le circa 30 specie esistenti e diffuse di solito sono trattate come rampicanti, però, con tanto di liane cespugliose, pronte a raggiungere anche i 3 metri e oltre in altezza. Non molto adatte agli appartamenti, quindi.

dipladenia

Dipladenia  Sundaville

Come non detto, ecco una varietà di Dipladenia adatta ai vasi e che ama essere ospite dei nostri appartamenti. E’ questa Dipladenia Sudaville ed è spuntata fuori a fine ‘900 quando oltre che in giardino abbiamo cominciato a desiderare i bei fiori di questa pianta anche nelle nostre sale.

Indoor o outdoor, la Dipladenia resta generosa nel suo fiorire con punte di rosso o di rosa, bianco e variegate che vanno ad affiancare le foglie color verde intenso. Quando abbiamo una Dipladenia in casa cerchiamo di posizionarla dove c’è luce, in pieno sole, anche se tollerano anche la mezza ombra stando attenti in inverno a non avvicinarle ai caloriferi.

Dipladenia rossa

Tra tutte le tipologie di Dipladenia sicuramente la migliore è quella rossa. Esteticamente, è la più vivace e decisa, in giardino forma della belle macchie vivaci che rallegrano e accolgono ogni ospite. Al di là del colore, però, i fiori sono sempre profumati: anche quelli rosa o bianchi, sempre con la loro classica gola giallo limone.

dipladenia

Fiore della Dipladenia

Il fiore della Dipladenia compare in primavera affianco alle foglie ovali, scure, lucide e spesse portando delle tinte più allegre. Di solito forma una cascata e la sua forma è quella detta “a trombetta”, o a campana, ma ciascuno si apre i 5 lobi. Il fiore si riunisce agli altri in racemi e segue il calendario annuale della pianta a cui appartiene.

In condizioni climatiche come quelle italiane di solito da maggio a ottobre si può contare sulla fioritura: è il periodo in cui dobbiamo provvedere all’irrigazione, alla vaporizzazione e alla concimazione. Arrivato l’autunno si deve ritirare la Dipladenia potandola e lasciandola in un ambiente leggermente umido fino ad aprile quando la si deve rinvasare perché sia pronta per fiorire di nuovo.

Evitiamo di sistemare la pianta in un luogo completamente ombreggiato se non vogliamo che sia poi timida o tirchia nel produrre fiori lasciandoci solo tante foglie verdi.

dipladenia

Dipladenia: malattie

Non è una pianta debole questa rampicante Dipladenia ma certo neanche invincibile: i suoi nemici sono principalmente gli acari, gli afidi e la cocciniglia. Raramente è vittima di insetti o parassiti, però.
Se sistemiamo questa pianta al sole diretto e in un ambiente troppo secco, gli acari arrivano all’attacco ed è necessario per prima cosa spostarla in una zona meno esposta e calda aumentando l’umidità ambientale, poi possiamo fare ricorso ad acaricidi se non vediamo miglioramenti.

La cocciniglia di solito si presenta quando l’esposizione è troppo ombrosa: iniziamo a rimuovere gli insetti con dei bastoncini di cotone intrisi di alcol, poi semmai passiamo a rimedi più pesanti.

Dipladenia  in inverno

Se abitiamo in un luogo in cui godiamo noi per primi di inverni miti, la Dipladenia può essere coltivate anche in piena terra in giardino, essenziale è però riservarle posizioni molto luminose, anche soleggiate. Non ama molto il gelo e sotto i 5-8° C non si trova affatto a proprio agio, meglio ritirarla in casa se ci accorgiamo che le giornate diventano troppo rigide. Può accadere che perda le foglie in inverno ma rispunteranno a primavera, assieme ai fiori.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Pinterest e…  altrove dovete scovarmi voi!

Vi potrebbero interessare anche i seguenti articoli:

Pubblicato da Marta Abbà il 29 ottobre 2018