Come conservare il caffè

Come conservare il caffè

Sappiamo come conservare il caffè? Il caffè fatto in casa con la moka è il preferito di molti, ma deve essere buono per vincere la concorrenza delle macchinette espresso. Il che è difficile se la miscela, anche la più buona del mondo, perde l’aroma in dispensa. Vediamo allora come si conserva il caffè, più qualche consiglio per prepararne uno buono con la moka.

Gli ingredienti di un buon caffè sono due soltanto, l’acqua e il caffè, per cui non ci sarà difficile capire dove sbagliamo se dalla nostra moka esce una ciofeca. L’acqua deve essere equilibrata, né troppo dura né troppo dolce, per non alterare il sapore. Il caffè invece deve essere di buona qualità e conservato bene se non lo usiamo fresco.

Come conservare il caffè    

Parliamo qui di caffè premacinato in polvere, che è il più frequente da trovare nelle cucine italiane per una questione di praticità. I nemici principali sono l’aria e l’umidità. Per questo il caffè va conservato in un contenitore a chiusura ermetica preferibilmente non di vetro. Se vi piace il contenitore di vetro usatene almeno uno scuro e non esponetelo alla luce.

Conservare il caffè macinato in freezer, cosa che alcuni fanno per prolungarne la durata, non è una buona pratica. Le temperature basse danneggiano certe componenti aromatiche sottili del caffè. Inoltre, ogni volta ache lo si toglie dal freezer il caffè subisce uno sbalzo termico che lo fa ‘sudare’ esponendolo al fattore umidità. Idem dicasi per la conservazione in frigo. Evitare.

Indipendentemente da quanto è protetto, il caffè è sottoposto con il passare del tempo a cambiamenti chimici interni che ne alterano l’aroma. L’ossigeno che entra nel contenitore ogni volta ache lo si apre accelera questo processo, che è più rapido nel caffè in polvere. Quindi ok a conservarla bene, ma la miscela andrebbe acquistata più fresco possibile e comsumata il prima possibile.

Conservare i chicchi di caffè

Sulla conservazione del caffè in polvere non c’è altro da aggiungere, salvo l’invito a provare il caffè in chicchi (dopo esservi muniti di un macinacaffè) che come abbiamo detto è più facile da conservare e, se macinato al momento, ha sicuramente più aroma.

Tenete presente che i chicchi di caffè si considerano all’apice della freschezza e dell’aroma a partire dalle 18 ore e fino a 10 giorni dopo la tostatura (dipende dalla qualità del caffè). Subito dopo la torrefazione i chicchi di caffè liberano diossido di carbonio e l’emissione è particolarmente intensa nelle prime 24 ore. Se viene consumato in questa fase, l’anidride carbonica che si dissolve nell’acqua conferisce un gusto acido al caffè rendendolo cattivo. Consumando caffè fresco, se avvertite un odore acre, lasciate che i gas si dispendano prima di utilizzarlo.

L’importanza dell’acqua

Fondamentale per la preparazione di un buon caffè è la qualità dell’acqua. Abbiamo detto che non deve essere né troppo né troppo dolce. Se quella del rubinetto ha questi problemi potete aggiungere un pizzico di bicarbonate all’acqua dura e un pizzico di sale all’acqua dolce. Oppure usare acqua minerale non gassata, ma non l’acqua distillata che è priva di sali minerali e conferisce un gusto cattivo al caffè.

Preparare un buon caffè con la moka

La polvere nella moka va pressata oppure no? Qui diciamo di no: il filtro va riempito fino all’orlo senza comprimere la polvere di caffè, che va arieggiata perforandola con i rebbi di una forchetta. Per incrementare l’aroma della bevanda si può aggiungere qualche pezzetto di guscio d’uovo pulito alla miscela nel filtro.

Come insaporire il caffè

Per avere un caffè in tazzina dal gusto insolito e avvolgente si possono aggiungere alla polvere un pizzico di cacao amaro, un pizzico di canella macinata o un pizzico di vaniglia macinata. Per un caffè originale e profumato potete procurarvi dei petali di rosa non trattati chimicamente, farli seccare, sbriciolarli e usarli per aromatizzare il caffè second un’antica usanza Indiana.

La qualità della materia prima: il caffè

Di caffè ne esistono fondamentalmente due qualità, la robusta e l’arabica, che si differenziano per contenuto di caffeina (sostanza alcaloide eccitante) e aroma. La robusta è coltivata soprattutto in Africa e Indonesia, contiene più caffeina (2-3%), ha meno aroma ed è la meno costosa. L’arabica è coltivata soprattutto in Sudamerica e America Centrale, ha meno caffeina (1-2%), più aroma ed è proposta in più fragranze diverse.

ps: del caffè non si butta via niente, leggete come riciclare i fondi di caffè

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Pubblicato da Michele Ciceri il 17 agosto 2015