Coltivazione del porro

Coltivazione del porro

Coltivazione del porro: trapianto, messa a dimora, cure e coltivazione in vaso. Una guida completa su come coltivare il porro in pieno campo o in vaso.

Il porro è un ortaggio molto usato in cucina: la parte edule è rappresentata dalla porzione basale delle foglie caratterizzata dal tipico colore bianco. Come usare il porro in cucina? In mille modi! Al pari di una cipolla (ma più dolce) può essere consumato crudo o cotto.

Il porro è un alimento ricco di proprietà benefiche, è gustoso e occupa poco spazio nell’orto, quindi cosa aspettate a coltivarlo? Ecco tutte le istruzioni sulla coltivazione del porro.

Il porro, botanicamente noto come Allium ampeloprasum, è una pianta erbacea coltivata quasi esclusivamente nella zona del mediterraneo. E’ particolarmente apprezzata in cucina per il sapore più dolce e meno prepotente rispetto ad aglio e cipolla. E’ una pianta che si coltiva facilmente, è resistente e riesce ad adattarsi bene in diversi tipi di terreno. Per la coltivazione, potete scegliere un luogo in pieno sole (ma non nell’Italia Meridionale perché in estate, il porro soffre il caldo) o un terreno esposto solo in parte al sole. Meglio preferire un terreno parzialmente ombreggiato se la coltivazione avviene in un luogo caldo.

Quando coltivare il porro: il periodo per la semina e del trapianto

Il periodo giusto per la coltivazione del porro varia in base alla varietà selezionata.

  • – Varietà gigante d’inverno
    Si semina a marzo o si dirada a fine maggio
    Si raccoglie da gennaio dell’anno successivo
  • – Varietà Grosso di Rouen
    Si semina a marzo o si dirada a fine maggio
    Si raccoglie già a partire da fine estate
  • Excelsior
    Si semina a settembre
    Si raccoglie a maggio dell’anno successivo

Chi desidera iniziare la coltivazione del porro con la messa a dimora di piantine già ben sviluppate, può iniziare con il trapianto. Tradizionalmente il trapianto delle nuove piante si avvia a inizio settembre. Le piantine di porro pronte per la messa a dimora hanno un aspetto estremamente esile tanto che godono dell’appellativo di “matite” o “cannucce” per la somiglianza a questi due oggetti. Per la messa a dimora, scegliete una giornata poco ventosa e dal momento dell’acquisto all’impianto fate passare il minor tempo possibile.

La preparazione del terreno

Chi vuole coltivare il porro in vaso può scegliere dei cassettoni ben capienti e riempirli con un primo strato di materiale drenante e un terriccio con reazione di pH subacida e a medio impasto. Tra le piantine vi basterà lasciare pochi centimetri di spazio.

Chi coltiva in pieno campo e dispone di un terreno argilloso, dovrà cospargere con generosità una miscela di sabbia e torba. Solo dopo questo accorgimento potrete procedere con una profonda vangatura.

Coltivazione del porro

Se la messa a dimora (o la semina con il successivo diradamento) ha avuto successo, il porro non vi ruberà altre cure. Durante il periodo estivo dovrete irrigare la coltivazione con una certa frequenza così da mantenere il terreno fresco in modo costante. Per favorire lo sviluppo della parte commestibile del porro, è consigliato erpicare il terreno per arieggiarlo, rincalzare le piante ed eliminare le erbacce.

Sempre al fine di ottenere un prodotto tenero, bianco e dolce, si è diffusa la pratica agricola dell’imbianchimento.

L’imbianchimento richiede un po’ di impegno: quando i porri stanno per maturarsi, dovranno essere raccolti e trapiantati in buche più profonde dove è più facile assicurare un buon drenaggio ed evitare ristagni. Si lascia solo parte dello scavo aperto così da verificare la presenza di acqua stagnante sul fondo della buca. Lo spazio tra le piantine, pochi centimetri, dovrà essere riempito con una miscela di sabbia e di terriccio sciolto. L’imbianchimento del porro termina quando dalle buche profonde e dai mucchi di colmo spunterano soltanto i ciuffi terminali delle foglie e non i fusti (parte commestibile).

Per maggiori informazioni: come coltivare il porro.

Porro, proprietà

Nella medicina tradizionale cinese così come nella cucina macrobiotica, il porro è considerato un alimento riscaldante. Il porro annovera proprietà diuretiche e disintossicanti.

Pubblicato da Anna De Simone il 16 marzo 2016