Il bilancio energetico del legno

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Qual è il bilancio energetico del legno? Ebbene, la produzione del legno comporta un dispendio energetico cinque volte inferiore rispetto alla produzione dell’acciaio e undici volte inferiore rispetto a quella dell’alluminio. Anche rispetto alla produzione di cemento il legno è più ecologico e ha un’efficienza energetica più alta. Queste caratteristiche fanno del legno, oltre che il più antico materiale da costruzione anche il più ecologico ed energeticamente efficiente, certamente più dei metalli e dei materiali di sintesi.

Come per tutti i materiali, anche per lavorare, trasportare e infine montare in legno è necessario un certo dispendio di energia che incide sul bilancio energetico del materiale. Tuttavia, se la lavorazione del legno non è condotta secondo eccessivi sprechi, il bilancio energetico del materiale legno è sempre positivo, come dimostrabile attraverso dei calcoli di cui ci limitiamo a dare una traccia.

Facendo una stima approssimativa, si può dire che su 1 metro cubo di legno circa il 75% può diventare legname per costruzione, mentre il 25% sarà scartato e utilizzato come legna da ardere, cioè combustibile per riscaldamento o per generare nuova energia. Perché il bilancio energetico è positivo? Perché la parte di legno che sarà bruciata restituirà più energia di quanta ne verrà spesa per la lavorazione e i trasporti, senza la produzione di rifiuti irrecuperabili legati alla produzione.

Va aggiunta un’altra cosa: la produzione di CO₂ determinata dalla combustione del legno di scarto che si trasforma in energia risulterà comunque in equilibrio con la quota di CO₂ prodotta dalla pianta durante la sua esistenza biologica, senza incidere sul bilancio energetico.

Posto che l’utilizzo del legno in tutte le attività umane (costruzioni, arredamento…) ha un saldo energetico positivo e sicuramente migliore di quasi tutti gli altri materiali, resta da sfatare il pregiudizio in base al quale l’impiego di legno causa l’impoverimento del pianeta per via dell’abbattimento di alberi. Ciò non corrisponde al vero perché il bosco è una miniera inesauribile di legno, a patto che sia gestito con intelligenza.

La Svezia, maggior esportatore europeo di legname da costruzione, non rischia la deforestazione e anzi la sua superficie boschiva aumenta. Anche in questo caso si può dire che il bilancio energetico è positivo, risultato di una politica attenta di coltivazione sostenibile che accompagna tagli programmati e regolamentati di alberi a interventi di ripiantumazione.

Ciò che invece va sicuramente evitato è l’impoverimento della foresta primaria legato a pratiche scellerate come la creazione di nuovi pascoli, la cementificazione e la domanda di essenze esotiche nell’industria dell’arredamento; queste certamente sì pratiche a bilancio energetico negativo. Una buona e necessaria risposta è l’uso esclusivo di legno proveniente da zone a coltivazione e taglio controllati contraddistinto dal marchio ecologico FSC oppure PEFSC o UFAM. Se si tratta di mobili cè la certificazione ICEA a garantisconore il processo produttivo a impatto zero,

Pubblicato da Michele Ciceri il 2 agosto 2013