Conoscere il legno per usarlo bene

Tronchi di alberi

Il legno è il materiale ecologico per eccellenza e la più antica delle risorse naturali rinnovabili, ma non la meglio conosciuta. Luoghi comuni ed equivoci sull’uso di questo materiale primario si sprecano. È sbagliato per esempio pensare che non utilizzando il legno si risparmiano piante e dunque si protegge l’ambiente: il bosco è infatti una miniera potenzialmente inesauribile, se ben gestita con un’oculata politica dei tagli, e diffidare del legname serve solo a orientare il mercato delle costruzioni verso materiali solo apparentemente più efficienti, come calcestruzzo, metalli e plastiche, ma in realtà molto più inquinanti.

Il taglio degli alberi è un danno ambientale?

I Paesi che fanno del commercio del legname una risorsa economica attuano nel proprio interesse programmi rigorosi di mantenimento e sviluppo delle superfici forestate. Il bosco è una miniera naturale potenzialmente inesauribile, a patto di garantirne l’equilibrio. Il problema globale della deforestazione, che riguarda vaste aree del pianeta, è legato ormai quasi esclusivamente alla brama di nuove aree edificabili o da dedicare al pascolo, e non alla produzione di legno.

Il consumatore oggi ha la possibilità di contribuire in modo attivo alla sostenibilità della risorsa legno da comportamenti indiscriminati. Per esempio scegliendo legno proveniente da coltivazioni certificate FSC che rispettano il delicato equilibrio della foresta primaria (da difendere come tesoro di biodiversità), e diffidando dalle réclame tipiche degli anni Ottanta (se ne vede ancora qualcuna) che promettevano “il profumo dell’Africa” con l’acquisto di un mobile d’arredamento. Le essenze esotiche sono indubbiamente le più a rischio, ma esistono valide alternative.

Qual è il bilancio energetico della risorsa legno?

Anche il bilancio energetico della risorsa legno è positivo. Su 1 mc di legno circa il 75% può essere usato per costruire, con il restante 25% che viene scartato ma utilizzato come nuovo combustibile per riscaldamento o per produrre nuova energia. Se la lavorazione del legno non è condotta con eccessivi sprechi, la parte di legno che verrà bruciata restituirà più energia di quanta ne è stata spesa per la lavorazione e i trasporti.

E per il problema dei parassiti?

La capacità del legno di resistere ai parassiti è decisamente sottostimata. Dando comunque per accettata la vulnerabilità ad alcuni attacchi, il legname può essere reso più resistente seguendo semplici regole di taglio della tradizione e corrette operazioni di dilavaggio e stagionatura (vedi più avanti).

Le strutture portanti di castagno, larice, pino e quercia possono fare a meno di ogni trattamento antiparassitario perché contengono sostanze naturali in grado di contrastare gli attacchi dei parassiti. Anche nel caso di altre essenze, i trattamenti nocivi che porterebbero sostanze inquinanti nelle abitazioni possono essere evitati con altri meno aggressivi, per esempio bagni di sali borici.

Quanto dura il legno?        

Molto più di altri materiali. La durabilità del legno è di gran lunga superiore a quanto si pensi (basti pensare alle case di una volta) e l’unica cosa che può migliorarla è un semplice trattamento impregnante con olii e cere naturali. Numerosi legni non necessitano di alcun trattamento esterno per aumentarne la durabilità, mentre servono trattamenti se si vuole preservare il colore del legno giovane (i raggi ultravioletti ingrigiscono il materiale), ma anche in questo caso lo si può fare con oli vegetali (olio di lino per esempio). Finiture estetiche sintetiche (impregnanti, turapori, flatting) sono sconsigliate e non aumentano la durabilità.

All’interno di una tavola di legno, il durame (legno maturo) è diverso dall’alburno (legno giovane). Per essere sicuri che il legname sarà il più durevole possibile, bisogna chiedere al fornitore di escludere l’alburno o di posizionarlo nei punti soggetti a minori sollecitazioni e agenti di invecchiamento.

In caso di incendio?

Lo strato più esterno delle strutture di legno si carbonizza proteggendo dal fuoco le parti più interne. Questo permette alle grosse travi di legno di resistere al fuoco più e meglio dei travetti di ferro.

Alcune cose utili (e curiose) da sapere

Il legno migliore è quello tagliato in inverno, quando le attività vitali della pianta sono rallentate, la porosità è ridotta e i tronchi sono poveri di linfa. Nella migliore lavorazione tradizionale, il legname viene dilavato dalla linfa residua ed essiccato per essere reso inappetibile dai parassiti. Un ulteriore trattamento antiparassitario viene fatto con sostanze prodotte dalla pianta stessa (corteccia e foglie).

La luna influenza il movimento linfatico nelle piante e a seconda delle fasi lunari il legno risulta più adatto come materiale da costruzione, oppure come combustibile. Nel calendario biodinamico sono indicate le giuste scadenze per il taglio del legno in funzione dell’uso.

Il legno è un materiale vivo e la struttura orientata dell’albero, con le radici in terra e la pianta in cielo, rappresenta una polarizzazione che dovrebbe essere rispettata anche nell’utilizzo del legname. Ecco perché le estremità delle tavole polarizzate positivamente dovrebbero essere rivolte verso l’alto, oppure verso nord o verso est. Questo aspetto veniva osservato nelle costruzioni antiche, soprattutto quelle a carattere sacro.

 

 

Pubblicato da Michele Ciceri il 23 agosto 2012