Bike sharing a flusso libero Mobike a Firenze e Milano

Bike sharing a flusso libero

Bike sharing a flusso libero, non “anarchico”, come si potrebbe pensare, e nemmeno alla maniera di Joyce come un flusso di coscienza non sempre facile da seguire. Il Bike sharing a flusso libero di Mobike è una iniziativa molto più pragmatica e concreta, e soprattutto è realtà anche in Italia, finalmente. Prima Firenze, poi Milano, e via via – si spera – in altre aree. Iniziamo a capire di cosa si tratta e come può cambiare le nostre vite.



Bike sharing a flusso libero: che cosa significa

Arriva grazie alla cinese Mobike ed è gestito da un sistema totalmente automatizzato basato su un’app gratuita per smartphone che, grazie al gps, ci consente di vedere le bici disponibili e di prenotarle, per poi sbloccarle quando ci saliamo in sella. Va da sé che, a termine uso, le possiamo bloccare di nuovo, sempre con la stessa app, sempre in modo molto pratico e veloce.

Non è un servizio gratuito, il Bike sharing a flusso libero, e nemmeno quello “tradizionale”, ma per pagare, con Mobike, si può usare la app attraverso cui possiamo segnalare guasti e malfunzionamenti.

Mobike a Firenze e Milano

Prima a Firenze, il 2 agosto, poi a Milano il Bike sharing a flusso libero è partito e sta prendendo piede! Nel capoluogo lombardo sono stati già annunciati grandi numeri: 12mila nuove biciclette con app e gps, pronte per essere prese in prestito e poi lasciate al futuro utente dove desideriamo, di volta in volta.

Ecco la prova su strada del bike sharing Mobike effettuata a Milano dal nostro managing Director Matteo Di Felice, con foto e impressioni a caldo.

Con Mobike vengono messi a disposizione biciclette senza stallo, in particolare è la città di Milano a voler scommettere su questo upgrade del bike sharing, servizio già presente da anni e gradito ai cittadini (e ai pendolari di corto raggio), tanto che Bikemi, conta già oltre 60mila abbonati l’anno con un record giornaliero dei prelievi appena registrato, ad aprile 2017, di quasi 24mila.

Al di là dell’aria di innovazione e di rispetto dell’ambiente, che un servizio come il Bike sharing a flusso libero porta in città, esso va a risolvere anche il problema del numero di auto, decisamente da ridurre. Con il via vai che c’è a Milano, “sono sempre troppe” verrebbe da pensare. Benvenuto quindi questo Bike sharing a flusso libero che non può che allargare le utenze del bike sharing.

Bike sharing a flusso libero

Mobike: start up cinese

Non è l’unica a proporlo, ma è certo stata tra le prime a farlo. E’ la startup cinese Mobike che è riuscita ad arrivare anche in Italia con una app ritenuta anche in patria una delle più cool e che di certo ha favorito il boom di bike sharing anche tra i cinesi. Ci si augura che faccia lo stesso effetto anche a Firenze e a Milano.

Nel mondo, dalla Cina ma anche da altri paesi, si stanno però diffondendo modelli di Bike sharing a flusso libero diversissimi tra loro per prestazioni e prezzi, può essere quindi che arriverà presto la concorrenza. Mobike, in Cina, dopo appena un anno dalla sua integrazione con We Chat, ha registrato 24 milioni di nuovi utilizzatori, propone delle bici con un ottimo design in alluminio e dotate di cestino e sellino in pelle regolabile, munite di gps, tessera sim e lucchetto intelligente brevettato che viene sbloccato/bloccato tramite l’app.

Bike sharing a flusso libero: vantaggi e rischi

I rischi di un servizio come questo sono da rilevare sul campo. Sono legati in parte ai malfunzionamenti o agli imprevisti che riguardano tutte le iniziative “innovative” e che necessitano di dispositivi e di reti ben funzionanti. Ci potrebbe essere un problema di “flusso”, visto che è “libero”, ma ci si immagina che siano stati realizzati consistenti studi in merito.

Passando ai vantaggi, Mobike per prevenire furti e danni ha fatto in modo che nessun componente di Mobike possa essere utilizzato su altre biciclette. Se qualcuno cerca di portare via direttamente l’intera bici, deve sapere che è tracciabile con il gps e munita di antifurto. Quando ci troveremo a usare una di queste bici, omologate e assicurate, se ci capitasse di riscontrare guasti e malfunzionamenti, potremo segnalarlo riportando il numero identificativo della bici e la descrizione del problema, tramite app.

Bike sharing a flusso libero

Bike sharing a flusso libero: costi

In questa fase di lancio, tra Milano e Firenze, le tariffe sono promozionali. Quella base per un periodo di 30 minuti è di 30 centesimi, arriverà poi a 50, mentre il deposito è di 1 euro, ma diventerà ben 50 euro. Chi però ha intenzione di usare il servizio di Bike sharing a flusso libero regolarmente, potrà abbonarsi grazie a formule mensili, trimestrali, semestrali e annuali.  Chi danneggia o usa male le bike, verrà penalizzato, inizialmente, e poi gli verrà cancellato l’abbonamento.

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Pubblicato da Marta Abbà il 28 luglio 2017