Anemone di mare

Anemone di mare

L’anemone di mare non è l’unico anemone che incontriamo in natura, con lo stesso nome c’è anche il fiore, un bel fiore. L’uno, marino, e l’altro no, in comune questi due anemoni hanno la bellezza e il colore, lo stile sgargiante che li rende riconoscibili e ce li fa rimanere impressi nella mente.



Anemone di mare

Quello di mare è una creatura molto colorata, parente stretta del corallo e della medusa. Sta sempre, o quasi, attaccato a delle rocce, si tratta a tutti gli effetti di un polipo urticante che frequenta i fondali marini, può abitare anche vicino alle barriere coralline, le sue giornate trascorrono in attesa che un pesce passi così vicino da poter essere afferrato.

Gli anemoni marino sono costituiti da un corpo cilindrico con al centro una corona di tentacoli che si rivelano molto sensibili. Se li si tocca appena, rilasciano, anzi, per meglio dire, sparano una sorta di dardo velenoso a forma di arpione iniettando una neurotossina paralizzante nella sfortunata vittima.

Per tutte le informazioni: anemone in acquario

Pur essendo colorati, non sono un incontro gradevole in mare, ne esistono oltre 1,000 specie, non tutte vivono alla stessa profondità che, per ciascuna di esse, può variare tra gli 1,25 centimetri e i quasi 2 metri. In alcuni casi, solo per alcune varietà di anemoni, si trovano casi di simbiosi con le alghe verdi. Un’altra creatura marina che ha delle simbiosi interessanti è il Paguro Bernardo

Anemone: fiore

Passiamo alle piante che portano il nome di anemone: appartengono alla famiglia delle ranunculaceae e possono provenire dal Sudafrica o dal Sud America. Il loro nome richiama l’idea di “fiore del vento”, spiegato con il fatto che ha delle fragili corolle molto sgargianti ma che, con il vento, si rovinano facilmente. Anche le foglie, sparse e poco consistenti, sono in balia del vento.

Che i fiori siano bianchi, rosa, gialli, azzurri o rossi, sono debolmente velenosi per via della presenza di protoanemonina, sostanza irritante per le mucose e per la pelle. Dobbiamo fare attenzione noi e tenere lontano anche gli animali domestici e il bestiame finché il fiore è fresco, se è invece essiccato, allora non ha più questo effetto.

Anemone fiore

Anemone japonica

La varietà japonica fiorisce tra l’estate e l’autunno ed è molto decorativa, arriva anche ad un metro di altezza e produce fiori di grandi dimensioni che si aprono in successione. Alcune piante possono avere il fiore doppio, altre invece semidoppio oppure semplice, come colori si possono trovare il bianco, il rosato o il rosso. Per assicurarsi che questo anemone fiorisca al meglio e duri a lungo, teniamolo in luoghi ombreggiati e protetti senza mai fargli mancare l’acqua ma nemmeno esagerare.

Anemone fiore

Anemone coronaria

Questa specie è spesso utilizzata per ricavare fiori recisi, è una di quelle più rustiche, resiste bene al freddo e produce fiori semplici o doppi in grande abbondanza. Possono essere bianchi, ma anche rossi, blu e addirittura violacei, affiancati a foglie color verde carico.

Tra gli altri tipi di anemone troviamo il Fulgens, con i suoi fiori colorati di rosso-vivo, e il Nemorosa, usato in erboristeria e in omeopatia per la cura della depressione, della cistite, di alcuni disturbi gastrici o del sonno.

Anemone blanda

Prende il nome dal Monte Baldo, il suo nome scientifico è Anemone baldensis ed è una piccola pianta con fiori bianchi che arriva massimo a 25 cm e spesso non presenta foglie.

Anemone blanda

Anemone selvatico

All’anemone selvatico associamo oltre al fiore anche una ottima crema profumata che ha un forte effetto tonificante, da provare a 17 euro su Amazon. Nel frattempo, approfondiamo il lato leggendario di questo fiore che prende il nome da una ninfa della corte di Flora.

Il mito racconta che Zeffiro e Borea s’innamorarono di lei, ma Flora indispettita e gelosa di Anemone, decise di punirla trasformandola in un fiore destinato a schiudersi precocemente subendo la potenza dei venti di tramontana. Essi senza pietà la scuotono e spargono nell’aria i suoi petali che, a primavera, hanno già un’aria avvizzita.

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Pubblicato da Marta Abbà il 28 giugno 2018