Paguro bernardo: simbiosi

Paguro bernardo

Paguro Bernardo, o Pagurus bernhardus, sembra un nome di fantasia ma esiste davvero questa creatura e anche il nome che dai tempi di Linneo le è stato dato. Si tratta di un crostaceo decapode appartenente alla famiglia Paguridae. Il nome di Paguro Bernardo è in verità un po’ vago perché ci sono almeno 4 specie da distinguere: Dardanus calidus, Dardanus arrosor, Pagurus bernhardus e Paguristes eremita. Si tratta di un animale non certo aggressivo, piccolo come è, ma ufficialmente carnivoro visto che si nutre di tutto ciò che è di origine animale, dagli scarti di pesci a quelli di molluschi e crostacei



Paguro Bernardo: caratteristiche

Non supera la lunghezza di 40 mm questo crostaceo che senza il carapace che lo protegge, risulta avere un corpo molle. Man mano che cresce, cambia le sue “vesti”, lascia la conchiglia in cui ha abitato fino a quel momento per andare ad abitare in un’altra che sia della sua taglia.

Tra i paguri che vivono nelle zone del Mediterraneo, il Paguro Bernardo è uno dei paguri più grandi anche se ai nostri occhi resta un animale piccolo, a confronto con altri crostacei- A guardarlo bene si nota che il suo corpo indifeso, senza conchiglia a proteggerlo, è ricoperto da peli bianco-gialli, ha poi due chele striate prive di peli ma non molto affilate.

E’ un animaletto con grandi peduncoli oculari con striature che possono andare dall’arancio al rosso non molto acceso, quanto alla conchiglia, può essere decorata da altri abitanti del mare tra cui l’attinia Calliactis parasitica e la spugna Suberites domuncula.

Paguro Bernardo: caratteristiche

Paguro Bernardo: simbiosi

Uno dei motivi per cui il nostro Paguro Bernardo è noto e risulta particolarmente osservato anche dai non esperti, è la sua “collezione di attinie”, esseri con cui vive in simbiosi. Non le rapisce né le maltratta, tra queste due specie diverse, paguro e attinia, avviene uno scambio paritario, o così a loro stessi risulta, detto in gergo “protocooperazione”.

L’attinia produce delle cellule urticanti che offrono protezione al paguro, spesso minacciato da nemici. A sua volta l’attinia può sfamarsi facilmente captando gli avanzi di cibo che il Paguro Bernardo fa cadere durante il pasto e che andrebbero dispersi in acqua. Visto che il crostaceo si sposta spesso, l’attinia ne approfitta anche per prendere un passaggio e muoversi da un luogo all’altro assieme al suo amico.

Paguro Bernardo: simbiosi

Paguro Bernardo: attinia

Vediamo meglio l’attinia, questa compagna di avventure scelta dal Paguro. Quando viene turbata e/o ha paura, emette dei caratteristici filamenti bianchi e urticanti detti aconzie e che al paguro risultano molto utili. Spesso diverse attinie stanno sulla conchiglia pagurata, si dividono serenamente lo spazio che c’è su questa superficie e decorano l’animale rendendolo molto affascinante.

Ci si chiedere però cosa accade quando il Paguro Bernardo, con la sua bella conchiglia con attinie, deve lasciarla perché ormai diventata stretta, andando alla ricerca di un’altra casa più comoda. Non le abbandona, se è ciò che si teme. Ma le trasferisce piano piano, una alla volta, con cura, dedizione ed estrema pazienza. Un esempio per chi si trova a traslocare e non ha voglia.

In media un paguro ha sulla propria conchiglia quattro o cinque attinie che si presentano come pennacchi fioriti, anche di colori diversi, con un effetto davvero spettacolare.

Paguro Bernardo: attinia

Paguro Bernardo: favola  

L’idea di questo crostaceo che cambia casa è affascinante e c’è chi ci ha scritto una bella favola per bambini dai 5 anni in su: “Una casa per il paguro Bernardo” di Eric Carle che scrive e illustra, una storia semplice ma che allo stesso tempo permette di conoscere meglio una creatura del mare ed esplorare, attraverso le sue avventure “immobiliari”, un angolo di universo marino.

Pubblicato da Mondadori, adatto a lettori dai 4 anni in su, questo volume ha come protagonista un vero paguro Bernardo, opportunamente disegnato, e colto in quel momento della vita in cui, diventato troppo grande, deve cambiare la sua casa-conchiglia. Ad aiutarlo intervengono tanti nuovi amici tra cui un anemone, un corallo, una stella marina, un riccio, una chiocciola di mare e un pesce lanterna.

Paguro Bernardo: favola

Paguro Bernardo: immagini

Non è difficile scovare un Paguro Bernardo dalle nostre parti perché vive tranquillamente lungo le coste Europee, nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico, su fondali rocciosi o sabbiosi da 2 a 80 metri di profondità. Si muove ed è sensibile ad ogni movimento altrui, sta sui sassi e sui fondali marini, appena avverte un pericolo potenziale rientra nella conchiglia fino a quando la situazione si è calmata. Non riesce però a difendersi dalla plastica nel mare che è un pericolo anche per la sua salute come per quella di molti altri animali.

Questo animale si può anche allevare ma è necessario ricostruire il suo habitat naturale con rocce e anfratti in modo che si trovi a suo agio. Va tenuto da solo in un acquario, però, perché in uno spazio chiuso un esemplare “vicino di casa” potrebbe dargli fastidio o rubargli una nuova conchiglia/casa.

Chi non è pratico può sbagliare e farsi ingannare dal nome, esistono infatti anche i molluschi della pelle e nulla hanno a che fare con il nostro Paguro e i suoi amici

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Pubblicato da Marta Abbà il 6 maggio 2018