Uccelli da compagnia: come scegliere quello giusto

uccelli da compagnia

Uccelli da compagnia: ma quali uccelli? e per fare compagnia a chi? Non è da sottovalutare la scelta tra uccelli da compagnia, in apparenza banale.



Si etichetta una serie di differenti specie sotto il nome di uccelli da compagnia senza tener conto che, quando si tratta di relazioni, anche tra uomo e uccello, affidarsi al destino, non è buona pratica. soprattutto se si va poi incontro a rumori fastidiosi, per sé stessi, o per i vicini. A gabbie da pulire due o tre volte al giorno ritrovandosi a “tagliuzzare un po’ di mela per il pennuto”, prima di uscire per cena con amici, altrimenti “fa il matto”.

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No, meglio pensarci prima, meglio scegliere uccelli di compagnia che fanno per noi. E se siamo troppo esigenti, si può sempre ripiegare su chi se apre bocca, non potrà certo essere zittito. Come Elvis. Oppure la bella e affascinante Marilyn : sfido qualcuno a dire di tacere al suo bel faccino biondo. Vicini di casa compresi.

Tra gli uccelli di compagnia in piume e ossa, tra i più gettonati ci sono i canarini: piccoli e adattabili, longevi e capaci di gestire la solitudine, anche cantando, come sa fare meglio di tutti il maschio, capace di vere e proprie serenate per la propria padroncina. O per la vicina, che non oserà brontolare. Non ufficialmente, almeno.

Piccoli, graziosi, uccelli di compagnia buona, se non ottima, ma non pretenziosi, anche il Diamante di Gould e altri diamanti australiani, sempre passeriformi, ma dai colori sgargianti del piumaggio. Anche l’occhio vuole la sua parte, non solo l’orecchio, ma non coltiviamo la speranza che questi ultimi se ne stiano zitti. Se ciò che desideriamo è un uccello da compagnia che stia in silenzio, meglio optare per un simpatico ed oscillante giochino senza piume né voce.

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I pappagalli sono senza dubbio gli uccelli da compagnia ideali per i socievoli, per chi ama contornarsi di persone, cose, voci. E per chi non trova le parole: ci pensano questi uccelli da compagnia a farlo per lui. Definiti universalmente, senza scuse, “piuttosto rumorosi”,  i pappagalli hanno anche orari fissi per blaterare e fare versi, e se il tramonto potrebbe essere accettabile, l’alba, un po’ meno. Per essere da compagnia, i pappagalli sono senza dubbio uccelli da compagnia. Pure troppo, direbbe qualcuno.

Anche tra questi socievoli pennuti, come tra i socievoli umani, sono doverose le distinzioni.

Alcune specie, come Ara e Conuri, sono particolarmente rumorose, mentre altre, come i Pionus o i Poicephalus, lo sono molto meno. Per chi è alla prima esperienza con gli uccelli da compagnia, meglio una Calopsitte. Con la sua taglia piccola, è sicuramente più semplice rispetto a un Cacatua, di dimensioni medie, origini australiane. E una cresta bianca, erettile, che fa impazzire, non solo gli aspiranti punk. I Cacatua sono uccelli da compagnia molto dolci e affettuosi, sono da compagnia nel vero senso della parola, e se gli manca, se uscite troppo, soffrono molto.

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Sempre di origini australiane tra gli uccelli da compagnia spunta il pappagallino ondulato. Piccolo, molto attivo, socievole e intelligente, ripete senza assillare, vi cerca dalla sua gabbietta, ma sa gestirsi anche il suo tempo. Soprattutto se messo in una voliera ampia, in coppia, e con tanti appoggi su cui arrampicarsi. Questo da una tregua alle nostre orecchie: non sempre si ha voglia di sentirsi ripetere ciò si è detto giorni prima, magari anche per sbaglio. Magari è un proposito non mantenuto, o una verità che fa male.

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Pappagalli o canarini, socievoli o sociopatici, gli uccelli da compagnia vanno sempre comunque scelti giovani ma già completamente svezzato e affidandosi ad un allevatore di fiducia. Meglio non basarsi solo sull’estetica, se poi non si vuole passare la propria giornata con i tappi nelle orecchie. Oppure a pulire gabbie. Chi degli uccelli da compagnia vuole solo sentire il suono, meglio che, invece che una voliera, appenda nella propria casa un bel orologio canoro. Chi vuole invece una compagnia in cucina, silenziosa ma simpatica, trova nella la giusta misura in una lattiera elegante e simpatica, che deve mettere il becco ovunque si voglia. 

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Pubblicato da Marta Abbà il 3 marzo 2015