Bengalini: prezzo e canto

Bengalini

Bengalini, gioiosi uccellini che troviamo spesso nelle case di chi non si può permettere di tenere un cane o un gatto, ma non sono solo un ripiego! Sono simpatici e di compagnia, hanno un carattere docile e vivace, le loro dimensioni permettono loro di essere sistemati in appartamenti anche non grandi per riempire l’atmosfera di melodie.



Bengalini: canto

Sembra impossibile che in questi 10 cm di esserino si produca un canto come quello dei Bengalini. Questa dote preziosa non dipende dal colore della livrea, se ne trovano infatti delle tinte più varie ma tutti intonati. Diluito, Guancia, Faccia Nera, Ciuffato, Bruno, Dorso Chiaro, Mascherato, Pinguino, Isabella, Becco Giallo, e poi Bianco, Pezzato, Arricciato, Petto Arancio, Agata, dipende anche da dove li stiamo cercando.

In natura vivono in Australia e nelle isole della Sonda, amano il bosco se attraversato da corsi d’acqua, la buona compagnia e qualche “bagnetto” ogni tanto. In gabbia non facciamogli mai mancare una piccola vaschetta.

Bengalini

Bengalini colorati

Sono coloratissimi ed è difficile tracciarne le sfumature, ma è invece possibile notare le forti differenze tra maschio e femmina. Il primo ha guance quasi rosse, fianchi marroni con punti sparsi bianchi, il becco rosso intenso, le femmine, oltre al becco arancione, non hanno le guance di colori vivaci e in generale sono meno appariscenti, niente macchie e sono anche più taciturne. Smontano tutti gli stereotipi sul dismorfismo sessuale esistenti in natura, o quasi.

Bengalini: cosa mangiano

Non si può cantare bene se non si è in perfetta forma e per esserlo i Bengalini stanno attenti a cosa mangiano. Di solito per quelli in cattività si consiglia una miscela di semi preparata per uccellini esotici con prevalenza di scarola e miglio bianco. Questa va integrata però con frutta e verdura mai “servita fredda” e ben lavata. Se volete fare felici i Bengalini dategli mele e mandarini, oppure spinaci, cetrioli, zucchine, lattuga e carota.

L’osso di seppia è fondamentale se si hanno dei Bengalini in gabbia, anche un rifornimento di acqua fresca è importante e un biscotto specifico per esotici una volta alla settimana può essere un vizio da concedere loro. La mangiatoia va scelta con cura in modo che sia pratica per i nostri ospiti ma allo stesso tempo anche per noi che dobbiamo riempirla e pulirla.

Bengalini: riproduzione

Dopo i primi sei mesi di vita hanno già raggiunto la maturità sessuale ma meglio aspettare che ne passino altri sei per farli riprodurre, per una questione di salute e di successo di nascite. Il nido è molto importante per la riproduzione, può essere a pera, il migliore per gli esotici ma meno a chi lo deve pulire.

L’alternativa è la cassetta di legno verticale con camera di incubazione o con frontale semiaperto, in entrambi i casi va preparato con fili di iuta, striscioline di stoffa, paglia, fieno e rametti di legno. Torniamo alla riproduzione dei Bengalini, ogni volta vengono deposte 5/6 uova in media, da covare due settimane.

Bengalini appena nati

Di solito hanno un piumaggio simile a quello delle femmine, i Bengalini appena nati, al di là del loro sesso, e un becco grigio, bruno o bianco. Proprio la colorazione del becco permetterà ai neo-genitori di identificare i propri piccoli che saranno svezzati in quattro settimane.

Se stiamo gestendo tutto noi a casa, ricordiamoci che i Bengalini diventati autonomi vanno sistemati in una gabbia separata dove poter fare le loro prove di volo in piena autonomia.

Bengalini

Bengalini: prezzo

Il prezzo dei Bengalini non è affatto impegnativo, considerando anche la gradevolezza di questi animali. Uno di questi uccellini può costare dai 10 ai 20 euro, gabbia e attrezzature sono facili da reperire on line o in un negozio di animali e per la nutrizione, si tratta di mangime e di cibi non pregiati.

Bengalino moscato

Una delle varietà più comuni di bengalino è quella del bengalino moscato, un piccolo colorato uccellino di circa 10 centimetri di lunghezza, con i maschi leggermente più grandi rispetto alle femmine. Nonostante il dismorfismo sessuale, questi uccelli hanno sempre un aspetto minuto, li si riconosce dal becco sottile e appuntito, forma di cono, ma non solo. La loro livrea durante tutto l’anno sfoggia un colore bruno-grigiastro, più scuro su ali, dorso, sottocoda e coda dove arriva ad essere anche nero. Le piume sono invece più chiare su petto e ventre, mentre su ali e fianchi appaiono anche dei puntini color bianco candido. A caratterizzare questi bengalini anche una banda nera che partendo dai lati del becco raggiunge l’occhio.

Nel periodo riproduttivo, iniziamo a scorgere delle differenze di colore tra maschi e femmine con il maschio che imprevedibilmente assume un colore rosso intenso su testa, dorso, petto e fianchi, con sfumature gialline sul ventre più o meno marcate a seconda della sottospecie. Le zampe non cambiano colore, invece: sono e restano color carnicino, lo stesso vale per gli occhi bruno-rossicci mentre il becco cambia colore ma solo a seconda della stagione. E’ rosso da maggio a novembre, più scuro in dicembre fino a divenire completamente nero in aprile.

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Pubblicato da Marta Abbà il 11 Ottobre 2018