Turismo e cambiamenti climatici

turisti trekking

Turismo e cambiamenti climatici” è il nuovo articolo frutto della collaborazione tra l’Area Valorizzazione e Impatto della Ricerca e Public Engagement – Agorà Scienza– e dalGreen Office UniToGO dell’Università di Torinocon laIdeeGreen S.r.l. Società Benefit.

L’articolo riprende i testi del prof. Riccardo Beltramo e del prof. Stefano Buglio pubblicati nell’opera “Lessico e Nuvole: le parole del cambiamento climatico”, la seconda edizione della guida linguistica e scientifica per orientarsi nelle più urgenti questioni relative al riscaldamento globale, curata dall’Area e dal Green Office.

La versione gratuita di Lessico e Nuvole, sotto forma di file in formato .pdf, è scaricabile dalla piattaformazenodo.org.

La versione cartacea e l’eBook sono acquistabili online sulle seguenti piattaforme di distribuzione:

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Tutto il ricavato delle versioni a pagamento sarà utilizzato dall’Università di Torino per finanziare progetti di ricerca e di public engagement sui temi dei cambiamenti climatici e della sostenibilità.

Il rapporto tra turismo e cambiamenti climatici

La definizione del rapporto fra cambiamenti climatici e turismo è molto complessa per due ordini di ragioni.

La prima risiede nel fatto che sotto la voce “turismo” sono presenti attività e attori molto eterogenei, sia per la tipologia di ambiente interessato e, quindi, di destinazione turistica (montagna, mare, città d’arte) che in termini di filiera (trasporti, ospitalità, servizi, ristorazione, eventi).

In secondo luogo, la relazione è duale: da un lato, infatti, il settore turistico contribuisce ai cambiamenti climatici e dall’altro ne subisce le conseguenze che, in determinati casi, possono portare a ridiscutere la sostenibilità economica e ambientale delle destinazioni stesse.

Il valore economico del turismo

Il turismo oggi è uno dei settori economici più significativi a livello globale, contribuendo per circa il 10% al Prodotto Interno Lordo mondiale.

In termini di contributo ai cambiamenti climatici, gli ultimi dati pubblicati a cura della United Nations World Tourism Organization – UNWTO (nel 2008), e dal International Transport Forum – ITF (ultimo rapporto del 2019), evidenziano come nel 2016 le sole emissioni associate al trasporto dei turisti abbiano contribuito per il 5% del totale delle emissioni da origine antropica.

Il rapporto, stilato prima della pandemia da Covid-19, prevede entro il 2030 un ulteriore incremento dello 0,3%, con una proiezione che stima un aumento del diossido di carbonio (CO2) fino a circa 2.000 milioni di tonnellate entro tale anno.

Se gli spostamenti rappresentano la voce più importante, in termini di contributo al cambiamento climatico da parte del settore turistico (WTO, 2008), è necessario completare il quadro aggiungendo le emissioni di CO2 derivanti da altri due sotto-settori: ospitalità e attività turistiche.

La WTO (2008) evidenzia come tali sotto-settori pesino, rispettivamente, per il 21% ed il 4% al totale delle emissioni imputabili al turismo nel suo complesso. Allo stesso tempo, il comparto turistico si trova nella condizione di dover affrontare le sfide derivanti da un fenomeno che esso stesso sta contribuendo ad acuire.

Che le destinazioni turistiche e l’industria del turismo siano particolarmente sensibili deriva dal fatto che il clima stesso ha un ruolo fondamentale nel definire la lunghezza della stagione turistica nonché sulla sua qualità e tali fattori, da soli o combinati fra loro, influenzano la destinazione scelta dal turista (WTO-UNEP, 2008) e, conseguentemente, la propensione alla spesa e le ricadute economiche sulle comunità ospitanti.

Le conseguenze dei cambiamenti climatici sul turismo

Non a caso, quindi, il tema delle conseguenze dei cambiamenti climatici sul turismo è ampiamente dibattuto a livello internazionale da diversi anni.

Già nel 1999 la World Wide Fund for Nature – WWF – nell’analizzare gli impatti potenziali sul turismo in diverse destinazioni, fra cui le Alpi europee e l’area del Mediterraneo, affermava come entrambe le regioni avrebbero potuto perdere parte della propria attrattività turistica.

Un esempio su tutti è rappresentato dal turismo montano, sia invernale che estivo.

Le stazioni sciistiche delle vallate alpine, a seguito della diminuzione dell’innevamento naturale, da diversi anni si vedono costrette a ricorrere a strategie adattive e in modo particolare al cosiddetto snowmaking (innevamento artificiale), che vede ricercatori, amministrazioni nazionali e locali, e associazioni impegnate nel comprendere le implicazioni economiche e ambientali di tali pratiche (Hahn, 2004).

Inoltre, gli eventi meteorologici estremi accentuano l’instabilità dei pendii, provocando frane, smottamenti, crolli in roccia e inondazioni. Questi fenomeni comportano l’incremento dei costi per la manutenzione di territori già fortemente rimaneggiati e diminuiscono la fruibilità di impianti e piste nel periodo estivo per attività quali trekking, mountain bike, downhill.

Più in generale, è l’intero sistema del turismo montano (ricettività in quota, quali i rifugi alpini ed escursionistici, sentieri, vie di arrampicata, percorsi alpinistici) a subire le diseconomie derivanti direttamente o indirettamente dai cambiamenti climatici.

prof. Riccardo Beltramo, Dipartimento di Management – Università di Torino; Gruppo Rifiuti UniTo Green Office UniToGO

prof. Stefano Duglio, Dipartimento di Management – Università di Torino; Coordinamento Cambiamenti Climatici UniTo Green Office UniToGO

Bibliografia

– Latini Gianni, Bagliani Marco, & Orusa Tommaso. (2020). Lessico e nuvole: le parole del cambiamento climatico – II ed., Università di Torino. Zenodo.http://doi.org/10.5281/zenodo.4276945

– CIPRA (2011). “Turismo nel cambiamento climatico. Una relazione specifica della CIPRA”. CIPRA International, Schaan, Liechtenstein.

– Hahn, F. (2004). “Innevamento artificiale nelle Alpi. Una relazione specifica”. CIPRA International, Schaan, Liechtenstein.

– Viner, D.; Agnew, M. (1999), “Climate Change and Its Impacts on Tourism”, WWF-UK, Norwich, UK.

– World Tourism Organization and United Nations Environment Programme (2008). “Climate Change and Tourism – Responding to Global Challenges”, UNWTO, Madrid.

– World Tourism Organization and International Transport Forum (2019), “Transport-related CO2 Emissions of the Tourism Sector – Modelling Results”, UNWTO, Madrid.