Spesa a km 0, ecco dove e perché farla

spesa km 0

La spesa a chilometro zero è sempre più amata e ricercata dagli italiani, soprattutto dalle donne. La spesa a km 0 è sinonimo di filiera corta, di sostenibilità ambientale, prodotti alimentari genuini e risparmio.

Grazie alla filiera corta si tagliano gli intermediari, si eliminano i prezzi legati al trasporto e alla grande distribuzione, raggiungendo così un risparmio finale che va a tagliare il 30% del prezzo. Il risparmio per l’acquirente finale non è l’unico vantaggio economico.

Con la spesa a chilometro zero si aiuta l’economia locale con una ridistribuzione del denaro: i soldini della spesa non vanno ad arricchire le casse di un unico ipermercato ma vengono ri-distribuiti tra i tanti coltivatori locali. Ciò che devi fare per accedere a una spesa a km zero è informarti sulle piccole aziende agricole del tuo territorio.

Come premesso, la spesa a km zero garantisce qualità e freschezza dei prodotti che sono raccolti al momento, quindi non si accumulano in celle frigorifere (quando va bene!), nei camion o sugli scaffali di un supermarket.

Quanto strada percorre il cibo prima di arrivare sulle nostre tavole? Il trasporto del cibo ha un grosso impatto economico nell’industria agroalimentare, costi che ricadono sul consumatore finale. Il prezzo del trasporto alimentare non è solo economico ma soprattutto ambientale: è stato calcolato che un pasto medio, prima di arrivare sulla tua tavola, percorre più di 1.900 Km e buona parte del trasporto è da attribuire all’acquirente. Con la spesa a km 0 si possono comprare alimenti che si sono formati sul posto! Senza un grammo di CO2 aggiunto per il trasporto.

La spesa a km zero fa per te?

Devo essere sincera. La spesa a km 0 non fa per tutti. Se sei abituata ai prodotti da banco potrai avere un impatto visivo non positivo. Le melanzane dell’orto non sempre hanno forme così lineari, le pesche non sono di certo così grande e se il piccolo contadino è abituato a fare zero trattamenti, potrebbe scapparci anche un vermetto! Con la spesa a km 0 non potrai acquistare prugne in pieno inverno, ne’ trovare cime di rapa nel mese di agosto. L’orto ha la sua stagionalità quindi le zucche tornano a spuntare in autunno e le ciliegie arrivano con l’inizio dell’estate.

Fare la spesa a km 0 significa acquistare in modo sano e consapevole, direttamente presso le aziende agricole del proprio territorio.

Se riesci ad accettare il fatto che potresti acquistare uova di dimensioni diverse (già, le galline non producono uova dalle dimensioni standard e talvolta il guscio può essere anche un po’ ruvido!), mandarini più piccoli e arance con il seme…. allora la spesa a km zero può fare per te e ne guadagnerai in salute e sapore!

Spesa a km zero a domicilio

Sono sempre più numerosi gli utenti interessati alla spesa a domicilio. Liberi professionisti che non hanno tempo di fare code alla cassa, anziane donne che non riescono più a uscire di casa, casalinghe disperate…. in che mondo frenetico viviamo? Spero tanto che le anziane donne abbiano un nipotino affettuoso al quale delegare il compito della spesa a km zero così come il libero professionista dovrebbe imparare a ritagliarsi i suoi spazi…. Poi se proprio non si vuole rinunciare alla praticità della spesa a domicilio (calcola che il corriere fa il tragitto di ritorno a vuoto) anche in ambito del km zero ci sono le aziende agricole che la propongono. Tra i vari, segnalo portaNatura che fa consegna a domicilio di spesa bio nelle zone di Genova, Torino e Milano. La spesa a domicilio torna molto utile per chi non possiede un’automobile e non sa come trasportare 8 o più buste della spesa.

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Pubblicato da Anna De Simone il 3 settembre 2015