Seta di ragno: tessuto

Seta di ragno

Seta di ragno, un materiale interessante non da indossare ma da impiegare per costruire oggetti già esistenti e che possono diventare più resistenti e performanti. Ha delle sorprendenti qualità, lo si sta studiando da anni e finora continua a sorprenderci. Un italiano lo ha usato addirittura per costruirci un violino e ha vinto di recente un premio internazionale. Intanto si prosegue con le ricerche riguardo lo studio della sua composizione e la sua possibile riproduzione sintetica.



Seta di ragno: cosa è

La seta di ragno è una fibra proteica composta da più di 3.500 amminoacidi, deriva da una sostanza liquida elaborata da ghiandole specializzate, dette ghiandole filatrici o seritteri, che viene in un certo senso “filata” a comando e così convertita in fibre solide.

Si potrebbe pensare che è una “semplice proteina”, come tante, se non fosse che mostra proprietà impressionanti. Ha una resistenza alla trazione 4 volte superiore a quella dell’acciaio ed è 3 volte più elastica, è 3 volte più dura del Kevlar e il rapporto tra carico di rottura e densità è 3 volte maggiore rispetto a fibre sintetiche come il Nylon.

Seta di ragno: tessuto

Possiamo chiamarla tessuto anche se non dobbiamo immaginare un tessuto come quello di una sciarpa di seta. Con la seta di ragno si fa di tutto e non certo solo le sciarpe! E’ prezioso come materiale perché i ragni non secernono la sostanza da cui deriva in modo continuo, lo fanno solo quando serve per la propria ragnatela. Riprodurre il processo per ottenere qualcosa di simile non è banale perché questa magica sostanza viene secreta all’interno delle ghiandole filatrici dei ragni in condizioni di acidità del Ph e concentrazioni chimiche ancora ignote ai ricercatori.

L’azienda di ingegneria genetica canadese Nexia Biotechnologies Inc., sta realizzando da tempo esperimenti per la progettazione di ragnatele “ibride” create in laboratorio, è riuscita a isolare i geni del Dna dei ragni che codificano la seta viscosa inserendoli in organismi come l’Escherichia Coli che sono in grado di sintetizzare la proteina.

Hanno proseguito inserendo geni del ragno nelle cellule mammarie di una capra perché quest’ultima produca la proteina della seta nel suo latte e permetta di ottenere materiale solubile da trattare in laboratorio per avere una seta di ragno fai date.

Seta di ragno

Oggi si chiama Biosteel ed è piuttosto performante, in grado di assorbire gli urti, potenzialmente utile per cinture di sicurezza, cavi del paracadute e airbag per automobili. In futuro chissà se la seta di ragno sostituirà l’acciaio, dipende in parte dagli esiti delle ricerche, in parte dalle logiche di mercato.

Seta di ragno del Madagascar

Tra i ragni più apprezzati quanto a produzione di seta, c’è quello della corteccia di Darwin in Madagascar che ci regala un materiale più duro dell’acciaio e 100 volte superiori a qualsiasi altra sostanza biologica conosciuta. Riesce a tessere ragnatele che resistono anche ricoprendo aree di circa 30 mq. Il vero nome di questo “super” ragno è Caerostris, è stato scoperto dal biologo Matjaz Kunter e dallo zoologo Ingis Agnarsson attorno al Namorona River, situato nella provincia di Fianarantsoa, in Madagascar.

Seta di ragno

Seta di ragno: violino

C’è un italiano che ha pensato bene, già qualche anno fa, di costruire un violino in seta di ragno conquistando un premio di oltre 11mila euro, un riconoscimento per aver introdotto una vera e propria rivoluzione nella costruzione degli strumenti musicali.

Si tratta di Luca Alessandrini, il premio è l’International student innovation award 2016, organizzato da London & Partners. In verità non subito aveva pensato alla seta di ragno, lo ha fatto dopo aver provato altri materiali tra cui varie bioresine, iuta e bambù.

Al di là del violino, ci sono molte applicazioni pratiche per questo materiale, soprattutto in campo medico per le suture delle ferite e per fabbricare tendini artificiali o per ricoprire impianti.

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Pubblicato da Marta Abbà il 28 febbraio 2018