Resina per rivestimenti

resina per rivestimenti

Resina per rivestimenti: vantaggi e possibili applicazioni dei rivestimenti in resina per pavimenti, pareti, piscine, bagno e cucine. 


La resina è adatta a rivestire qualsiasi superficie della casa e del giardino. Riesce a riprodurre l’aspetto estetico di metalli, pietre, cemento, marmo e molti altri materiale con il vantaggio di essere più pratica da gestire e a bassa manutenzione. La resina per rivestimenti ha uno spessore ridotto (2 o 3 mm) e, grazie all’assenza di fughe, riesce a offrire pavimenti, pareti e superfici perfettamente lineari.

Le resine per pavimenti e superfici piane sono definite resine autolivellanti. Sul mercato non mancano resine per rivestire pareti, bagni, cucine, armadi e altre superfici verticali definite resine in pasta.

Chi ha appena rinnovato casa e non vuole spendere un soldi per acquistare dei nuovi complementi d’arredo, può scegliere le resine per rivestire armadi, comodini e altri complementi conferendo molteplici effetti decorativi. La resina è facile da applicare tanto che il vecchio top della cucina può assumere un aspetto marmorizzato o metallico grazie a rivestimenti in resina dedicati. La superficie del piano da lavoro della cucina è molto esposta a usura e un rivestimento nuovo può fare la differenza tra una cucina trascurata e una cucina nuova di zecca. In particolare, i rivestimenti in resina per la cucina possono essere resistenti al calore o all’abrasione. Il rivestimento in resina può tornare utile per dare nuova vita diversi complementi d’arredo, per rinnovare un vecchio mobile o complementi d’arredo funzionali come stufa a pellet e camino.

L’applicazione della resina per rivestimenti

La posa in opera deve essere fatta in modo adeguato e da ditte specializzate: meglio non affidarsi a tecnici improvvisati in quanto una cattiva posa in opera può dare vita a fessurazioni e fenomeni di muffa (umidità di risalita) oltre che superfici poco omogenee. In più, per le resine in pasta la resa e l’aspetto estetico è prettamente legato all’abilità manuale di chi le adopera.

Chi si vuole cimentare nell’applicazione fai da te della resina, può contare su diversi prodotti in commercio ma il loro impiego è consigliato solo a chi ha un’ottima manualità e solo per il rivestimento di superfici limitate.

Resina per rivestire un pavimento esistente

La resina può essere adoperata per rivestire un pavimento esistente. In questo caso si procede con un’accurata pulizia e un trattamento atto a rendere ruvida la superficie del pavimento preesistente. Un fondo ruvido rende più agevole l’aggrappaggio del rivestimento in resina.

Quando le resine vanno applicate a pavimenti già piastrellati, il tecnico dovrà colmare preventivamente le fughe applicando uno stucco e/o malta.

Lo spessore di un pavimento in resina varia in base al risultato atteso ma non può essere inferiore ai 3 mm.

Resine per rivestire pareti

Quello in resina è una finitura molto versatile. Ne esistono per interni e per esterni. Per il rivestimento di superfici verticali si utilizzano le resine in pasta. L’applicazione è il risultato finale della pasta è legato alle abilità manuali di chi la opera. Sia se si tratta di resina autolivellante, sia se si tratta di resina in pasta, la posa in opera termina sempre con uno strato di trasparente.

Resine per esterni o interni

Esistono diversi tipi di resina ma che possono essere classificati in due grosse famiglie, quelle epossidiche o poliuretaniche.

Le resine sono composti artificiali a base epossidica (stesso materiale di costruzione delle pale eoliche) o poliuretanica (un materiale plastico). Le resine sono suddivise a loro volte in monocomponenti o bicomponenti.

La resina più adatta per rivestire gli ambienti interni di un edificio è la resina epossidica a base d’acqua, tuttavia sono molto usate per i rivestimenti interni anche le resine epossidiche a solvente. Per gli ambienti esterni è più adatta la resina poliuretanica perché più resistente. Vi basterà pensare che le resine poliuretaniche sono spesso usate per rivestire campi da tennis e altre strutture sportive in finto asfalto.

Pubblicato da Anna De Simone il 25 marzo 2016