Reati ambientali: numero verde

Reati ambientali

Reati ambientali, una categoria ben definita di reati contro l’ambiente. Non è un modo per dire che sono meno importanti rispetto ad altri contro il patrimonio o le persone, basta pensarci bene per capire che chi danneggia l’ambiente finisce per rovinare un patrimonio, naturale e non solo, e creare problemi di salute ed economici, alle persone. E agli animali. I reati ambientali sono quindi da punire severamente e da ben identificare. Di recente all’elenco storico di reati contro l’ambiente ne sono stati aggiunti alcuni, delle new entries che possono modificare la sensibilità di molti cittadini. E ciò che si spera.



Reati ambientali DL 231

E’ nel decreto legislativo 231, DL 231/01, che nel 2015 sono state introdotte delle massicce e importanti novità a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di due distinte leggi tutte e due riguardanti i cosiddetti “reati- presupposto”. Si tratta più semplicemente di reati atti a far scattare la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche.

Il disegno di legge sui reati ambientali è stato approvato definitivamente nel maggio del 2015 dal Senato italiano con 170 voti a favore e, non dimentichiamolo, dopo una battaglia di vent’anni. Non si tratta di un disegno di legge dei tanti, esso segna una svolta decisiva in ambito di protezione dell’ambiente, indica infatti che alcuni atti non saranno più considerati semplici contravvenzioni ma reati “veri” inseriti nel codice penale italiano. Questo significa che avranno tempi di prescrizione doppi e pene fino a 20 anni di carcere.

Reati ambientali

Reati ambientali: numero verde

I reati ambientali non solo non vanno commessi ma vanno anche denunciati quelli commessi da altri se ci accorgiamo. E’ quindi importante che tutti noi sviluppiamo una certa sensibilità nel comprendere cosa ci sta accadendo vicino e chi sta “ferendo” il nostro pianeta.

Può essere uno scarico sospetto in un fiume vicino a casa come del pattume abbondante abbandonato dove non si può. In ogni area regionale, di solito, è stato istituito un numero verde a cui rivolgersi per effettuare opportune e doverose segnalazioni. Cercate il vostro numero verde sui siti ufficiali dell’Arpa, ad esempio.

Reati ambientali

Reati ambientali: elenco

L’elenco completo meglio consultarlo on line, mettiamo in evidenza il breve ma importante elenco dei reati che da poco più di due anni sono stati aggiunti. L’inquinamento ambientale, il disastro ambientale, l’impedimento dei controlli, l’omessa bonifica e il traffico di materiale radioattivo. Non so voi, a me già i nomi spaventano. Cosa succede se si commette uno dei reati in elenco?

C’è anche la confisca da valutare. Infatti la legge dice che “In caso di condanna o patteggiamento per i reati di inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo nonché per i reati associativi, il giudice deve sempre ordinare la confisca delle cose che sono il prodotto o il profitto del reato o che sono servite a commetterlo”.

Reati ambientali: denuncia anonima

Non è sempre facile denunciare i reati e non siamo qui noi per giudicare, è più importante e pratico segnalare la possibilità di effettuare anche una denuncia anonima. Tutte le modalità con cui denunciare questo tipo di reati sono illustrate in questo articolo. Esempi di reati ambientali che possiamo osservare nel luogo in cui viviamo sono quelli come il Littering mentre andando in vacanza potremmo trovarci di fronte ad un mare di plastica  e decidere di non tacere.

Reati ambientali

Reati ambientali: nuovi

Iniziamo con quello di “inquinamento ambientale” per cui è prevista la reclusione da 2 a 6 anni e una multa da 10 mila a 100 mila euro, è contro chi “provoca una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili” all’ambiente, che sia un fiume, un prato, il sottosuolo o quant’altro.

Il reato di “disastro ambientale” ha pene che vanno da 5 a 15 anni, con la possibile aggravante se viene commesso in un’area protetta o sottoposta a vincolo oppure se causa danno a specie animali o vegetali protette. Chi commette il reato di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività può vedersi condannato ad una pena dai 2 ai 6 anni di carcere pagando una multa da 10 mila a 50 mila euro.

L’impedimento del controllo è il reato che riguarda l’atto di intralciare o eludere l’attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro e può essere punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni. I reati di omessa bonifica e di traffico di materiale radioattivo sono puniti in modo simile e la legge approvata nel 2015 prevede anche specifiche aggravanti nel caso i reati vengano commessi in forma associativa.

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Pubblicato da Marta Abbà il 28 aprile 2018