Produrre bioetanolo, le fasi

produrre bioetanolo

Produrre bioetanolo: come visto nell’articolo Bioetanolo fai da te, la produzione del bioetnaolo non è affatto un compito semplice. 

Negli Stati Uniti, il bioetanolo si produce soprattutto a partire da sostanze ricche di amido come mais e patate. La produzione del bioetanolo, così come quella di altri biocarburanti, ha innescato il fenomeno del land-grabbing, letteralmente “accaparramento delle terre”: le multinazionali hanno acquistato vaste zone terriere nel sud del mondo impiegandole per la coltivazione di mais destinato poi alla produzione di biocarburanti. Mettendo da parte le questioni etiche, vediamo quali sono le fasi atte a produrre bioetanolo.

Il processo di produzione del bioetanolo può essere suddiviso in tre fasi:

  1. La preparazione delle melasse, ovvero di soluzioni zuccherine da far fermentare.
  2. La sezione di fermentazione.
  3. Fase di distillazione dell’etanolo con trattamento delle acque residue.

Queste tre fasi possono avvenire con tecniche diverse, così come la preparazione della melassa può essere effettuata a partire da substrati diversi (zuccheri, amidi, cellulose…).

La produzione di bioetanolo di prima generazione 
Per biocarburanti di prima generazione si intendono tutti i biocombustibili ottenuti a partire da substrati ricavati da apposite coltivazioni.

Uno dei trattamenti più utilizzati in America per produrre bioetanolo vede l’impiego di sostanze a base di mais appositamente coltivate.

Per produrre bioetanolo si parte dal processo di dry-grinding (macinazione a secco): la granella di mais viene macinata a secco per ottenere una farina grossolana alla quale si aggiungerà dell’acqua. Il composto viene posto ad alte temperature e si prepara alla fase di fermentazione. La fermentazione della melassa avviene grazie ad enzimi capaci di produrre liquori contenenti alte percentuali di etanolo. L’etanolo prodotto per fermentazione non è affatto puro ma mescolato ad acqua e altri liquidi. Per ottenere bioetanolo puro si procede con la distillazione che deve avvenire a pressione e temperatura controllata. Al termine della sezione di distillazione dell’etanolo bisognerà procedere al trattamento delle acque residue.

La produzione di bioetanolo di seconda generazione 
Le grandi multinazionali stanno iniziando a produrre bioetanolo a partire da scarti legnosi e da substrati a base di cellulosa. Questo processo è più complesso perché per ottenere bioetanolo di seconda generazione bisogna estrarre gli zuccheri dalle cellule presenti negli scarti legnosi (queste cellule vegetali sono protette da uno strato di lignina, più difficile da “rompere”). I prodotti legnosi hanno un costo di acquisto nettamente inferiore rispetto al mais (fondamentale nel campo alimentare) ma la presenza di lignina inibisce il processo di idrolisi e ostacola l’estrazione degli zuccheri. In questo scenario le multinazionali mettono in atto processi chimico-fisico più complessi. La sfida è trovare un processo produttivo che possa essere vantaggioso, al contempo, per aziende e ambiente con un bilancio energetico positivo.

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Pubblicato da Anna De Simone il 16 agosto 2014