Poltiglia bordolese: come si prepara e come si usa

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La poltiglia bordolese è il più antico degli anticrittogammici biologici per la cura delle piante e oggi la si trova in commercio in preparazione industriale già pronta per l’uso. Ce la si può però preparare facilmente anche da soli considerato che si tratta di una semplice miscela di solfato di rame e idrato di calce.

Prima di mettersi all’opera, meglio comunque sapere alcune cose. Dei due ingredienti della poltiglia bordolese, quello attivo è il solfato di rame che, essendo un sale molto acido, necessita di essere stemperato con l’aggiunta dell’idrato di calcio presente nella calce. Quest’ultimo serve anche per dare persistenza all’effetto.

L’azione della poltiglia bordolese dipende dalla percentuale in cui sono presenti solfato di rame e idrato di calcio: se prevale il primo, il composto sarà più aggressivo ma anche di minor durata; una maggiore presenza di calcio renderà invece l’azione più blanda ma più duratura nel tempo.

Altra cosa utile da sapere della poltiglia bordolese è che va usata subito dopo la preparazione perché con il passare del tempo la sua efficacia si riduce. Attenti però a non eccedre con le dosi perché in determinati casi l’eccesso può produrre danni alle varietà più sensibili.

Con la poltiglia bordolese si prevengono e si curano molte malattie fungine e crittogamiche come l’alternariosi (carota, cavolo, patata, pomodoro, poro…), l’antracnosi, la peronospora, la septoriosi e la ticchiolatura (del pero e del melo soprattutto).

Ecco infine il metodo tradizionale di preparazione della poltiglia bordolese. Versate 90 litri d’acqua in un recipiente non metallico e, mescolando, aggiungete 1 kg di solfato di rame. Capirete che i sali di rame si sono disciolti quando vedrete l’acqua colorarsi di un colore azzurro omogeneo.

In un altro contenitore, versate 10 litri d’acqua e aggiungete 700-800 grammi di idrossido di calcio mescolando energicamente fino a quando la polvere non si sarà completamente disciolta. A questo punto unite le due soluzioni versando la seconda nella prima e continuate a mescolare a lungo. Come detto, la poltiglia bordolese va utilizzata subito perché si conserva poco.

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Pubblicato da Michele Ciceri il 6 maggio 2014