Piopparelli: ricette

Piopparelli

Piopparelli, chiamati così perché somigliano al Pioppo, sono funghi ottimi per risotti e in gergo da esperti si chiamano Agrocybe Aegerita, dal greco “aigeros” che significa sempre Pioppo. E’ un fungo coltivabile e che uccide la pianta che lo ospita la suo fianco mentre regala sapore ai nostri piatti. Vediamo le sue caratteristiche e come inserirlo in menù.



Piopparelli velenosi

Bianca e tenera, la carne del cappello dell’Agrocybe aegerita ha anche un buon odore, per chi ama i funghi, mentre può risultare dalla consistenza fibrosa, verso il gambo. Sono detto anche Pioppini, i Piopparelli, e sono senza dubbio commestibili, anzi, li si può tranquillamente inserire nella top ten dei funghi più apprezzati e ricercati.

Per restare completamente soddisfatti, selezioniamo solo il cappello per cucinare, lasciando da parte il gambi più legnoso e insipido. I Piopparelli sono spesso utilizzati in risotti e zuppe, per preparare sughi per la pasta ma possiamo anche conservarli sott’olio. Anche i meno esperti non sbagliano davanti a quel loro aspetto da pioppo, è difficile confonderlo con funghi velenosi, al massimo per i chiodini che sono comunque commestibili.

Piopparelli

Piopparelli: coltivazione

In natura troviamo questi funghi sui tronchi di alberi morti ma anche di quello ancora vivi, i loro preferiti sono i pioppi, per somiglianza, e poi i salici, le querce, gli olmi e i sambuchi. Compaiono a inizio primavera, verso marzo, e fino ad autunno restano presenti nel paesaggio, amano i climi umidi e non troppo freddi.

I Piopparelli sono tra i funghi che è possibile anche coltivare senza incontrare grandi difficoltà, in giro troviamo anche dei veri e propri kit con tutto ciò che occorre per avere la propria produzione di funghi a casa. C’è il terriccio, anche, e gli accessori per ottenere ottimi risultati.

Una cosa da sapere, anche se non ci riguarda strettamente, è che le piante che si vedono sbucare i Piopparelli addosso, trattandosi di un fungo parassita, sono condannate ad una rapida morte.

Piopparelli: come riconoscerli

Simili ai chiodini, se questa informazione ci può aiutare, i Piopparelli hanno un cappello carnoso che può anche arrivare ad avere un diametro di 15 cm, da “giovane” è marrone scuro e man mano con il tempo diventa più chiaro, non abbandonando mai le tonalità brune.

Chiare da subito sono invecele lamelle, fitte, e al contrario della copertura, diventano man mano più tendenti al marrone scuro. Passando al gambo, esso nasce e resta di sezione cilindrica, da bianco diventa scuro, è fibroso quindi non molto gradevole da mangiare, e nella zona in cui si congiunge al cappello ha una sorta di anello.

Piopparelli: ricette

Di ricette alternative, e adatte al clima umido e un po’ freddo della stagione autunnale, ce ne sono in abbondanza che ospitano i funghi pioppini, ma quella migliore resta il risotto. E’ profumato, genuino, gustoso e perfetto da condividere in tavolate come su durante una cena romantica, autunnale.

Se vogliamo prepararlo per noi e per qualche amico, procuriamoci 500 grammi di Piopparelli, 300 di riso, 2 litri di brodo, 2 scalogni, 2 rametti di rosmarino e 2 cucchiai di olio, un bicchiere di vino bianco. Per insaporire lasciando però che il fungo sia protagonista, possiamo aggiungere 50 gr di parmigiano grattugiato, sempre con sale e pepe

Piopparelli: foto

E’ importante osservare le foto dei pioppini per riconoscerli velocemente e distinguerli dalle imitazioni. Eccone alcuni esempi ma se si desidera approfondire maggiormente il loro aspetto allargandosi a tutto il mondo dei funghi è meglio procurarci una buona guida. Sintetica, aggiornata, pratica, a 12 euro su Amazon c’è “Tutto funghi. Cercarli, riconoscerli, raccoglierli” a cura dell’Associazione micologica italiana naturalistica telematica.

Piopparelli

Piopparelli

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Pubblicato da Marta Abbà il 3 dicembre 2016