Pareidolia: significato

Pareidolia

Pareidolia, non è una malattia, o, se lo è, è una malattia piuttosto piacevole visto che è la tendenza a trovare associazioni tra immagini non legate tra loro. Un esempio per tutti è quello delle nuvole che assumano forme di nasi e visi, di animali o di astronavi. Esistono molti altri esempi di pareidolia e veri e propri artisti che hanno utilizzato questo tipo di illusione per creare opere architettoniche e capolavori.  Le forme che ci sembra di riconoscere sono di solito figure e volti umani, ma non solo.



Pareidolia: significato

Quando parliamo di pareidolia, o di illusione pareidolitica, intendiamo quella illusione subcosciente che tende a ricondurre a forme note oggetti o profili (naturali o artificiali) dalla forma casuale. Il termine arriva dal greco εἴδωλον èidōlon, “immagine”, col prefisso παρά parà, “vicino”.

Non è una associazione volontaria, quella che si intende analizzare, ma istintiva e automatica: a colpo d’occhio si riescono a riconoscere delle strutture ordinate e delle forme familiari anche in immagini che di per sé non le vogliono per forza mostrare.

La pareidolia è un caso particolare di apofenia, si ritiene sia stata favorita dall’evoluzione perché è in un certo senso un modo per individuare preventivamente delle situazioni di pericolo anche se gli indizi sono pochi.

Pareidolia

Pareidolia: esempi

Oltre alle nuvole con la faccia, ci sono numerosi casi di pareidolia celebri. Alcuni riescono ad esempio a vedere un altro volto in cielo, e non nelle nuvole ma su Marte, in verità si tratta di una formazione rocciosa marziana ripresa dalla sonda Viking 1.

Anche la visione di un volto umano nella luna è piuttosto frequente, oppure il riconoscimento di chissà quali figure, nelle costellazioni.

In Giappone, a Chichibu, c’è poi il museo Chinsekikan che significa “corridoio di rocce curiose”, ed è una museo privato composto di rocce naturali per appassionati di pareidolia. Si possono infatti in essere riconoscere facilmente facce umane, chiamate jinmenseki.

Pareidolia acustica

Vi capita mai di pensare che stia squillando il telefono, oppure che sia arrivato un messaggio, o che qualcuno vi stia chiamando, e invece non è così? Non si tratta di allucinazioni, non sempre, almeno, ma è facile che sia un caso di pareidolia acustica. Consiste al pari di quella visiva, nel riconoscere dei suoni o dei rumori quando percepiamo dei rumori invece del tutto casuali.

Oltre allo squillo del telefonino fantasma, a volte anche sintomo di stress, ci soni altri esempi di pareidolia acustica come quelli relativi ai presunti messaggi satanici inclusi in canzoni heavy metal. Ne sono stati segnalati per i Led Zeppelin e perfino per i Beatles.

Pareidolia

Pareidolia: test

Fare un test per capire se abbiamo questo genere di visioni non è semplice poiché si tratta di una cosa istintiva e che viene in automatico, ma se ci si impegna, a volte si resta inibiti. Una più divertente prova si può effettuare con un programma di visione artificiale che genera illusioni pareidolitiche: Deep Dream di Google. Ce ne sono anche altri che lavorano in modo simile e cercano di individuare in un’immagine delle sagome che ci sono familiari e note.

Pareidolia visiva

La pareidolia visiva è quella di cui abbiamo parlato finora. Può essere molto divertente, anche giocarci con i bambini, abituandoli ad osservare e a vedere oltre. Vi consiglio un libro adatto ai più piccoli e ai visionari evergreen. Illusioni ottiche. di Jon Kirkwood.

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Pareidolia: Leonardo da Vinci

Uno dei tanti artisti che ha usato la pareidolia visiva per creare, è proprio il noto e geniale Leonardo. In verità, non si dovrebbe dire di lui, “uno dei tanti” perché le sue opere e le sue intuizioni sono ineguagliabili o quasi.

Riprendiamo, per concludere, proprio le sue parole: “E questo è: se tu riguarderai in alcuni muri imbrattati di varie macchie o pietre di vari misti, se arai a inventionare qualche sito, potrai lì vedere similitudine de’ diversi paesi, ornati di montagnie, fiumi, sassi, albori, pianure, grandi valli e colli in diversi modi; ancora vi potrai vedere diverse battaglie e atti pronti di figure, strane arie di volti e abiti e infinite cose, le quali tu potrai ridurre in integra e bona forma. E interviene in simili muri e misti come del sono di campane, che ne’ loro tocchi vi troverai ogni nome e vocabulo che tu imaginerai”

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Pubblicato da Marta Abbà il 11 giugno 2017