Padelle antiaderenti e alternative al teflon

padelle antiaderenti

Le padelle da cucina definite antiaderentisono tali perché ricoperte all’interno di uno strato di PTFE (Teflon), il Teflon è un polimero del tetrafluoroetene appartenente al gruppo delle olefiniche. Si tratta del materiale con coefficiente di attrito più basso conosciuto.

Le padelle antiaderenti fanno male alla salute?
L’argomento è serio e anche piuttosto “spinoso” in quanto molti produttori hanno preso provvedimenti apportando modifiche alla classiche padelle antiaderente in teflon; in più, quando si parla di padelle antiaderenti non si può generalizzare perché il mercato si è diversificato ed esistono anche padelle antiaderenti costituite con materiali differenti dal PTFE (teflon).

Parlando delle padelle antiaderenti in teflon, sembrerebbe che potrebbero avere un impatto negativo sulla salute. Il teflon non fonde a elevate temperature ma si decompone liberando una gamma di gas fluorurati tossici. I produttori delle padelle antiaderente in teflon, così come alcuni esperti di settore, affermano che per limitare questo fenomeno, basterebbe aggiungere sul fondo della padella antiaderente solo poche gocce d’olio oppure della semplice acqua, anche solo a titolo precauzionale cos’ da prevenire la fuoriuscita di gas. 

Tra i gas sprigionali dal teflon quadra l’acido perfluroottanoico meglio conosciuto come PFOA C8. Il PFOA è stato collegato al cancro, alle coliche ulcerose, alle malattie della tiroide e al colesterolo alto.

Per ovviare al problema legato al teflon, molti produttori hanno immesso sul mercato padelle antiaderenti alternative, in ceramica atossica o titanio. In questo contesto segnaliamo le padelle antiaderenti in leghe di titanio Lagostina, la stessa casa produce anche padelle in ceramica ma se vi interessano le proprietà antiaderenti (magari per evitare di mettere olio!) la linea in titanio è quella più indicata.

Padelle antiaderenti

Padella Antiaderente Lagostina
Questa padella antiaderente è sicura grazie alla garanzia per l’assenza di PFOA, cadmio e piombo. Cucinare con questa padella antiaderente è anche più semplice in quanto c’è un sistema (si chiama Lagospot) che indica all’utente la giusta temperatura per iniziare la cottura dei cibi, praticamente basterà osservare il logo posto sul fondo della padella, quando questo diventa completamente rosso, la cottura potrà iniziare.

Lo strato antiaderente è più resistente ai graffi rispetto alle classiche padelle antiaderenti, il manico è ben isolato e può essere afferrato senza l’ausilio di presine. In più la particolare composizione del fondo consente la distribuzione omogenea del calore. Questa padella antiaderente è adatta alla cottura anche su piani a induzione.

Consigli per usare la padella antiaderente

-Centrate bene la padella antiaderente sulla fonte di calore così da distribuire meglio la fiamma. Cercate di usare un fornello dalle dimensioni appropriate.
-Non tagliare mai gli alimenti direttamente nella padella antiaderente.
-Evitate di lavare la padella antiaderente in lavastoviglie perché i detersivi in pastiglia risultano molto aggressivi e potrebbero alterare il rivestimento antiaderente.
-Per chi usa la padelle antiaderente sul fornello a induzione, ricordate di scegliere padelle idonee (come quella Lagostina che vi abbiamo segnalato) e se dopo l’uso, sul fondo, compaiono degli aloni gialli o azzurri, niente paura! E’ normale, vi basterà toglierli passando del limone o dell’aceto.

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Pubblicato da Anna De Simone il 3 dicembre 2014